Uno scienziato per il Senato del Regno

Memoria del comm. Capellini, di Alessandro Mella

Tra le motivazioni che potevano concorrere alla nomina a Senatore del Regno v’era, un tempo, l’aver dato lustro alla nazione attraverso le arti e le scienze.

Numerosi furono i dotti ed i sapienti che ebbero il laticlavio ai tempi del Regno d’Italia ed uno di questi fu Giovanni Capellini.

Egli nacque a La Spezia il 23 agosto 1833, regnicolo sardopiemontese, da Francesco, originario di Portovenere, e da Margherita Ferrarini. Crebbe con la sorella Anna in un contesto familiare cattolico e morigerato.

Il padre l’avrebbe voluto sacerdote e dopo gli studi musicali l’avvio al Seminario dove il giovane mal si trovava e dal quale si allontanò alla morte del genitore facendo diversi lavori, tra cui il legatore, per mantenersi. Frattanto ebbe modo di dedicarsi allo studio della geologia laureandosi in Scienze alla Regia Università di Pisa ed iniziando, così, le sue ricerche sulle Alpi Apuane. (1)

Dopo una breve esperienza come docente di Storia Naturale egli passò all’Università di Bologna come primo docente di geologia ed artefice del relativo museo.

La vita aveva preso finalmente a sorridergli ed egli poté dedicarsi alle sue passioni raccogliendo unanimi consensi anche all’estero, concretizzatisi con i viaggi in Francia nel 1860 e in America nel 1862 dove, in Nebraska, poté dedicarsi sul campo anche alla Paleontologia. In anni, occorre aggiungere, assai turbolenti per il Nord America.

Nel 1866 il Capellini finalmente trovò moglie e sposò la giovane Ginevra Foresti. Un evento che spinse Carducci, che frequentava con il Pascoli, a dedicargli un sonetto. Tuttavia, la moglie amata si spense presto ed egli, rimasto vedovo, si risposò poi nel 1870 con Beatrice Niccolini.

La sua vita fu, comunque, ricca di soddisfazioni e grandi incarichi tra i quali: Professore di Geologia all’Università di Bologna (26 settembre 1860), Rettore dell’Università di Bologna (4 agosto-15 ottobre 1871) (1874-1876) (1885-1888) (1894-1895), Preside della Facoltà di scienze fisiche, matematiche e naturali dell’Università di Bologna (1869-1875) (1915-1918), Direttore dell’Istituto geologico e paleontologico dell’Università di Bologna, Membro del Comitato geologico, Presidente del Comitato geologico, Membro del Consiglio delle miniere, Vicepresidente del Consiglio delle miniere, Segretario del Comitato internazionale per la carta geologica d’Europa, Socio corrispondente dell’Accademia dei Lincei di Roma (6 giugno 1878), Socio nazionale dell’Accademia dei Lincei di Roma (22 maggio 1879), Membro della Società italiana delle scienze, detta dei XL (1879), Socio fondatore e perpetuo della Società geologica italiana (28 settembre 1881), Presidente della Società geologica italiana (1883) (1886) (1889) (1894) (1902), Socio dell’Accademia delle Scienze di Torino (1887), Membro corrispondente della Società reale di Napoli (14 febbraio 1885), Membro ordinario della Società reale di Napoli (17 giugno 1911), Socio dell’Accademia delle scienze dell’Istituto di Bologna e Presidente dell’Accademia delle scienze dell’Istituto di Bologna. (2)

Nomine che rivelano, e confermano, quanto l’uomo avesse saputo farsi stimare dalla collettività:

 

Alcune nomine. Riceviamo da Roma, 20, ore 20,25: Il comm. Nomeo è nominato direttore generale del catasto. Il senatore Capellini è confermato presidente del Comitato geologico. Il senatore Perazzi è confermato presidente del Consiglio delle miniere. (3)

L’impegno scientifico e la prodigiosa carriera valsero al Capellini anche numerose e prestigiose onorificenze tra le quali i titoli di Grande Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia, Commendatore dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, Commendatore dell’Ordine del Salvatore di Grecia, Commendatore dell’Ordine di Dannebrog di Danimarca, Commendatore dell’Ordine della Stella Polare di Svezia, Cavaliere di IV classe dell’Ordine ottomano di Medjidiè, Cavaliere della Legione d’Onore di Francia  e Cavaliere dell’Ordine della Rosa del Brasile.

Inoltre, egli riceve i titoli di Commendatore dell’Ordine di San Giacomo della Spada e di Cavaliere dell’Ordine di Vila Vicosa. Tali onori sono ancor oggi patrimonio dinastico della Real Casa del Portogallo con gran maestro il Capo della Real Casa, Dom Pedro Duca di Braganza e di Loulè e come cancelliere Dom Nuno Cabral da Camara Pereira Marchese di Castel Rodrigo e Connestabile del Portogallo. (4)

Nel 1890, su proposta di Piero Puccioni, fu nominato Senatore del Regno ed ebbe, così, il laticlavio di Palazzo Madama. Titolo d’onore di non secondaria importanza.

La sua fama, la sua grandezza come scienziato, gli valsero la stima e simpatia di re e principi. Evidenziata da vari aneddoti come quando incontrò Re Oscar a Stoccolma:

 

Grandemente ammirato fu il diploma dell’Università di Bologna, che nominò il re dottore nella Facoltà di lettere ad honorem. Il senatore Capellini, professore nell’Università di Bologna, presentando al re il diploma, gli rivolse calde parole. Il re, commosso, ringraziò delle onorifiche distinzioni concessegli e rivolse particolarmente al Capellini cordialissime parole per lui e pell’Università di Bologna. (5)

 

O quando la Real Casa di Savoia, per voce del Re Vittorio Emanuele III, gli manifestò pienamente la propria considerazione:

 

DA SPEZIA Il Re al senatore Capellini - Al senatore Capellini, in occasione dei festeggiamenti di cui fu oggetto in questi giorni, è pervenuto questo telegramma dal Re: «Mi associo di cuore alle manifestazioni di stima e di simpatia, che in, occasione del suo anniversario del suo insegnamento le venivano tributate; Vivamente felicitandomi con lei, ho grato di confermarle in questa circostanza i migliori miei sentimenti, rinnovarle i più lieti auguri! - Firmato: Vittorio Emanuele». (6)

Tra i molti aneddoti e le molte curiosità è interessante notare anche che fu promotore e organizzatore del Congresso internazionale di antropologia di Bologna (1871), presidente del Congresso internazionale di geologia di Bologna (1881) ed autore della carta geologica del golfo di La Spezia. Nel 1919 gli fu dedicata la Società lunigianese di storia naturale, poi Accademia lunigianese di scienze. (7)

Ormai avanti con gli anni, stanco ma senz’altro orgoglioso d’una vita vissuta pienamente ed in piena libertà di pensiero e studio, egli si spense in quella Bologna che tante gioie gli aveva procurato il 28 maggio 1922.

A distanza di qualche tempo si tenne la commemorazione del defunto Senatore a Palazzo Madama:

 

Tommaso Tittoni, Presidente

Onorevoli colleghi. Il 28 maggio testé decorso, dopo breve malattia, si spense in Bologna, tra il generale cordoglio di quella cittadinanza che lo considerava suo vanto, l’illustre geologo prof. Giovanni Capellini.

Nato alla Spezia, da antica famiglia oriunda di Portovenere, il 23 agosto 1833, dotato di non comune ingegno e di gran forza di volontà, seppe, pur tra ristrettezze economiche non lievi, conseguire a 25 anni la laurea in scienze nella Università di Pisa, essendo in lui vivissimo l’amore agli esperimenti ed alle ricerche, soprattutto nel campo geologico e paleontologico.

In mezzo ad indicibili difficoltà, riuscì, ancora ragazzo, a crearsi un vero laboratorio scientifico, che nel 1853, allorché la famiglia reale del Piemonte si recò alla Spezia, ebbe l’onore di una visita dei Principi. A quell’anno risale pure il suo primo scritto di argomento geologico.

Nel 1860 fu nominato professore nel collegio nazionale di Genova e fu quindi acclamato dottore collegiato di geologia in quell’università. L’anno dopo, il Mamiani lo chiamava alla Cattedra di geologia della Università di Bologna, che doveva rendere celebrata in tutto il mondo con più che un sessantennio di apostolato scientifico e didattico e che tenne fino alla morte.

Il nome di Giovanni Capellini è il simbolo di una vita austera tutta dedita a studi faticosi e fecondi, e resterà una delle glorie più fulgide della scienza e dell’università italiana, giacché è legato ad una serie di scoperte importantissime, soprattutto per la conoscenza della geologia e della paleontologia dell’Italia, della quale ultima scienza fu uno dei pionieri.

I suoi studi ebbero come precipuo campo d’azione e d’investigazione la Lunigiana, la Toscana, il Bolognese.

Ma anche fuori dei confini della patria ei portò la sua inappagata brama di sapere; nei numerosissimi viaggi che fin da giovinetto fece quasi ogni anno all’estero a scopo scientifico, visitando tutta l’Europa e gran parte dell’America settentrionale, raccolse una messe enorme e preziosa di materiali che in occasione del cinquantenario del suo insegnamento egli, con atto veramente munifico, donò al Museo geologico di Bologna, considerato uno dei maggiori e migliori del mondo, di cui la sua raccolta forma la parte più cospicua e che a lui si intitola.

Assai più che cento sono le sue opere, quasi tutte di carattere scientifico, alcune anche di carattere autobiografico, prezioso documento della sua forza mirabile di volontà e della sua grande nobiltà d’animo.

Uno dei meriti più insigni del grande scomparso fu, come anche il Carducci proclamò altamente, quello di essere stato gran promotore e propagatore degli studi geologici.

In riconoscimento di tale merito appunto, l’Accademia delle scienze di Filadelfia gli assegnava, singolarissima distinzione, il premio Hayder, riservato ai più benemeriti promotori della geologia.

Egli fu anche una magnifica tempra di realizzatore e di organizzatore: a lui si deve la costituzione della Società geologica italiana, della quale mi onoro di essere stato insieme a lui ed a Quintino Sella uno dei fondatori; egli ebbe per primo l’idea dei congressi geologici internazionali, ed organizzò l’Esposizione italiana di archeologia preistorica, tenutasi in Bologna nel 1881.

Fu ripetute volte rettore dell’ateneo bolognese e in tale carica ebbe nel 1888 a promuovere i festeggiamenti per l’ottavo centenario del glorioso Studio, e in quell’occasione vide intorno a sé i più grandi geologi e paleontologi del mondo. Era membro della Accademia dei Lincei, della Società italiana dei quaranta, e di numerosissime altre accademie e società scientifiche italiane e straniere; era insignito anche di moltissime onorificenze, italiane e straniere, tra cui quella di cavaliere dell’ordine civile di Savoja.

Circondato sempre dall’ammirazione e dalla simpatia universali, ebbe numerose cariche nella sua città natale e in Bologna. Nel febbraio 1921 pel sessantennio dell’insegnamento, non solo da Bologna e dall’Italia ma da tutto il mondo fu un plebiscito di omaggi per l’illustre scienziato, cui Spezia tributò onoranze entusiastiche.

Le sue insigni benemerenze scientifiche e civiche furono premiate con la nomina a senatore addì 4 dicembre 1890; ma le sue assorbenti occupazioni scientifiche non gli permisero di esser troppo assiduo ai nostri lavori.

La scomparsa dell’insigne scienziato è lutto per l’Italia e per la scienza mondiale.

Il Senato si inchina reverente alla sua memoria e porge vive condoglianze alla famiglia desolata ed alle città della Spezia e di Bologna. (Approvazioni).

FACTA, presidente del Consiglio, ministro dell’interno. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FACTA, presidente del Consiglio, ministro dell’interno. Le nobili parole del Presidente del Senato hanno posto in rilievo una delle figure più nobili della vita politica italiana.

Ricordando l’illustre estinto, non si possono ricordare soltanto le sue virtù di cittadino, ma si ricorda il nobilissimo intelletto dello scienziato che badato al patrimonio scientifico d’Italia, i migliori frutti dei suoi studi.

Il Governo si associa con profondo cordoglio alle parole del Presidente del Senato, e manda alla nobile figura dell’estinto l’omaggio reverente della memoria e della riconoscenza. (Approvazioni). (8)

 

Oggi sono molte le vie e monumenti dedicati alla memoria di questa figura. Capellini fu, a pieno titolo, il padre della geologia e della paleontologia in Italia. Uno di quegli scienziati la cui memoria va custodita e trasmessa ai posteri.

Alessandro Mella

 

NOTE

1) Si veda a riguardo: https://www.accademiacapellini.it/biografia.html

2) Archivio Storico del Senato.

3) Gazzetta Piemontese, 352, Anno XXVIII, 21 dicembre 1894, p. 1.

4) Per approfondimenti si suggerisce: Annuario della Nobiltà Italiana, Edizione XXXIII, Andrea Borella a cura di, 2021.

5) La Stampa, 260, Anno XXXI, 20 settembre 1897, p. 2.

6) Ibid. , 46, Anno LV, 23 febbraio 1921, p. 4.

7) Archivio Storico del Senato.

8) Senato del Regno, Atti parlamentari. Discussioni, 8 giugno 1922.

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Articolo pubblicato il 11/10/2021