Cervia, riviera romagnola
Cervia: Torre San Michele e Magazzini del Sale

Di Ezio Marinoni

Cervia, in provincia di Ravenna, è un grande comune romagnolo, che si affolla in estate di turisti interessati alla balneazione.

Il suo Patrono è San Paterniano (nato a Fano, nelle Marche, nel 275, di cui fu probabilmente il primo Vescovo).  La “Vita Sancti Paterniani” ci è stata tramandata attraverso un codice del XII secolo (Codice Nonantolano, Archivio del Capitolo di Fano).

La sua giurisdizione comprende anche le località di:

Milano Marittima, immersa nella pineta di Cervia, confina a nord con il Lido di Savio. Nel 1907 è stipulata una convenzione tra l’Amministrazione Comunale di Cervia e la Ditta Maffei (importante famiglia di imprenditori del Milanese): il Comune cede alla società lombarda una vasta zona incolta e inutilizzata lungo il litorale, con l’obbligo da parte del concessionario di fabbricarvi villini, parchi e giardini e creare una nuova zona balneare, che verrà denominata Milano Marittima a conferma del forte legame con l’ambiente lombardo.

Il 1º giugno 1911 si costituzione della “Società Milano Marittima per lo sviluppo della spiaggia di Cervia” della quale fanno parte l’architetto Napoleone Tempini (Presidente), Aldo Tagliazucchi, il senatore Giovanni Facheris, l’avvocato Alberto Redenti, Felice Bianchi, Giuseppe Galli e il pittore e cartellonista Giuseppe Palanti, seguace delle teorie di Ebenezer Howard riguardanti la “Città Giardino”, un progetto urbanistico originale che disegna lo sviluppo di una città nuova in cui le residenze turistiche devono fondersi perfettamente con la natura circostante.

Quasi al confine con il Lido di Savio,abbandonata e sommerso da piante e arbusti, sorge la Colonia di Varese (nato come “Colonia Marina Costanzo Ciano”). Durante il periodo bellico è utilizzata come ospedale: sul lato mare sono ancora presenti i disegni di due grandi croci rosse. Nel 1983 all’interno della colonia sono state girate alcune scene del film horror “Zeder”, diretto da Pupi Avati.

A Milano Marittima c’è stato anche un aeroporto militare! Costruito alla fine del 1944 e attivo per soli sette mesi, viene smantellato tra maggio e giugno 1945, conseguentemente alla resa delle forze tedesche in Italia. Quando gli Alleati lasciano Milano Marittima si curano ben poco di ripulire la pineta, limitandosi ad abbandonarvi tutto ciò che non riescono a portare con loro. Bisognerà attendere il 1987 perché venga eliminata anche l’ultima recinzione di filo spinato e questa striscia di pineta sia aperta al pubblico.

Pinarella, che sino a fine Ottocento era un ambiente agricolo costituito da case sparse, nel secondo dopoguerra inizia la sua crescita urbana e demografica. Prende il nome dalla grande pineta che si estendeva sul suo territorio.

Tagliata è un piccolo e caratteristico angolo di Romagna di dove tutto è a portata di mano. Molte colonie si affacciavano sul mare, ora in gran parte chiuse o trasformata in residenze per anziani.

Da queste parti la vocazione al turismo è antica e radicata: nell’ultimo ventennio dell’Ottocento prende il via una prima fase pionieristica di sviluppo turistico, favorita dal miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie di un territorio considerato ancora malarico e dalla costruzione della ferrovia, prima con il tratto Ravenna-Cervia del 1884, poi con il tratto Ferrara-Ravenna-Rimini del 1889.

Il 20 ottobre 1927 Cervia è riconosciuta con Decreto Ministeriale “Stazione di Cura, Soggiorno e Turismo”, grazie anche al contributo della nuova località di Milano Marittima; da quell’anno prosegue la costruzione dei villini nella pineta e inizia anche l’edificazione dei primi alberghi, colonie ed esercizi di ristorazione. Il primo albergo sarà il Mare e Pineta di Carlo Allegri, edificato nel 1928.

Della antica e immensa pineta residuano 260 ettari (27 dei quali sono compresi in un parco naturale).

In passato Cervia è stata profondamente segnata dalla civiltà del sale (la Riserva della Saline si estende per ben 827 ettari di superficie!).

Un particolare che molti turisti ignorano è che la primitiva città di Cervia non era dove sorge l’attuale, ma assai più all’interno, costruita dentro e intorno alle saline, sulle quali gravitava gran parte dell’economia locale. Si ritiene fosse l’antica Ficocle.

Sul suo toponimo l’abate gesuita Pietro Antonio Zanoni scrive nel suo poemetto in latino “De Salinis Cerviensibus”: “Gli antichi erano soliti denominare le città a partire da caratteristiche nelle adiacenze del luogo, come Pesaro dal fiume Isauro, Olana dall’Olano. Donde questa nostra celebre città, in un primo momento denominata Ficocle dall’abbondanza delle erbe marine dagli abitanti fu denominata Biso” (Il biso è un’erba sottile simile al fieno, che viene estirpata una volta l’anno dai canali delle saline per liberare il fluire dell’acqua, N.d.A.).

È ancora l’abate Zanoni a narrare la leggenda delle saline. Nativo di Reggio Emilia, si trasferisce a Cervia nel 1773. Nel testo sopra citato, edito nel 1786 si può scoprire una suggestiva leggenda.

Egli racconta che al tempo in cui la pineta era abitata da pastori e da ninfe, vivevano due giovani meravigliosi: Liscari, un pastore dai sentimenti delicati e dai modi gentili, e Iole, un’avvenente fanciulla sempre allegra. Da anni ella portava a pascolare il suo gregge lungo le rive erbose all’interno delle saline, beffandosi dell’antico divieto di profanare con gli armenti quella terra sacra ai Numi.

Un giorno, sull’imbrunire, mentre rientrava all’ovile col gregge, nel saltare su una barchetta scivola malamente, precipita in acqua e ne viene inghiottita.

I salinari accorrono e tentano invano di salvare la sfortunata ragazza; la seppelliscono sul luogo posandovi sopra un grosso sasso per segnarne la tomba, attorno spargono serti di lauro e coroncine di fiori, dopo averli immersi nell’acqua salata; i cristalli di sale si trasformeranno in filigrane scintillanti al sole. Quel triste ricordo non si è appannato col tempo e dà origine a feste paesane in memoria. L’eco della tragedia arriva al suo innamorato, un pastore di nome Liscari, che accorre con la speranza di poter ancora recare soccorso alla ragazza. Sconvolto dal dolore stramazza esanime su una pietra.

Ed ecco avvenire la magica trasformazione: le dita dei suoi piedi si allungano, si ramificano, penetrano nel terreno diventando radici; i capelli si mutano in steli verdi con piccole foglie aghiformi e grasse. In questo modo Liscari diventa la pianta che porterà eternamente il suo nome.

Nel secondo dopoguerra Cervia diventa città termale e una meta del turismo di massa.

La città risponde a due tipologie diverse di turismo: quello per le famiglie si rivolge a Cervia per la classica e tranquilla villeggiatura), quello improntato al divertimento preferisce Milano Marittima, seppure più costosa.

Dal 1961 le Terme, sorte negli Anni Cinquanta nell’area delle saline, hanno sede a Milano Marittima.

Il giornalista Max David nasce a Cervia nel 1908, sarà un reporter di guerra su tanti fronti, sempre in prima linea; per il Corriere della Sera ha seguito la ritirata di Vhang Kai Shek di fronte alle truppe maoiste; ha descritto dal vivo la fine di Peron in Argentina e la caduta del regime di Salazar in Portogallo. La villa dove tornava da ogni missione oggi è lasciata all’abbandono.

Un’ultima curiosità: a Cervia, nel giugno 1966, Ornella Gambi è la prima donna in Italia ad indossare la divisa di vigile urbano.

Alla pari di Rimini, anche Cervia ha avuto il suo Grand Hotel: costruito dalla CMC e inaugurato nel 1931, è stato per anni il simbolo della città e la sua storia si è intrecciata con le presenze cervesi di Gabriele D’Annunzio, di Grazia Deledda, di Giovannino Guareschi.

Alle fine degli Anni Sessanta, con il cambiamento dei gusti nella popolazione, è iniziato il lento declino della grande struttura alberghiera, che si ridusse a un rudere. Risorto nel 1986, il Grand Hotel ha conosciuto nuove fasi di difficoltà, fino ad essere abbandonato.

Quest’anno è stata riaperta la sua spiaggia, voglio pensare sia un buon auspicio per il suo futuro, che lo riporti dall’essere una specie di “Amarcord” felliniana a realtà operativa e vissuta dai turisti.

@Ezio Marinoni

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Articolo pubblicato il 09/09/2021