Torino. Per Damilano candidato sindaco del Centrodestra “C’è da cambiare”

Presentato il programma con le linee guida per cambiare Torino

Negli ultimi vent’anni il centro destra, com’è noto non ha governato a Torino, ed è quindi rimasto ai margini dalle scelte che si sono compiute sul destino della città e dei torinesi.

 

La volontà unanime dei partiti die centrodestra di candidare  sindaco della città il “Civico” Paolo Damilano, ha riacceso speranze ed attese in molti cittadini ed ambienti di Torino, lontani dalla militanza partitica, ma sconfortati dal regresso e decadenza della città, ormai esclusa dall’appeal internazionale e preoccupati dalla fuga di attività che ha determinato sempre più l’emarginazione di Torino, ormai tagliata fuori dalle vie di comunicazioni aeree, stradali e ferroviarie.

 

La giunta Appendino con le sue scelte rinunciataria ha ancor più isolato la città e determinato la rassegnazione in molti, con i giovani emergenti che hanno orientato le loro scelte di vita su Milano o altre città europee.

 

Nei giorni scorsi Paolo Damilano ha diffuso il programma elettorale di ampio respiro della sua coalizione. I tratti caratterizzanti risaltano nella premessa che riportiamo: “Questo programma è costruito attorno a cinque grandi argomenti: l’economia, perché la nostra fissazione è dare lavoro a Torino, dopo gli anni terribili della pandemia; il territorio, perché è ciò che ci unisce; le trasformazioni, ossia una collezione di idee e di grandi progetti per girare pagina, tutti con il criterio di essere sostenibili, economicamente e per l’ambiente; le persone, perché siamo noi i protagonisti dell’aver cura e di prendersi cura delle persone che abitano Torino e questo programma è anche un programma di crescita delle persone, non solo di crescita dell’economia ed è un programma per la qualità della vita: la qualità della vita è il campionato nel quale siamo rimasti indietro negli ultimi anni e nel quale dobbiamo tornare a vincere il torneo con le altre città italiane”.

 

Nel merito il programma oltre ad essere ambizioso ed occuparsi del cittadino – persona, vuole superare il declino portando a Torino, lavoro, attività industriali, tutelando le filiere storiche legate all’auto e allo spazio,  culturali, terziario avanzato che, oltre ad arrecare benessere alla città, contribuiscano a far conoscere Torino nel mondo, creare occasioni per incrementare e valorizzare il Turismo, le grandi manifestazioni artistiche e culturali, connaturati all’esportazione della conoscenza delle nostre peculiarità.

 

Parlare di creare intrattenimenti è un aspetto che, come fanno altri, può essere considerato una mera occasione localistica, con vantaggi effimeri per qualche zona della città, che nascono e tramontano. La linea portante della coalizione di centro destra, intende invece impegnarsi nel far emergere ed incrementare i punti forti della città per attirare persone iniziative e capitali e farla conoscere nel mondo.

 

E’ il candidato sindaco Paolo Damilano a toccare le corde forse sopite dei torinesi. “Questo programma è un progetto appassionante  E’ un progetto, prosegue Damilano,  che traguarda una società pluralista e multiculturale. E’ costruito attorno ai suoi protagonisti, che sono gli abitanti di Torino e della Città metropolitana. E’ un progetto generoso di idee che comporta una società mobile, che entri in fermento con i progetti, magari cambiandoli per migliorarli. E’ un progetto fortemente impattante, perché tutte le azioni hanno parti inclusive e parti generatrici di sviluppo e progresso.

 

Ed è un progetto possibile, nel quale ho una estrema fiducia, per due ragioni. E’ possibile perché sono convinto che il futuro sia molto aperto e che dipenda da noi. E questo è un piano per lanciarsi nel futuro. Ed è un progetto che vincerà perché è un progetto che parla a tutti ma soprattutto ai giovani. Quando si vuole cambiare il futuro non si parla ai potenti. Si parla ai giovani.”

 

Nel disegnare la città del futuro che bada anche a non lasciare indietro nessuno e coinvolgere le tante associazioni ed enti che si occupano dell’altra metà di Torino, Damilano apre un baratro rispetto ai cinque nefasti anni che con la sindaca Appendino, Torino ha vissuto, salvando qualche indirizzo positivo appena accennato. Così si propone di proseguire sulla strada dell’amministrazione cinquestelle (per esempio su monopattini e-bike), dall’altra chiude definitivamente alla nuova Ztl e immagina un ripensamento riguardo le strisce blu “perché il loro compito di razionamento dei parcheggi scarsi prevalga su quello meramente di incasso monetario”.  Si occupa inoltre di tutela dell’ambiente circostante “la città erogherà un incentivo fiscale temporaneo a tutti gli imprenditori che sostituiranno un veicolo commerciale a combustione interna con un veicolo a zero emissioni”.

 

Grandi opere per rilanciare l’economia ma anche mobilità sostenibile in una città che deve tornare ad attrarre imprese e persone. E infatti è anche sul turismo che si concentra il programma del candidato del centrodestra con cinque progetti specifici che vanno dal cinema all’enogastronomia, dai concerti a un nuovo Salone dell’auto fino a un piano di digitalizzazione.

La coalizione di centro destra comprende le seguenti liste elettorali che sono in via di presentazione da parte dei rispettivi leader.

Forza Italia che ripresenta il capogruppo uscente Raffaele Petrarulo (con presenze in lista dei candidati della Democrazia Cristiana, dei Liberali e dei Pensionati) Fratelli d’Italia, Lega, con la partecipazione corale di parlamentari e consiglieri regionali e Popolo della Famiglia.

 

Oltre ai partiti storici del centro destra unito, sostengono il candidato sindaco  tre liste civiche. Essenziali per raggiungere coloro che più che aderire e seguire un partito politico, badano all’individuazione e soluzione dei problemi della città e si richiamano alla necessità che Torino si affermi nel mondo e torni ad essere un polo di attrazione riconoscendosi nel messaggio del candidato Damilano.

 

Torino Bellissima, formata in gran parte da esperti in tematiche cittadine che già in passato gravitavano  a titolo diverso nell’area del centro destra; Progresso Torino, lista capeggiata da Giovanna Giordano, intervistata recentemente da Civico20News  e portatrice di valori e istanze raccolte in città ed espressi nel libro Esagruma.

 

Segue la lista SI Lavoro, SiTav, capeggiata da Mino Giachino, i cui candidati saranno presentati in settimana. Quanto a curriculum e ad esperienza tra i candidati Consigliere Comunale, primeggia Mino Giachino l’unico candidato ad aver fatto l’ importante esperienza del Governò nazionale, uno che sa come si prendono i provvedimenti , che sa come trattare con Roma, che in più è anche uno dei pochi amministratori di una importante azienda logistica genovese.

 

Giachino, già noto ai lettori di Civico20News, a commento del ruolo che le liste civiche possono rappresentare, ci precisa “ Di civismo c’è bisogno perché la crisi dei partiti vede scarseggiare vistosamente negli eletti ai vari livelli , Comune, Regione, Parlamento , della competenza e anche della capacità di lettura della condizione economica e sociale locale e nazionale .

 

Non a caso due importanti avvenimenti torinesi degli ultimi anni, prosegue Giachino, l’arrivo della Autorità dei trasporti e la Piazza SITAV, sono nate tutte dalla Società Civile , perché anche se il promotore ero io , non avevo più incarichi istituzionali da tempo”.

 

“Secondo, ribadisce il leader di SìLAVORO, SìTAV senza il contributo delle liste civiche nessuno tra i due candidati più accreditati , LORUSSO e DAMILANO, potrebbe vincere grazie al solo apporto dei partiti di riferimento.

Terzo , le Liste civiche non sono  tutte uguali perché contano i programmi ma contano soprattutto i risultati ottenuti”

 

“Quindi, ci precisa Giachino, valorizzerei maggiormente la importanza dell’impegno delle Liste civiche ,che non ridurrei al banale obiettivo di conquistare un seggio in Consiglio Comunale. 

 

Chi si interessa del bene comune , si mette in gioco o mette la faccia su problemi importanti per il futuro della propria Città, vuole fare lo scalino successivo e cioè entrare in Consiglio Comunale dove si discute e si decide il futuro”.

 

Dopo aver supplito alla mancanza di iniziativa dei partiti in alcuni momenti importanti,  come il rischio di perdere la TAV, questo è il ragionamento di Mino Giachino,” si vuole integrare la presenza dei partiti nelle Istituzioni apportando conoscenza dei problemi, esperienza ,  competenza e capacità di Governo che negli ultimi anni sia Torino che a Roma non hanno brillato”.

 

Paolo Damilano, prosegue la sua marcia, volta la trentottesima pagina del programma, si immerge nelle  molteplici sfaccettature della città e dichiara: “Per questo abbiamo bisogno di lavorare insieme in squadra. C’è da fare e ce la faremo. C’è da cambiare Torino”.

 

 

 

 

 

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Articolo pubblicato il 07/09/2021