Grave problema sicurezza a Cuneo. L'immigrazione mette sotto scacco la città.

Il candidato sindaco Giancarlo Boselli invoca l'intervento dell'Esercito per contrastare quelli che il Questore di Cuneo definì "banditi".

Nei giorni scorsi a Cuneo è andato in scena un “balcone moob” silenzioso ma molto incisivo nel quale i cittadini residenti in Corso Giolitti, Via Silvio Pellico, Corso IV Novembre, Via Meucci hanno esposto a finestre e balconi delle lenzuola bianche per protestare contro l’immigrazione ed il degrado che questa sta provocando da circa dieci anni nella nostra città.

L’Amministrazione Comunale cuneese, con a capo il suo primo cittadino Federico Borgna, da anni è incalzata dai cittadini della zona sulla questione ma i risultati sono scarsi per non dire deludenti. L’immigrazione selvaggia ed incontrollata che ha messo radici nella zona centrale della cittadina non accenna a diminuire, anzi, è sempre più massiccia ed invadente.

I residenti sono stufi ed anche chi non vive a Cuneo ma vi lavora è stanco di vedere un tale degrado nella zona della città in cui ci sono l’ospedale, la stazione ferroviaria ed i prestigiosi licei classico e scientifico.

Giancarlo Boselli, candidato sindaco per le Comunali 2022, sembra essere l’unico politico locale ad aver capito lo stato emergenziale della zona e, all’indomani della manifestazione spontanea, ha dichiarato che “la situazione è sempre più grave per una città di piccole dimensioni (56.000 abitanti non UN MILIONE) come la nostra. Che una parte di un quartiere sia ormai fuori controllo è molto grave. Nulla è stato fatto sul piano sociale attivo (progetti di lavoro utili per impegnare le persone che bivaccano numerose nelle vie), nulla sul piano dell’ordine e della sicurezza (la stazione di polizia aperta nella zona è in realtà chiusa proprio nelle ore e nei giorni in cui servirebbe azione di vigilanza e intervento e i turni di notte non ci sono perché l’orario di servizio termina alle 18:30).

Certo la situazione non dovrebbe restare quella attuale fino a metà del prossimo anno ma siccome sta sfuggendo sempre di più di mano, mi permetto di suggerire al Signor Prefetto che ne ha i poteri, di chiedere il supporto del 2 Reggimento Alpini nel servizio di vigilanza, come possibilità prevista dall’Operazione Strade Sicure (Legge numero 125 del 24 luglio 2008 e della Legge numero 178 del 30 dicembre 2020).

Per noi questa situazione inizia ad essere pesante e la criminalità organizzata ha incominciato a sondare le capacità di reazione delle forze dell’ordine sul territorio, per capire se è terreno fertile ad allargare agli altri quartieri la propria azione. Il caporalato agisce indisturbato e nella zona fa i suoi loschi traffici.

I Carabinieri e la Polizia di Stato stanno adoperandosi per agire ma l’assenza, per ora, della Polizia Locale di zona, pesa. Quindi l’Esercito potrebbe essere, almeno per un periodo di un anno, un deterrente forte. Naturalmente poi bisogna fare tutte le altre cose che non sono state fatte da tanto tempo. Telecamere, riqualificazione della stazione, eccetera”. (Fonte: Profilo Facebook di Giancarlo Boselli)

L’accorato appello del candidato Boselli non può cadere nel nulla perché sono anni che i residenti della zona Stazione/Movicentro chiedono – soprattutto attraverso il Comitato di Quartiere Cuneo Centro – all’Amministrazione di mettere fine a questo scempio. Ad oggi non sono stati ascoltati e chiunque passi di li può notare che gli immigrati la fanno da padroni e si sentono come in una “zona franca”.

Perché il cittadino deve versare l’addizionale comunale e le altre imposte utili a pagare lo stipendio della Polizia Locale se poi quando ha bisogno di interventi coercitivi e risolutivi vede cadere le proprie preoccupazioni nell’oblio?

Perché i cittadini cuneesi devono essere ostaggi della maleducazione, della violenza e del degrado degli extracomunitari che la Sinistra buonista ha voluto in città ma che, poi, non è evidentemente in grado di tenere a bada?

Un anno fa il Questore Emanuele Ricifari sul Movicentro disse che “è un luogo pericoloso per la sicurezza pubblica. Per una questione sanitaria e sociale, per l’irresponsabilità di molti italiani che non vogliono comprendere le ragioni particolari di questo momento storico e che invece di lavorare unitariamente con le istituzioni che regolano la vita degli homeless, continuano con atteggiamenti sconsiderati, a richiamare in città persone che hanno poco a che fare con i migranti della frutta. Stiamo parlando di soggetti senza fissa dimora e con numerosi precedenti penali provenienti da varie zone della Granda, ma anche da altre province e dalla Francia. Portando loro da mangiare e da bere e dando loro dei soldi non si fa altro che attirare banditi, a prescindere dalla provenienza”.

Sull’uso della parola “banditi” si scatenò il putiferio e la Sinistra, in Consiglio Comunale, insorse contro le dichiarazioni del Questore. Il Sindaco, ovviamente, si schierò con i consiglieri oltraggiati dalle parole del valido capo della Polizia.

Morale della favola?

Pochi giorni dopo il Questore Ricifari è stato trasferito a dirigere la Questura di Caltanissetta. Una coincidenza? Personalmente non credo alle coincidenze ma credo alle parole di un uomo che è arrivato ai vertici della Polizia di Stato per competenza, esperienza e capacità.

A distanza di un anno le parole di Ricifari si sono rivelate profetiche e il banditismo degli immigrati è diventato evidente e tangibile. Serve davvero l’Esercito? Il Prefetto chiederà al Ministero dell’Interno di predisporre un presidio di “Strade Sicure” per la città di Cuneo?

Sicuramente continueremo a seguire la questione nella speranza di potervi narrare che la situazione si è normalizzata e che la sicurezza ha preso il posto dell’attuale degrado.

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Articolo pubblicato il 14/09/2021