Il somalo che accoltella per non pagare il biglietto

Ha dimostrato di non voler rispettare le norme minime di civiltà del paese che lo ha accolto.

Nella giornata di sabato 11 settembre, data già carica di significato, un cittadino somalo a Rimini su un bus si è visto chiedere dal controllore il biglietto e per tutta risposta ha estratto un coltello ha colpito il personale in servizio sul bus, ha intimato al conducente di fermarsi e nella fuga ha accoltellato altre tre persone prima di essere fermato dalla forze dell’ordine.

Tra i feriti il più grave è un bambino di sei anni in procinto di iniziare le scuole elementari – il 13 settembre sarebbe stato il primo giorno- a cui è stata recisa la giugulare; è ferito in gravi condizioni ma dopo un lungo intervento chirurgico sembra essere fuori pericolo.

Feriti dal raptus di uno squilibrato di origine somala verso cui è stato commesso l’affronto di chiedere l’esibizione del biglietto dei mezzi pubblici.

Pare che il movente non sia terroristico ma chi conosce il somalo lo descrive come una persona estremamente aggressiva; in Europa da diversi anni illegalmente , appena arrivato in Italia ha presentato richiesta dello status di rifugiato politico.

E non è nemmeno questione di nazionalità o di apertura o meno delle frontiere, dal momento che il bambino ferito è figlio d una coppia di onesti bangladesi che mandando il figlioi a scuola si impegnano ad integrarsi come famiglia nel nostro paese.

Non possiamo nemmeno dubitare che , visto lo stato di caos totale nel paese di provenienza dell’aggressore, la Somalia per l’appunto, ci siano i presupposti per la concessione del diritto di asilo politico.

Ma se chiedi lo status di rifugiato – anche se  solo quando sei arrivato in Italia e non prima nei paesi europei in cui sei stato - dovresti almeno dimostrare di volere restare in quel paese che ti sta per accogliere e mettere al riparo dalle violenze della tua terra d’origine; dovresti , prima ancora di conoscere le leggi e rispettarle, sforzarti di essere una persona per bene…. In Italia si pagano i biglietti per il trasporto e se si viene trovati senza biglietto sul bus non si reagisce accoltellando tutti quelli che si incontra.

E i controllori di Rimini almeno i biglietti li controllano  ancora, mentre risulta che su alcune tratte ferroviarie locali i controllori non si avventurano nemmeno ad entrare in alcuni vagoni per il timore di essere aggrediti.

Per non parlare della situazione invivibile di molte zone delle nostre città con giardini o interi quartieri controllati da delinquenti stranieri.

In tutta questa vicenda  affermare che qualcosa nel sistema di accoglienza dei migranti in Italia non funziona equivale a prendersi del razzista; non è così, e fortunatamente tra le reazioni più dure nei confronti di questo fatto c’è stata quella del presidente dell’Emilia Romagna Bonaccini, esponente di un partito che ha fatto dell’accoglienza indiscriminata e senza regole la propria cifra distintiva.

Il somalo è stato prontamente fermato ed arrestato; lasciarlo nelle maglie del sistema giudiziario italiano con il serio rischio che il suo gesto folle ed omicida non abbia conseguenze sarebbe un insulto alle vittime.

Il ragazzo ha chiesto lo status di rifugiato – e va ribadito che per chi proviene da paesi come la Somalia va seriamente considerato - ma ha dimostrato di non voler rispettare le norme minime di civiltà del paese che lo ha accolto.

Bene, venga consegnato alle autorità somale ed al loro sistema giudiziario; e questo criterio valga per chi chiede lo status di rifugiato e poi si macchia di crimini nel nostro paese.

 

Luigi Cabrino

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Articolo pubblicato il 15/09/2021