Il Green Pass obbligatorio e la stanchezza degli Italiani.

Il Governo impone il Green Pass ai lavoratori per costringerli a farsi il vaccino. Non era più semplice imporre l'obbligo vaccinale?

Il Governo Draghi e la pessima gestione sanitaria del Ministro Speranza continuano a dividere gli italiani. Ormai si vive in un clima da guerra civile dove i vaccinati si sentono come dei “cacciatori di taglie” e danno la caccia a chi non si vuole far inoculare il “siero magico” che il Comitato Tecnico Scientifico descrive come vaccino potente e sicuro.

Pochi giorni fa nella trasmissione “L’Aria Che Tira” condotta da Myrta Merlino su La7 vi era un ospite molto amato dagli italiani: Pippo Franco. Il noto comico della compagnia teatrale “Il bagaglino” si candida al consiglio comunale di Roma nelle liste del candidato di Centro-Destra Enrico Michetti.

Myrta Merlino, nota sostenitrice oltranzista del vaccino, anziché parlare delle proposte politiche ed amministrative del candidato Franco domanda se il comico fosse vaccinato. Lui, con la sua solita verve, risponde che preferisce non rispondere alla domanda e fa presente alla conduttrice che se è potuto entrare nel suo studio televisivo significa che era in possesso di Green Pass.

La Merlino allora fa comparire sul maxischermo la dichiarazione che Enrico Michetti ha fatto sui vaccini: “Mi sono vaccinato, ma non sono un tecnico, non conosco la composizione e non posso invitare qualcuno a farlo”. Pippo Franco non si fa cogliere alla sprovvista e incalza: “Sono d’accordissimo con lui. I vaccini sono ancora sperimentali, ci sono dei morti. Non entro nel merito, non voglio prendere posizione e per questo non volevo rispondere a questa domanda, mi ci hai costretto ma non posso tradire me stesso”.

A “L’Aria Che Tira” però non è dato prendere posizioni contro il Comitato Tecnico Scientifico e se qualcuno si pone delle domande sul “siero magico” viene immediatamente tacciato di essere “No Vax”. La Merlino non può permettere che nella sua trasmissione si parli di sperimentazione e dunque sbotta: “Ci sono 5 miliardi di vaccinati nel mondo, ormai non è più sperimentale”.

Pippo Franco, che era in trasmissione per parlare del suo programma per Roma, visibilmente seccato conclude la querelle dicendo: “Sono un artista, mi basta la mia libertà. Mi basta che ci sia solo un morto per il vaccino per renderlo sperimentale. Non siamo numeri, l’uomo non è un numero o la pedina di un profitto dei mercati internazionali. L’uomo è un uomo e la penso come Luc Montagnier”.

Devo dire che il siparietto messo in scena da Myrta Merlino non ha reso giustizia alla trasmissione che, invece, trovo molto ben studiata. Incalzare un ospite su questioni personali di carattere sanitario non solo è indelicato ma è anche illegittimo.

Le informazioni che riguardano la sfera clinica e sanitaria di un soggetto non sono di dominio pubblico e non le può chiedere chicchessia. I giornalisti ultimamente stanno alzando il tiro e, non appena avvicinano l’intervistato, esordiscono subito con la domanda: “hai fatto il vaccino?”. Questo è quantomeno inopportuno.

Sempre in questi giorni il Governo dell’incontestabile Draghi ha varato l’idea di estendere il Green Pass a tutti i lavoratori e a tutte le categorie professionali (comprese Colf, badanti, baby-sitter,…) ma non ha calcolato che questa azione di forza e coercizione avrà senz’altro delle conseguenze.

I primi a dire che è una sciocchezza sono stati i Medici di Medicina del Lavoro che, dovendo fare le visite previste dal C.C.N.L., hanno detto - mediante una nota dell’A.N.M.A. - che non tocca a loro controllare il Green Pass e, dunque, non si presteranno a questa pratica.

Nello spiegare la loro contrarietà al provvedimento i medici hanno detto: “non chiedeteci di fornire alle aziende dati sul numero dei dipendenti con il vaccino o con il Green Pass. Non è un documento sanitario, può essere verificato esclusivamente dai soggetti indicati nella norma, tra i quali non è compreso il medico competente aziendale”.

Anche sul fronte dei lavoratori dipendenti (pubblici e privati) le cose non vanno meglio. In queste ore il mondo del web ha rilevato movimentazioni di proteste e lamentele non indifferenti. Moltissimi lavoratori non vogliono avere un QR Code per entrare nel loro posto di lavoro. Le persone non sono bestie da allevamento che per essere collocate in stalla devono avere una marca auricolare!

Sulla piattaforma “change.org” è partita una petizione dal titolo: “NO GREEN PASS – STOP DISCRIMINAZIONI” che in poche ore ha raccolto migliaia di firme in tutta Italia.

Ivano Maccarelli, creatore della petizione, a motivo della stessa ha scritto: “Raccolta firme per abrogazione del Green Pass! Inutile strumento di ricatto per una popolazione che non vuole essere comprata, perché la libertà non si compra! Vaccinarsi è un diritto non un obbligo”.

L’obiettivo della Petizione è quello di far sentire la voce del Popolo Italiano alla Corte Costituzionale, al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati, alla Corte Penale Internazionale dell’Aia e alla Presidenza della Repubblica.

Imporre un foglio per entrare su un luogo di lavoro - dove il cittadino non va per divertirsi ma per guadagnarsi il pane - riporta a tempi non proprio lusinghieri che l’Europa ha ben vissuto meno di un secolo fa.

A quanto pare la memoria dei nostri legislatori è corta e la voglia di imporre qualcosa di cui non si conoscono i reali effetti collaterali a lungo periodo è tanta. Come mai?

Gli italiani hanno diritto a delle risposte e il Ministero della Salute ha l’obbligo di fornirle.

E’ sotto gli occhi di tutti che vi sono centinaia di persone inoculate che lamentano e denunciano effetti collaterali dopo essersi sottoposte alla vaccinazione. Quali risposte vengono date a queste persone? Quali esami clinici vengono forniti agli italiani prima di inoculare il “siero magico”?

Forse, e dico forse, se i medici passassero più tempo nei laboratori analisi, nelle corsie, nei pronto soccorso e nelle terapie intensive anziché nei salotti televisivi avremmo una sanità più efficiente, più efficace e più coerente agli occhi dei pazienti.

Continueremo a seguire queste vicende perché alla base di una società sana vi è una sanità responsabile, coerente e preparata.

Chi volesse firmare la petizione su change.org potrà farlo cliccando qua.

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Articolo pubblicato il 18/09/2021