Torino. Chi sta pensando alla Città Metropolitana?

Cosa leggiamo nei programmi dei candidati sindaci? L’appello motivato dell’on. Giorgio Merlo

Da quando le Città Metropolitane dei nominati sono subentrate ai Consigli Provinciali, organi democratici ed eletti dai cittadini, con competenze e  risorse dimezzate, i territori  provinciali hanno vissuto anni di abbandono.

Mancano i finanziamenti e la volontà politica di risolvere problemi basilari quali la manutenzione delle strade e degli edifici scolastici, i trasporti pubblici, il volano di molte iniziative locali, turismo in primis, tanto per citare qualche aspetto rilevante che incide pesantemente sulla vita del cittadini residenti.

Dopo gli ultimi cinque anni opachi con Chiara Appendino , sindaco della città metropolitana, molti  residenti del territorio, sono rimasti un po’ delusi nel non notare  impegni significativi nel carnet dei principali candidati alla carica di sindaco. Perché com’è noto, nel caso in esame, il candidato sindaco di Torino, non appena eletto diventerà automaticamente sindaco della città metropolitano.

Molti abitanti della valli pedemontane in particolare, da anni denunciano la carenza di servizi, infrastruttura e si ritengono cittadini di serie B.

Tra le prese di posizioni contro la stagnazione e l’allerta per il futuro, sottoponiamo all’attenzione  dei lettori l’appello dell’On. Giorgio Merlo che in qualità di sindaco di Sindaco Pragelato, Assessore Comunicazione Unione Montana Comuni Olimpici Via Latte, ogni giorno si trova  a fare i conti con lo scollamento dell’ente preposto  al governo della comunità provinciale rispetto  al destino dei territori di competenza.

 

Merlo: Città metropolitana, appello a Damilano e Lorusso. Adesso o si governa o si abbandona.

“Il tema non è nè semplice e nè si presta alla facile e sterile propaganda. Ma il nodo politico va comunque adesso sciolto. Ovvero, se il territorio della ex provincia di Torino vuole contare politicamente di più dipende anche, e soprattutto, se il futuro Sindaco di Torino pensa di fare anche il ‘sindaco metropolitano’. Quello che un tempo, prima della sciagurata e nociva riforma Del Rio, svolgeva il Presidente della Provincia di Torino. Certo, è un lavoro duro e faticoso. Ma noi arriviamo da una duplice esperienza - quella di Fassino prima e di Appendino dopo - che sono state esclusivamente torinocentriche e che, di conseguenza, hanno sostanzialmente rinunciato a governare il territorio metropolitano.

Ora, si tratta di decidere e di scegliere, al di là delle solite promesse elettorali. E cioè, o il futuro Sindaco di Torino - e quindi mi rivolgo innanzitutto a Stefano Lorusso e a Paolo Damilano - pensa di governare oltre alla città capoluogo anche il territorio circostante, oppure quote crescenti e significative di quei territori giocheranno un ruolo inesorabilmente marginale e periferico rispetto allo sviluppo complessivo.

Penso, in particolare, alla seconda cintura torinese e, nello specifico, a tutti quei territori montani, a cominciare dal comparto turistico e sportivo della Via Lattea, che senza un reale governo sovra comunale difficilmente reggono la sfida.

Politica, territoriale, competitivo e della stessa ordinaria amministrazione. Ecco perché le risposte dei candidati a Sindaco di Torino in questa fase, a cominciare dai protagonisti dei due schieramenti politici maggiori Damilano e Lorusso, è importante e quasi decisiva anche per capire quale sarà il futuro di questi territori. Sino ad oggi abbiamo sperimentato, pur senza fare alcuna polemica, come non si è governata un’area metropolitana. Adesso si tratta di capire se si vuole proseguire su quel binario o se si vuole invertire la rotta. Lo diranno i fatti più che gli annunci”.

Giorgio Merlo Sindaco Pragelato, Assessore Comunicazione Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea

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Articolo pubblicato il 18/09/2021