Urbino – Ancora una mostra per celebrare i Cinquecento anni della morte di Raffaello curata dal critico d’arte Vittorio Sgarbi

Le sale del Castellare del Palazzo Ducale presentano una trentina di grandi opere del Perugino. Il maestro di Raffaello, fino al 17 ottobre

Si chiudono  le celebrazioni ad un grande artista: Raffaello, e se ne apre un’altra con  una mostra, che contempla l’opera del “Perugino. Il maestro di Raffaello”, curata dal professor Vittorio Sgarbi, promossa dal Comune di Urbino, con  la collaborazione tra la Galleria Nazionale delle Marche e  la Regione Marche, organizzata da Civita Mostre e  Musei e  Maggioli Cultura. L’esposizione completa le celebrazioni per il quinto centenario della morte di Raffaello, e anticipa il quinto centenario della morte del Perugino che si celebreranno fra due anni nel 2023.

Con questo appuntamento espositivo del 2021- scrive  Maurizio Gambini Sindaco della Città di Urbino – si chiude quindi un ciclo che aveva come scopo raccontare al grande pubblico “il mondo” di Raffaello: l’ambiente dove era nato, il contesto culturale che lo aveva circondato, ciò che ne aveva influenzato l’opera, i personaggi, come Baldassarre Castiglione, a lui legati in età adulta”.

La rassegna si avvale delle opere prestate dalla Galleria Nazionale dell’Umbria, dal Museo di Arte Antica e di Arte Sacra di Sutri (che Vittorio Sgarbi ricopre la carica di Sindaco della città della Tuscia), dal Museo del Tesoro della  Basilica di San Francesco di Assisi, oltre che dalla stessa Galleria Nazionale delle Marche di Urbino. Il progetto espositivo dedicato al Perugino è sviluppato  in quattro sezioni.

Nella prima sezione, sono presenti opere di alcuni artisti umbri e marchigiani che hanno preceduto il Perugino, tra cui: Giovanni Boccati e Bartolomeo Caporali, questo per richiamare il contesto figurativo del secondo Quattrocento, quando si percepiva  ancora i bagliori del tardo gotico, e iniziava la prima fase di formazione artistica del Perugino.

L’obbiettivo primario  del Perugino era quello di spostarsi  al più presto, e raggiungere Firenze,  e frequentare la bottega di Andrea Verrocchio. In quel  periodo la bottega del Verrocchio, era   frequentata da talenti promettenti della pittura tra cui: Leonardo, Botticelli, Ghirlandaio. Fu proprio in virtù di questo prestigioso apprendistato che Perugino acquisì quell’invidiabile scioltezza nel disegno che sarà poi  alla base della sua arte.

Un altro importante incontro per la sua formazione fu l’incontro con Piero della Francesca che gli trasmise un misurato senso compositivo e una perfetta competenza prospettica. Nella seconda sala espositiva l’opera del Perugino viene  evocata attraverso le opere dei suoi colleghi come Giovanni Santi -padre di Raffaello - Bartolomeo della Gatta, Pinturicchio e Signorelli questi ultimi in parte anche suoi allievi.

La terza parte della mostra, presenta il nucleo più importante delle opere del Perugino, realizzate tra il XV e il XVI secolo, prima che Raffaello si trasferisca a Firenze e per il Perugino iniziasse  una stagione più ripiegata verso il suo territorio. Infine l ’ultima sezione è dedicata all’eredità di Perugino e quindi agli artisti che hanno interpretato la sua lezione dando vita ad una maniera che si è diffusa anche oltre i confini umbro marchigiani.

La mostra viene accompagnata da un  catalogo edito da Maggioli Editore, curato da Vittorio Sgarbi , Pietro Di Natale, e con testi di Giacomo Alberto Calogero, Alessandro Delpriori, Pietro Di Natale, Francesca Mavilla, Valerio Mosso, Arturo Carlo Quintavalle e Vittorio Sgarbi.

Descrizione immagini:

Foto copertina catalogo

 Foto 1 Giovanni Boccati “Crocifissione”1445 circa, tempera su tavola 33x24,5cm Galleria Nazionale delle Marche

 Foto 2  Perugino (Pietro Vannucci ) “Annunciazione”, 1489, olio su tavola 212x172 cm , Fano Chiesa di Santa Maria Nuova

 Foto 3: Perugino (Pietro Vannucci) “Madonna con il Bambino tra angeli con i santi Francesco e Bernardino e i membri della confraternita Gonfalone della giustizia (particolare), 1496 circa, Galleria Nazionale dell’Umbria

Foto 4 Francesco Raibolini, detto il Francia, “Madonna con il Bambino e San Giovannino”, 1500-1510, olio su tavola, 57,5x47cm, Fondazione Cavallini Sgarbi

Foto 5 Giovanni Di Pietro, detto Lo Spagna “Madonna con il Bambino in trono, i santi Caterina d’Alessandria, Francesco d’Assisi, Elisabetta d’Ungheria, Chiara, Luigi di Francia, un beato francescano e angeli adoranti”,1516, tempera su tavola, 222x175,5 cm, Museo del tesoro della Basilica di san Francesco in Assisi e collezione Perkins, Assisi

Le immagini che documentano il testo sono tratte dal catalogo della mostra 

Vademecum:  Urbino “Perugino. Il maestro di Raffaello”, Palazzo Ducale, Sale del Castellare, curata da Vittorio Sgarbi, fino al 17 luglio 2021, tel. Per Informazioni +39 0722.378205/ +39 0722 2613

 

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Articolo pubblicato il 21/09/2021