Sobrietà e Serietà: I Borbone Parma nel terzo millennio

di Alessandro Mella

Ad uno studioso straniero che s’affacciasse al tema delle famiglie reali preunitarie italiane, il panorama potrebbe sembrare un poco sconfortante. Nel dopoguerra abbiamo, infatti, assistito a di tutto, fatto salvo, potremmo dire, due realtà che invece riescono ancora ad affascinare chi si interessa di queste tematiche. Si sono distinti in questi decenni i Savoia Aosta, di cui molto per fortuna si parla, ed i Borbone Parma sempre molto riservati e quasi impenetrabili.

Fu nel 1748 che una parte dell’antica dinastia dei Borbone, divisa tra Francia e Spagna, iniziò a regnare sul Ducato di Parma e Piacenza. Una sovranità che conobbe alcune interruzioni temporali come nel periodo napoleonico, quando i Borbone Parma dovettero accettare obtorto collo scambi di troni e corone, e nella prima fase della Restaurazione. Il Congresso di Vienna, infatti, assegnò Parma alla vedova di Napoleone, la principessa Maria Luisa d’Asburgo Lorena, la quale vi avrebbe regnato a vita. Con la sua scomparsa, nel 1847, il ducato tornò ai suoi originali regnanti i quali, tuttavia, vi restarono solo fino al 1859.

Fu quello un anno di grandi fermenti ideali ed in Italia il desiderio di superare la secolare presenza straniera per avviarsi ad un percorso unitario si impose in modo crescente e moti interni rovesciarono anche il duca Roberto I costringendolo all’esilio.

Dai due matrimoni che arricchirono la sua vita, il duca ebbe numerosi figli alcuni dei quali ascesero a ruoli di non secondaria importanza come Zita di Borbone Parma, consorte dell’imperatore d’Austria Carlo, Maria Luisa Pia di Borbone Parma regina consorte di Bulgaria e diversi altri ancora.

Mai uno scandalo, mai l’ombra di un sospetto, mai nulla che potesse macchiare una dinastia che aveva regnato guadagnandosi un generale rispetto e grande stima.

Da allora molti anni sono passati ed il mondo è mutato profondamente ma regalità e classe sono rimaste una bandiera per molti galantuomini. Ed i Borbone Parma ne sono, indiscutibilmente, una rara icona.

La dinastia è oggi guidata dal duca Carlo Saverio di Borbone Parma, Principe Reale Olandese, pretendente carlista al Trono di Spagna, ma, soprattutto, Capo della Real Casa di Borbone Parma, sposatosi nel 2010 con l’attuale duchessa Annemarie Cecilia Gualthérie van Weezel. Da questa felice unione sono nate le AA.RR.  le Principesse Luisa Irene Costanza Anna Maria di Borbone marchesa di Castell’Arquato, Cecilia Maria Giovanna Beatrice di Borbone Parma contessa di Berceto e Carlo Enrico Leonardo di Borbone Parma principe di Piacenza.

Tuttavia il 2010 fu, per Carlo Saverio, anche un anno difficile perché a lato del matrimonio vi fu purtroppo anche la scomparsa dell’amato padre Don Carlo Ugo persona di grande cultura, socialità e spessore accademico.

In seguito a questo doloroso evento il figlio assunse i titoli di Duca di Parma e Piacenza a capo della Casa nonché il gran magistero degli Ordini Dinastici.

L’approccio del duca Carlo Saverio si è subito contraddistinto da una rara sobrietà, dalla serietà, dal desiderio di rifuggire il gossip e proteggere la sua famiglia ed il retaggio di cui egli è custode. Anche per questo la Casa di Borbone Parma ha mostrato in questi anni una profonda attenzione alla forma che, per chi ne comprende i profondi significati, è sostanza. Questa cura si è concretizzata nella scelta di uno staff fidato composto dai nobili e cavalieri di gran croce Guido Agosti (Gran Mastro della Real Casa), Paolo Conforti (Segretario degli Ordini Dinastici) ed Emilio Villa Castiglioni (Primo Gentiluomo e Rappresentante di SAR il Duca di Parma e Piacenza), compente nel cercare il rispetto di cerimoniali e prassi e tra l’altro tutti anche consultori del Comitato Scientifico dell’Annuario della Nobiltà Italiana. Una dimostrazione di questo approccio virtuoso la si è avuta nella recente cerimonia tenutasi il 27 agosto 2021 presso la Basilica di Santa Maria della Steccata in Parma ove si trova il sacrario dinastico dei Borbone Parma e dei Farnese.

In quella giornata, nel corso di una cerimonia ristretta sia per la sua delicata ed intima natura e sia per il desiderio di mostrare profondo rispetto delle norme imposte dalla pandemia del sars cov 2, si tennero i funerali della principessa Maria Teresa venuta a mancare l’anno prima vittima proprio, purtroppo, del covid19. Un lutto che scosse profondamente la Casa dei Borbone Parma la quale, appena possibile, volle rendere il doveroso omaggio alla cara scomparsa.

Il giorno seguente si tenne la traslazione dei resti mortali di Alessandro Farnese, precedentemente riesumati al fine di condurre esami scientifici sulle sue spoglie. Tutto il cerimoniale seguì i protocolli più complessi e meno noti, con rara perfezione, grazie ad una convergenza preziosa di collaboratori ed esperti. Saggiamente si ricorse all’appoggio del nobile Andrea Borella, direttore dell’Annuario della Nobiltà Italiana, il quale, coadiuvato dal nobile Emanuele Bongiorno di Canigliari, curò con attenzione ogni fase dell’evento avendo cura di dipingere, personalmente ed a mano, gli stemmi funebri cui dedicò diverse settimane di lavoro.

Ma c’è altro oltre all’attenzione verso le tradizioni, c’è anche consapevolezza del presente e della storia. Mai dai Borbone Parma si sono udite parole polemiche verso il percorso unitario italiano, verso il Risorgimento, verso le istituzioni italiane, anzi da quando nell’anno duemila Emilio Villa Castiglioni fu chiamato dal Duca Carlo Ugo a dirigere i rapporti della Famiglia Ducale  con le Istituzioni della Repubblica Italiana, della Santa Sede, del Sovrano Militare Ordine di Malta,  della Repubblica di San Marino , i risultati, con piena soddisfazione di S.A.R il Duca Carlo Ugo prima e seguentemente dall’attuale Duca Carlo Saverio, si concretizzarono con il pieno riconoscimento della Famiglia Ducale da parte di questi Stati. Il rispetto dimostrato nei loro riguardi contribuisce a qualificare sensibilmente questa dinastia che guarda all’Italia con rispetto e profonda affezione. In tempi come questi un simile atteggiamento conforta ed affascina. Il Duca di Parma custodisce con amore ed attenzione il proprio retaggio storico senza rancori ed ostilità verso le altre dinastie, in particolare verso la Real Casa di Savoia artefice dell’unità nazionale, senza nostalgie per un passato da ricordare e difendere ma, al tempo stesso, da contestualizzare e comprendere.

Altro aspetto assolutamente inedito nel panorama italiano è l’amministrazione degli ordini dinastici e delle benemerenze che vengono concessi con estrema parsimonia ed attenzione. Una scelta che rende onore alla storia del Sacro Angelico Imperiale Ordine Costantiniano, di San Giorgio di Parma, del Reale Ordine al Merito di San Lodovico, dell’Ordine di San Giorgio al Merito Militare ed anche delle medaglie di benemerenza del Principe e dello Stato e dei Benemeriti della Salute Pubblica. Le concessioni, infatti, non superano praticamente mai per il S.A.I. Ordine Costantiniano il numero di 10 – 15 nomine annuali  per i gradi di cavaliere sommando la prima e la seconda classe, le commende sono molto rare, forse una o due all’anno ma vi sono stati anni in cui il numero era zero, mentre le Gran Croci si ricordano…, invece l’Ordine del Merito sotto il Titolo di San Ludovico non  è più concesso dal Duca Carlo Saverio se non in casi particolari e rarissimi come le visite al Gran Maestro del Sovrano Ordine di Malta. Inoltre, presso la Corte di Parma, vige un decreto voluto dal Duca Carlo Ugo e confermato dall’attuale Duca che dispone (salvo alcuni casi specifici contemplati nel decreto) che chi è insignito di altri Ordini Costantiniani ramo alfonsino o ranierista non può accedere a nessun ordine di Parma fatto salvo le medaglie. Queste nomine avvengono in seguito ad una rigorosa analisi dei meriti e della storia di coloro i quali potrebbero meritarli. Solo dopo aver subito rigorosi passaggi e non pochi filtri essi possono sperare di esserne insigniti. Non c’è onore senza merito, non c’è onorificenza senza la dovuta dignità. Un atteggiamento premiante che rende onore alla Casa di Borbone Parma e che, infatti, ha posto il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Italiana nelle condizioni di poter autorizzare il “porto” delle insegne degli ordini dinastici parmensi con serenità.

Proprio lo studio ed i meccanismi degli ordini hanno permesso ai Borbone Parma, tramite le proprie segreterie, di stipulare un importante protocollo d’intesa con il già citato Annuario della Nobiltà Italiana che, da sempre, ospita in perpetuo studi ed approfondimenti sulla dinastia nelle proprie periodiche edizioni. Una collaborazione che ha già prodotto importanti risultati e che si ritiene destinata a crescere nel prossimo avvenire.

Ed è il futuro quello che sembra sorridere a SAR Carlo Saverio ed alla sua magnifica famiglia. Questa serietà unita alla sobrietà ed al tempo stesso ad una profonda umanità e modestia hanno permesso di conquistare il cuore e l’affetto di molti. In un secolo cinico, arido e distaccato, queste qualità umane si confermano di enorme importanza.

Con attenzione alla moderna comunicazione, con un costante aggiornarsi per stare al passo con i tempi, ma al tempo stesso con un profondo rispetto per le tradizioni, i Borbone Parma hanno saputo armonizzare la guida della dinastia collocandola efficacemente nei tempi moderni. E questo, non c’è dubbio, produrrà ulteriori felici sviluppi negli anni che verranno. Guardare avanti, prendere le persone per mano, ricordarsi le origini, per andare fiduciosi e forti incontro al futuro.

Alessandro Mella

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Articolo pubblicato il 21/09/2021