Manley lascia Stellantis, dopo 20 anni si chiude un'era.

Dal primo novembre diventerà ceo di AutoNation, il più grande rivenditore automobilistico americano con sede in Florida

I toni solo felpati ed il personaggio è pure sorridente, ma la notizia dell’uscita di scena di Mike Manley tra i ruoli che contano in Stellantis avalla la notizia che da mesi circola nei corridoi di Mirafiori. E’ ormai avviata la francesizzazione più spinta di quel che ancora restava dei ruoli e della cultura della Fiat, poi rivestita e trasmigrata in Fca.

Il  number one, ossia John Elkann è ormai imbalsamato nel ruolo onorifico di presidente e poco avrà da dire (sempre che abbia mai avuto voglia) sul ruolo e sulla sopravvivenza degli stabilimenti italiani nello scacchiere di Stellantis.

L’altro Mike Manley che era succeduto a Marchionne, assumendone i supremi poteri, era stato ormai confinato in Nord America. Oggi con signorilità e discrezione, toglie il disturbo e lascia il gruppo.

Così, seguendo le sue dichiarazioni, dopo 20 anni "incredibili e stimolanti" Mike Manley, il manager succeduto a Sergio Marchionne alla guida di Fca, lascia Stellantis per diventare ceo di AutoNation dal primo novembre prossimo.

Poco mosso il titolo alla Borsa di Milano che segna +0,10%.

Una nota del gruppo annuncia che Manley "lascerà il suo ruolo di Head of Americas di Stellantis per assumere il ruolo di ceo del più grande rivenditore automobilistico americano, con sede in Florida, dal 1 novembre 2021".

Mark Stewart (Chief Operating Officer, Nord America) e Antonio Filosa (Chief Operating Officer, Sud America), membri del comitato esecutivo, "d'ora in poi riporteranno direttamente all'amministratore delegato Carlos Tavares".

Mike Manley ha parlato di "20 anni incredibili, stimolanti e divertenti", ma con Stellantis che ha iniziato "davvero forte" sotto la guida di Tavares, "è giunto il momento per me di iniziare un nuovo capitolo. Lavorare con Carlos per creare questa straordinaria azienda, con il supporto costante dei nostri azionisti, è stato un enorme privilegio sia dal punto di vista professionale che personale. Sono molto orgoglioso dei nostri team in Stellantis che stanno facendo un lavoro eccellente e auguro a loro e a Carlos ogni successo nel continuare il loro straordinario viaggio. Infine, sono molto onorato di essere stato invitato a far parte del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Stellantis".

La vera svolta della carriera di Manley arriva nel 2009, quando assume l'incarico di presidente e ad del marchio Jeep. In meno di un decennio le vendite passano da poco più di 300 mila veicoli l'anno a 1,4 milioni.

Il successo non passa inosservato al Lingotto e nel 2011 Manley viene chiamato a far parte del Group Executive Council, il Gec, l'organismo decisionale di Fca che risponde soltanto al consiglio d'amministrazione.

Dal 2015 assume anche la responsabilità del brand Ram. Nel 2019, alla morte di Marchionne, ne raccoglie l'eredità. È lui il prescelto come ad di Fca.

L'ad Tavares ha sottolineato di aver condiviso con lui la stessa visione. "Ho avuto la fortuna di conoscere Mike prima come concorrente, poi come partner e collega nella creazione di Stellantis, ma, soprattutto, sempre come amico. Fin dai primi giorni delle nostre discussioni, abbiamo condiviso una visione, una convinzione e un impegno davvero comuni ed è su queste solide basi, costruite nel corso degli ultimi anni, che Stellantis ha realizzato i suoi primi risultati impressionanti. Quindi, seppur personalmente dispiaciuto di non avere più Mike come collega, sono anche lieto del suo nuovo ruolo di ceo e felice che si unisca al Consiglio di Amministrazione della Fondazione Stellantis", ha detto.

Il presidente John Elkann ha invece evidenziato che Manley "è stato determinante nella creazione e nel riuscito lancio di Stellantis".

"Voglio ringraziare Mike per tutto quello che ha fatto con noi negli ultimi 20 anni - ha detto Elkann - Gli anni passati alla guida di Jeep sono stati fondamentali per la trasformazione del brand e poi, in qualità di amministratore delegato di Fca, ha portato l'azienda a raggiungere risultati record in uno dei periodi più difficili della sua storia. Gli auguriamo il meglio nel suo nuovo ruolo".

Quale sarà la prossima testa pensante a lasciare il gruppo per non soccombere alle logiche ex Peugeot?

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Articolo pubblicato il 23/09/2021