Inaugurata la mostra di Donato De Ieso e Mauro Rossin, a Torino

I due pittori torinesi espongono presso Lo Scarabocchio Saletta d’Arte

A Torino, presso Lo Scarabocchio Saletta d’Arte di Ciro Spinapolice, in via Domodossola n. 44, in Borgata Parella, il 18 settembre si è tenuta l’apertura della Mostra dei pittori torinesi Donato De Ieso e Mauro Rossin. Erano presenti un nutrito gruppo di artisti torinesi con la partecipazione di Gian Giorgio Massara, noto storico e critico d’arte torinese.

La presentazione è stata condotta da Matteo Bottone, per alcuni decenni docente e di materie letterarie e comunicazione visiva, e attualmente attivo presso il Centro di cultura per la comunicazione e il cinema di animazione di Torino.

Autore di diversi studi su tematiche d’arte e affascinato dagli artisti capaci di indagare tutto quello che si cela nell'animo umano, Bottone ha esordito con queste considerazioni: «Apparentemente e solo ad una visione superficiale le opere di Donato De Ieso e Mauro Rossin, esposte presso la Saletta d’Arte Lo Scarabocchio via Domodossola 44 Torino fino al 9/10, risultano distanti tra loro per astrazione e figurazione.

La linea sottile tra artificio e realtà gioca un ruolo di influenze che mai entrano in conflitto».

Si è soffermato sulla produzione di Mauro Rossin in questi termini: «La “perfetta imitazione del reale” nelle tele di Rossin non è mai ricerca di perfezione fotografica fine a se stessa, anzi se ne distanzia proprio nella ricerca dei piccoli particolari che mai possono essere colti completamente da un obiettivo. La sua è una pittura “a mettere” supportata da una tecnica notevole.

Le pennellate, anche le più leggere e sottili sono sempre chiaramente riconoscibili e individuabili. La sua arte tanto più si avvicina alla mera realtà, più se ne distanzia».

Bottone ha proseguito analizzando le opere Donato De Ieso: «Le composizioni nelle opere di De Ieso hanno sempre un riferimento riconoscibile e affascinano nella voluta e solo suggerita matrice del “non finito” che si integra con le forme e i colori che risultano sia astratti, sia figurativi mantenendo sempre e comunque una precisa chiave di lettura.

Tutto dipende da come pensiamo alle sue immagini e ai riferimenti proposti, espressione diretta dell’emozione individuale».

Queste le considerazioni conclusive di Matteo Bottone: «Le opere dei due artisti ci suggeriscono perplessità, intesa però nel linguaggio poetico, fatta di atmosfere piene di suggestioni che arrivano direttamente negli stati profondi dell’anima e della mente.

Di fronte alle loro opere l’enigmatica diatriba tra astratto e figurativo si dissolve».

Ha poi preso brevemente la parola il professor Massara per esprimere il suo qualificato apprezzamento per gli artisti in mostra e per l’iniziativa dell’esposizione delle loro opere.

L’esposizione è stata curata da Ciro Spinapolice, responsabile dell’associazione ART-TO che gestisce Lo Scarabocchio Saletta d’arte.

L’orario della mostra, che resterà aperta fino al giorno 9 ottobre 2021, sarà da martedì a sabato, dalle 15:00 alle 19: 30.

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Articolo pubblicato il 25/09/2021