Non accettate le caramelle dagli sconosciuti!

Una raccomandazione che vale anche per chi crede di non essere più un bambino e sostiene di essere “adulto e vaccinato” (detto popolare ereditato da tempi non sospetti).

Non accettate le caramelle dagli sconosciuti!

È stata una pietra miliare della nostra infanzia, con cui il nostro riferimento più certo, un nostro genitore, ci metteva in guardia da chi ci blandiva con quel mezzo “allo scopo di farci fare quello che voleva”.

 

Non sono mai state le caramelle il problema (o i vaccini, quando sono vaccini) ma l’uso che se ne fa. Le caramelle sono buone e gustose sempre, i vaccini fanno il loro dovere quando serve e dove serve. Ma abusarne o imporre di mangiare caramelle ad un diabetico o vaccinare indiscriminatamente, senza considerare la storia clinica del destinatario, forse, dico forse, potrebbe essere poco saggio e sarebbe meglio pensarci su almeno due volte.

 

Diversamente non serve continuare a ripetere ossessivamente cose senza senso all’infinito o imporle per il bene comune. Senza entrare troppo in dettagli inutili, guardatevi questo breve emblematico filmato tratto dal film demenziale Idiocrazy (https://www.youtube.com/watch?v=I9LaizvRYRc).

 

D’altra parte anche la magica governante Mary Poppins canticchiava allegramente:

“con un un poco di zucchero la pillola va giù,

la pillola va giù, la pillola va giù,

basta un poco di zucchero e la pillola va giù,

tutto brillerà di più!”

 

In effetti ci sono cose che facciamo senza capirne veramente il senso, seguendo emotivamente solo quanto ci viene assicurato dall’ “influencer del momento”, dal guru, dall’autorità costituita, senza prendercene la responsabilità diretta. Spesso, assai più di quanto pensiamo, solo per scaricare la coscienza e tirare avanti allegramente come si è sempre fatto o per ritornare nel più breve tempo possibile alle stesse cose di prima (cioè alle stesse che ci hanno condotto a quella situazione da cui desideriamo uscire).

 

Ma la condizione che meglio svolge la sua funzione nel sedurre subdolamente le coscienze ancora poco sveglie, facendole ripiombare nel sonno profondo attraverso una dolce ninna nanna, è quella di dare a loro qualcosa in cambio di qualcosa d’altro. Si dice che questa o quella sia un’opportunità da non perdere perché il treno passa una volta sola o sia in gioco la vita stessa.

 

Se fai questo ti darò quello!

 

Anche il gatto e la volpe fecero così con Pinocchio inducendolo a sotterrare i denari nel Campo dei Miracoli, … e sappiamo tutti come andò a finire.

 

Certo, non può capitare a noi perché viviamo in un paese democratico (che non per questo vuol dire totalmente libero), perché siamo “adulti e vaccinati” (appunto “liberamente”), perché siamo dovutamente “informati” (o meglio deformati) e perché “mica ci caschiamo come polli”.

 

Quante volte ancora dovremmo sotterrare le nostre uniche ricchezze (coscienza e dignità) nel Campo dei Miracoli per poter lavorare ancora in quella fabbrica (quel campo dei miracoli) che domani traslocherà altrove, lasciandoci in mezzo ad una strada senza che chi ci ha indotto a barattare le nostre vere ricchezze con quella possibilità (effimera) faccia qualcosa altro oltre a quello di averci indotti ad avere un lasciapassare per lavorare limitatamente ad un giorno in più?

 

Crediamo davvero che basti una pioggia di denaro a risolvere tutto?

 

Subito dopo l’ultima guerra non era sufficiente neppure una carriola di denaro per comprare un po’ di pane, perché non c’era pane.

 

Crediamo ancora davvero alle parole del gatto e della volpe?

 

Basta davvero un lasciapassare per trovare ciò che non c’è e non ci sarà mai, visti i presupposti?

 

Per chi e per cosa serve “veramente” tutto ciò?

 

E noi cosa abbiamo fatto, stiamo facendo o pensiamo di fare per cambiare questa direzione delle cose?

 

Ci interessa davvero che cambi qualcosa o ci va bene così?

 

Forse sarebbe meglio farsi queste domande e non seguire passivamente le indicazioni di cosa fare “per il nostro bene e quello della comunità”, specialmente se non sappiamo di quale comunità si tratta (si presentano con questa formula anche le associazioni a delinquere speculari allo stato).

 

Anche i migliori possono sbagliare, ma non dovrebbero mai essere gli unici a non pagare mai per i propri errori, scaricandone il prezzo sugli sprovveduti “un po’ meno migliori”, perché in tal caso non si tratterebbe dei migliori, ma solo dei più furbi che operano scientemente a discapito dei più sprovveduti.

 

Infatti ancor prima dell’arrivo dei soldi promessi sono arrivati i rincari di tutto (servizi, energia, alimentari, materie prime) ed i soldi promessi (se e quando arriveranno), come inghiottiti in un infinito buco nero, serviranno in gran parte, o neppure, per pagare tali rincari (come si sta già tentando di fare) e nulla più.

 

E allo stesso modo crediamo davvero che basti essere vaccinati per scampare alle conseguenze di ciò che si è perseguito nei comparti della sanità, dei trasporti e delle scuole fino a renderli come essi si sono rivelati, ovvero una lunga e continua emergenza ancor prima che essa fosse dichiarata ufficialmente per motivi sanitari?

 

Altro che adulti e vaccinati; crediamo ancora alle favole per bambini!

 

grafica e testo

pietro cartella

 

tags: credere alle favole, solo promesse, coscienza e dignità,

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Articolo pubblicato il 30/09/2021