In Italia aleggia un'ombra di morte: non è solo il Virus

Ma non è bello parlare di morte

Non è bello parlare di morte, invece che di ottimismo, o di futuro. Eppure, di questo parla un editoriale del giornale online che frequento abitualmente. Roberto Marchesini su Lanuovabq.it non ha dubbi pare che nel nostro Paese sia sceso un velo mortifero. La prova di questa tendenza sono i referendum su cannabis ed eutanasia, le misure d’emergenza straordinarie causate dal virus, la bassa natalità, l’Istat prevede un dimezzamento della popolazione, infine la legge sull’aborto che da decenni miete vittime e ora approvata col recente referendum anche a San Marino. “Sull’Italia, un tempo vitale, è sceso un velo mortifero. La ragione ha capitolato. E sembra si stia realizzando il dominio degli dèi pagani teorizzato da Hillman. Nel nostro Paese, in pochi mesi: una statua di Moloch, un caprone ligneo e la “Porta dell’Inferno”. Per pubblicità, dicono. O forse l’Italia è al centro di un attacco mortifero per il suo ruolo divino nella storia del cristianesimo? Rileggere il Discorso di Ratisbona”. (R. Marchesini, Italia, aleggia un’ombra di morte (e forse un motivo c’è, 29.9.21, Lanuovabq.it).

 

Anche Marco Respinti, direttore di International Family News, è convinto che non stiamo vivendo un buon momento. Commentando le maggioranze bulgare che impongono l’aborto a S. Marino, e il matrimonio LGBT in Svizzera, scrive: “Oggi il mondo è un posto più brutto, è meno reale, è meno vero. È un mondo dove si possono commettere più omicidi legalmente, dove sicari imperano, dove lo «[…] sbaglio della mente umana» detta legge e in cui la «[…] contraddizione con tutte le culture dell’umanità che si sono succedute sino a oggi» impazza”. (M. Respinti, “Abbiamo perso. Preludio di vittoria”, 27.9.21, in Ifamnews.com/it).

 

Naturalmente se non nascono più bambini, e ci avviamo verso una società di anziani, non stanno perdendo le associazioni pro-life, o quelli di “iFamNews”, o chi è innamorato della vita e della famiglia, della bellezza e della realtà. Perdono, “hanno perso San Marino e ha perso la Svizzera. Ha perso il mondo. San Marino, la Svizzera e il mondo hanno perso vite umane e bellezza, realtà e verità”.

Non si tratta di fare del pessimismo, ma di essere realisti, di guardare in faccia la realtà. L’anno scorso, abbiamo registrato in assoluto dall’unità del Paese, il più basso tasso di natalità. Sono nati meno bambini e sono morte più persone. Basterebbe solo questo per riempire di seri argomenti gli sterili talk show televisivi, altro che parlare di green pass. Pertanto, per l’Italia si prospetta un futuro nero. Sembra che per il 2025 (tra quattro anni) è previsto un calo della popolazione del 31%. Del resto, è l’Istat che drammaticamente conferma questa previsione.

Naturalmente un fattore che contribuisce alla caduta delle nascite è l’aborto. Non ci vuole un genio per collegarlo alla morte. Da qualche tempo, lo sta facendo Papa Francesco, «L’aborto più di un problema, è un omicidio. Chi fa un aborto uccide. Nei libri di embriologia alla terza settimana del concepimento tutti gli organi sono già formati. È una vita umana e va rispettata. Principio chiaro. E a chi non lo capisce farei due domande: è giusto uccidere una vita umana per risolvere un problema? È giusto affittare un sicario per risolvere un problema? Scientificamente è una vita umana. E per questo la Chiesa è così dura in questo argomento, perché se accettasse questo è come se accettasse l’omicidio quotidiano».

Allora, stiamo danzando una danza macabra guidata dalla morte che ci conduce verso la tomba? Eppure, non è stato sempre così in passato, negli anni ’70 si cantava una canzone di successo, che recitava così: io lavorerò, tu mi aspetterai e una sera impazzirò quando mi dirai che un figlio avrai, avrò”. Di tutta questa vitalità non resta più nulla. C’è aria di morte, odore di morte, voglia di morte.

Sarà un caso ma a rafforzare la tesi dell’aria mortifera sostenuta da Marchesini ci sono tre indizi, certo, non prove, accaduti nel nostro Paese. Semplici coincidenze? Nell’ottobre 2019, al Colosseo, luogo dove la tradizione vuole che sia scorso il sangue dei martiri cristiani, compare una statua di Moloch, la divinità alla quale i popoli mediorientali sacrificavano i bambini. In seguito, si scoprirà che si trattava «solamente» della pubblicità per l’apertura di un parco di divertimenti (per bambini…) a Cinecittà, al cui ingresso sarà posto proprio Moloch. Poche settimane dopo scoppierà la «pandemia» di Covid.

Aprile 2021 a Milano, in Piazza Gae Aulenti, spunta dal nulla un enorme caprone ligneo. Non pensate male: anche in questo caso era solo una pubblicità e un monumento «alla resilienza».

Infine, settembre 2021, arriva al Quirinale (sede del presidente della Repubblica Italiana e precedentemente Palazzo Apostolico) la “Porta dell’Inferno” dello scultore francese Rodin. Tranquilli, anche qui si tratta semplicemente di una esposizione in occasione dei settecento anni dalla morte (aridaje…) di Dante.

Allora senza voler scomodare l’Apocalisse, senza voler esagerare, la morte aleggia sopra l’Italia, anzi scorrazza per l’Italia. E poi chissà perché la morte ha scelto proprio l’Italia? Si chiede Marchesini, “forse è questo il motivo per cui, mentre sempre più Paesi hanno deciso di derubricare il Covid a semplice influenza, noi stiamo ancora vivendo misure emergenziali mai così gravi e non adottate in nessun altro Paese?”.

 

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Articolo pubblicato il 05/10/2021