Inchinarsi dinanzi a Greta. Lungimiranza o decadimento?

Il peggio della settimana che si chiude

Da pochi minuti sono stati aperti i seggi elettorali e rispettiamo il silenzio imposto dalla legge sino a domani alle 15. I tanto odiati partiti politici nelle ultime ore sono stati colpiti da scandali, inchieste, sospetti che forse finiranno in bolle di sapone e gli eventuali schizzi colpiranno le ultime ruote del carro.

Alla base di tutto c’è un vizio antico che li accomuna. Negi anni, hanno  imbarcato porci e cani senza andare molto per il sottile, compresi gli ex nemici e  le serpi in seno che prima o poi faranno scoppiare altri bubboni.

Poniamo invece attenzione su uno dei momenti più sconcertanti e imbarazzanti svoltosi nella settimana che si chiude.

Siamo rimasti colpiti, ma non sorpresi nell’ascoltare il Professor Roberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica, ma precedentemente  docente di Fisica e  direttore di importanti studi di ricerca, docilmente prostrato davanti a un’adolescente tanto presuntuosa e arrogante quanto ignorante; un’adolescente che ha saltato la scuola per poter manifestare contro i cambiamenti climatici.

Roba che se si fosse presentata una studentessa a un suo esame con lo stesso atteggiamento e la stessa (im)preparazione l’avrebbe come minimo cacciata in malo modo. E invece davanti a Greta Thumberg, era lì prima implorante per convincerla a sedersi e poi quasi balbettante a giustificarsi, per convincere la platea che in fondo stavano dicendo la stessa cosa.

Ma il peggio si è palesato quando il presidente del Consiglio Mario Draghi ha incontrato le attiviste ambientali Greta Thunberg, Vanessa Nakate e Martina Comparelli. "Dobbiamo agire adesso" ha detto il presidente del Consiglio nel suo intervento alla Youth4Climate. "Sono convinto che abbiamo tanto da imparare dalle vostre idee, i vostri suggerimenti e la vostra leadership. La vostra mobilitazione è stata di grande impatto, e potete starne certi: vi stiamo ascoltando", ha precisato. 

"I nostri 'bla bla bla'? A volte il 'bla bla bla' è solo un modo per nascondere la nostra incapacità di compiere azioni, ma quando si fanno trasformazioni così grandi è necessario convincere le persone, convincerle che numeri come +1.5 gradi non sono qualcosa di creato ad arte ma numeri della scienza, e le persone di questo vanno convinte" ha aggiunto Draghi. "La mia idea è che i leader sono tutti assolutamente convinti, che bisogna agire e bisogna agire velocemente".

Per Draghi le proposte arrivate dallo Youth4Climate sono  quindi "ragionevoli".

Sarà ma stentiamo a credere a un personaggio creato dal Potere e imposto dai media, a cui tutti devono inchinarsi, con un rovesciamento dei ruoli a dir poco imbarazzante.

Greta Thumberg, la ragazzina assurta a simbolo della lotta contro i cambiamenti climatici, è a Milano per partecipare, da ospite eccezionale alla Pre-Cop 26, ovvero la riunione preparatoria della Conferenza sul Clima che si svolgerà a novembre a Glasgow, in Scozia.

Si è iniziato con l’assemblea dei giovani, Youth4Climate, e si proseguirà con l’incontro dei ministri dell’Ambiente di una cinquantina di paesi, che  alla faccia dei  parlamenti nazionali, hanno ricevuto e prederanno in considerazione, il documento dei giovani con l’elenco delle loro scontate richieste.

Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, oltre al presidente del Consiglio ha osannato Greta, mentre il premier britannico Boris Johnson ha seguito il collegamento video.
L’unica novità è che, malgrado la spinta promozionale, il fenomeno Greta appare un po’ in declino, così la macchina della propaganda ha pensato di raddoppiare mettendole a fianco una ragazza africana, ugandese per la precisione: Vanessa Nakate. Due modi diversi di dire la stessa cosa, di lanciare lo stesso messaggio: “Giustizia climatica”, invoca Greta; “date più soldi all’Africa”, invoca la trepidante Vanessa.

In effetti la seconda è la spiegazione più semplice della prima. Giustizia climatica significa infatti che, siccome i paesi sviluppati sarebbero i colpevoli principali dei cambiamenti climatici, avrebbero il dovere di risarcire i paesi poveri che sarebbero invece le vittime innocenti dei cambiamenti climatici.

E' un teorema ritrito, ma campato per aria e che non ha fondamento nella realtà ma, alla fin fine, il succo di tutto il discorso sui cambiamenti climatici si riduce a questo: i paesi occidentali riducano pure le emissioni di CO2, ma soprattutto diano i soldi ai paesi in via di sviluppo, in particolare all’Africa, ove le dittature portano avanti le repressioni più feroci. Greta non versa la lacrima sui diritti umani calpestati, sulle donne stuprate, sulla democrazia inesistente.

I suoi suggeritori propongono menù alternativi.

Del resto è questo uno dei pilastri che governa tutti i meccanismi truffaldini delle politiche climatiche che sono stati inventati dal Protocollo di Kyoto (1997) in poi.

Così Greta – e ora anche Vanessa – continuano a lanciare i moniti e le  maledizioni in Occidente, ma si evita accuratamente, e qui sta il marcio, di andare o rivolgersi a Cina e India, che sono di gran lunga i paesi che maggiormente emettono CO2.

Insieme fanno un terzo di tutte le emissioni del mondo, e la loro quota sul totale delle emissioni è in costante crescita. È l’ennesima dimostrazione che la questione del clima e del rapporto tra emissioni di anidride carbonica e aumento delle temperature terrestri ha più a che fare con la politica, l’ideologia ed interessi inconfessabili, che non con la scienza e la realtà.

Quanta ideologia  truffaldina saremo costretti a sorbirci da qui a novembre almenoperché tradizionalmente il mangia mangia delle Conferenze internazionali sul clima viene preceduto da rapporti e allarmi che spingano la popolazione ad accettare provvedimenti restrittivi delle libertà e tasse altrimenti difficili da digerire.

È la stessa logica usata per imporre la narrazione su Covid e vaccini. Hanno creato uno stato di paura e di odio per chi in modo presunto inquina od infetta, con scelte oltretutto maldestre, messaggi disarticolati e contradditori, tanto da apparire poco convincenti.

Così aumenta la bolletta della luce e del gas, ci limitano la possibilità di movimento, ci costringono ad avere freddo in casa in inverno e caldo in estate, ma dovremmo essere anche grati e felici perché stiamo salvando il Pianeta, mentre la Cina ride.

Intanto per i manovratori internazionali (che sono sempre gli stessi), dovremo applaudire Greta e Vanessa che tanto stanno facendo per sensibilizzarci e per….

Vogliamo scendere!

 

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Articolo pubblicato il 03/10/2021