Torino. Seggi nel caos ed elettori al lumicino. Alle 23 di ieri ha votato 36,5% degli aventi diritto

Ritardi nell’allestimento dei seggi elettorali. 2 presidenti su 3 rinunciano. Il Comune ne sostituisce 635. Per l’accesso a numerosi seggi permangono le barriere architettoniche

La tornata elettorale per disegnare il dopo Appendino non ha avuto i migliori inizi. Si sono verificati ritardi nell’allestimento dei seggi e, particolare inquietante, una fuga senza precedenti di scrutatori e presidenti: costituire i 919 seggi elettorali per le comunali a Torino è stata un’impresa, una corsa contro il tempo andata avanti per tutta la giornata di sabato.

L’allestimento è andato a rilento già dal principio: i ritardi della ditta incaricata (avrebbe dovuto farlo entro venerdì) di montare le cabine e i tavoli nelle sedi di voto si sono riversati sulle operazioni di insediamento vere e proprie.

Così, i camion con il materiale elettorale e le schede, pronti a partire di solito intorno alle sette del mattino, hanno dovuto aspettare diverse ore prima di lasciare l’autorimessa comunale di via Ponchielli.

L’ultimo convoglio è arrivato a destinazione solo alle 17. E le operazioni di costituzione sono andate avanti fino a tardi. La causa principale pare sia dovuta alla mancanza di personale. Stessa motivazione per quanto concerne  il personale indispensabile per il funzionamento dei seggi e l’apertura delle operazioni elettorali.

Due presidenti su tre non si sono presentati all’appello, così il Comune ha dovuto provvedere a sostituirne 635.

Lo stesso per gli scrutatori: 1.900 su 3.800, la metà del totale, hanno rinunciato all’incarico. Solo nella tarda serata di sabato, l’insediamento dei seggi, previsto di solito in mattinata, si è concluso per tutte le sezioni elettorali.

Una cinquantina di funzionari del Comune sono stati precettati per sostituire una parte dei 636 presidenti di seggio mancanti all’appello.  

Questa situazione, a prescindere dall’esito del voto, richiede una serena, ma doverosa riflessione. Cos’è mancato?

Un’accurata organizzazione e verifica preventiva da parte del Comune?

E’ prevalsa la mancanza di senso civico d parte di coloro che avrebbero dovuto svolgere le funzioni elettorali?

Oppure a dispetto dei sostenitori del reddito di cittadinanza, nella nostra città sia chi deve usare la penna ed è in possesso di un diploma, come chi usa le braccia per opere manuali, preferisce rilassarsi e rifiutare un lavoro supplementare e retribuito, senza neppure avvisare i committenti?

Sociologi e opinionisti tracciano a volte profili teorici e impastati di ideologia, mentre il risconto con la realtà è assai differente.

Altra nota dolente sono state le barriere architettoniche. In alcuni edifici scolastici, nonostante le segnalazioni inoltrate in seguito alle precedenti elezioni, si è preferito allestire i seggi ai piani superiori, lasciando deserte le aule del piano rialzato.

In ogni scuola la protezione civile ed i volontari si sono grandemente prodigati, ma molti elettori pur claudicanti conservano la dignità, rifiutano a farsi trasportare, ma reagiscono alla palese disattenzione da parte del Comune e in particolare delle Circoscrizioni. Alla scuola Casati di corso Racconigi, quest’andazzo dura da un po’ di anni e non si comprende il motivo. Qualche elettore ci ha anche espresso il biasimo nei confronti dei consiglieri uscenti della terza Circoscrizione, a loro dire invotabili. Vedremo i risultati.

Ma veniamo alla tanto auspicata affluenza alle urne. Alle 12 di ieri aveva votato il 9,68% degli elettori, contro il 12,9% a livello nazionale. Alle ore 19, a Torino, ha votato il 29,29% degli elettori aventi diritto, sempre al di sotto della media nazionale. (33,18% media nazionale).

Alle 23 di ieri, alla chiusura dei seggi, la percentuale di elettori che hanno votato è salita al 36.5%.(43,61% il dato nazionale)

Questi dati non sono comparabili con il 2016, in quanto allora si è votato solamente alla domenica. Ci sarà ancora tempo dalle 7 alle 15 di oggi per votare.

La giornata di ieri si è svolta tranquilla. Solamente all’interno del M5S si sono elevate proteste nei confronti della candidata sindaca Valentina Sganga che alle 0,50 di domenica mattina su un social ha manifestato preferenze per due  candidati di lista e precisamente. Daniela Albano e Federico Mensio

Occasione  di scandalo per le diverse anime di ex grillini, dissidenti e quant’altro. Ma lei fa spallucce.

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Articolo pubblicato il 04/10/2021