Elezioni comunali. A Torino si conferma il ballottaggio tra Lo Russo 43,72% e Damilano 38,95%

A Novara stravince il centrodestra unito con il sindaco Canelli

Nella notte a Torino è proseguito lo spoglio delle schede delle 919 sezioni elettorali. Si andrà al ballottaggio il 17 e il 18 ottobre tra Lo Russo e Damilano, in quanto nessun candidato ha raggiunto il quorum del 50% e un voto. Si evidenziano i risultati (non definitivi) ottenuti dai candidati sindaci.

Stefano LO RUSSO - MODERATI, SINISTRA ECOLOGISTA, PD - PARTITO DEMOCRATICO - LO RUSSO SINDACO, LISTA CIVICA - LO RUSSO SINDACO, ARTICOLO UNO - PSI, TORINO DOMANI

133.494

(7.918)

43,72

Paolo DAMILANO - GIORGIA MELONI - FRATELLI D'ITALIA, DAMILANO SINDACO - TORINO BELLISSIMA, FORZA ITALIA - BERLUSCONI PER DAMILANO, PROGRESSO TORINO - DAMILANO SINDACO, LEGA SALVINI PIEMONTE, SI' LAVORO SI' TAV GIACHINO, IL POPOLO DELLA FAMIGLIA

118.850

(6.279)

38,95

Valentina SGANGA - MOVIMENTO 5 STELLE 2050, EUROPA VERDE ECOLOGISTA

27.815

(1.957)

9,11

Angelo D'ORSI - PCI - PARTITO COMUNISTA ITALIANO, SINISTRA IN COMUNE - ANGELO D'ORSI, POTERE AL POPOLO

7.716

(906)

2,53

Ugo MATTEI - FUTURA PER I BENI COMUNI - UGO MATTEI SINDACO

7.041

(318)

2,31

Ivano Francesco VERRA - NOI CITTADINI, ITALEXIT PARAGONE - VERRA SINDACO

2.584

(90)

0,85

Davide BETTI detto BALDUCCI - PARTITO GAY LGBT+, PARTITO ANIMALISTA AMBIENTALISTA ANTISPECISTA

2.135

(176)

0,70

Giuseppina DI CRISTINA - TORINO CITTA' FUTURA, PARTITO COMUNISTA CON MARCO RIZZO

2.042

(140)

0,67

Paolo ALONGE - 3V - VERITA' LIBERTA'

1.611

(79)

0,53

Roberto SALERNO - MAT - MOVIMENTO AMBIENTALISTA TORINO

882

(56)

0,29

Lorenzo Maria VARALDO - DIVIETO DI LICENZIARE

530

(41)

0,17

Massimo CHIESI - PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

362

(32)

0,12

Emilio MAZZA - TORINO CAPITALE D'EUROPA BASTA ISEE

Nel corso della mattinata, si conosceranno voti e preferenze conseguiti dalle liste per il consiglio comunale e per le circoscrizioni.

258

(14)

0,08

     
     

I seggi saranno assegnati solo dopo l’elezione del sindaco, al ballottaggio già programmato.

L’aspetto più rilevante di questa tornata elettorale è dovuto alla scarsa affluenza alle urne (48,06%). La maggioranza degli elettori non ha partecipato al voto. Con lo spoglio delle schede delle circoscrizioni, potremo con maggior precisione valutare ove si è verificato il vulnus che fa a pugni con il diritto al voto.

Le cause? Tante.

In primis, dopo i cinque anni travagliati della giunta Appendino, non c’è stato cittadino che non abbia protestato per motivazioni in massima parte dovute alle scelte o all’incuria dimostrata dalla civica amministrazione.

La scadenza elettorale rappresenta la palestra ove i cittadini esprimono il loro voto. E’ l’essenza della democrazia sancita dalla nostra Costituzione.

Poniamo in evidenza l’esempio di Novara ove un giunta seria e propositiva è stata premiata ed il sindaco Alessandro Canelli della Lega è stato rieletto al primo turno, con  oltre il 70% dei suffragi, da un elettorato  compatto.

A Torino ove le lagnanze sono diffuse e la città sta conquistando i primati negativi e perdendo le peculiarità che dai primi del novecento, hanno elevato  Torino a livello europeo, i cittadini invece si trincerano dietro l’astensione. Dato che fa riflettere.

Alcuni commentatori hanno evidenziato, tra le cause della disaffezione elettorale, la crisi dei partiti politici nazionali, le lottizzazioni selvagge, i clan  e gli scandali o presunti tali, esplosi nelle ultime settimane.

A Torino il candidato del centro sinistra Stefano Lo Russo è un amministratore pubblico collaudato, seppur reduce da una giunta perdente.

Particolare che a seconda delle angolature può essere considerato positivo o negativo, ma non ci troviamo dinanzi a un fantasma catapultato sulle elezioni.

Anche per il centrodestra, non ci siamo trovati dinanzi ad un personaggio tirato a sorte nelle segreterie romane.

Paolo Damilano è un imprenditore conosciuto e stimato. Si è presentato con un programma attento ed attinente alle problematiche della città e non appare come la cinghia di trasmissione dei partiti che lo affiancano.

L’altro aspetto che caratterizza queste elezioni è la presenza di liste civiche  a sostegno dei due candidati al ballottaggio, che nei loro programmi parlano ai cittadini di problemi reali della città ed indicano all’elettore le terapie di come affrontare crisi o distorsioni della società, secondo rispettive visioni.

Per cui, possiamo concludere che c’era l’imbarazzo della scelta.

Tra gli aspetti sostanziali del ballottaggio, ogni elettore, anche se non ha votato al primo turno, potrà liberamente dare il suo voto che definiremo spartiacque all’uno o all’altro candidato senza intermediazioni.

Ci asteniamo al momento da formulare altre valutazioni.

Sarebbe doveroso che nei prossimi giorni i due candidati sindaci avessero l’accortezza di presentare  le rispettive caratteristiche ed impegni all’elettorato deluso e stanco.

Il nostro mai rimpiazzato conterraneo Luigi Einaudi sosteneva che “bisogna conoscere per deliberare”.

E’ il messaggio che dovranno seguire gli elettori torinesi.

Conoscere ed approfondire le rispettive peculiarità dei due candidati sindaci per poi deliberare nel segreto dell’urna.

Molti osservatori politici di diversa estrazione, da anni invocano le elezioni politiche che, anche a causa della pandemia stanno diventando un miraggio.

Se i cittadini non dimostrano attenzione e attaccamento verso un caposaldo della democrazia, il nostro ruolo partecipativo nella società diventerà purtroppo sempre più un’illusione in mano ad abili e cinici manovratori.

Sarebbe questa la prospettiva ambita?

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Articolo pubblicato il 05/10/2021