Pedofilia nella Chiesa francese. La Conferenza Episcopale grida allo scandalo.

Secondo il report presentato il 5 ottobre sarebbero più di 300mila le vittime di molestie nella sola Francia.

La Conferenza Episcopale Francese, in modo del tutto autonomo, nei due anni scorsi ha creato una commissione indipendente dalla Santa Sede per indagare sui casi di pedofilia avvenuti per mano di sacerdoti negli ultimi 70 anni, ossia, dal 1950.

Jean-March Sauvé, coordinatore della commissione ed ex-membro del Consiglio di Stato e della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, parla di circa 300mila casi di pedofilia all’interno della chiesa francese ed aggiunge che la stima fatta “è al ribasso”.

Il rapporto di duecentocinquanta pagine che è scaturito da questa inchiesta dice che i pedofili presunti sarebbero all’incirca 3mila, i due terzi dei quali sacerdoti. Sauvé sostiene addirittura che il fenomeno pedofilia in Francia sia di “natura sistemica” e pare che anche i religiosi e i laici non siano esenti da comportamenti non corretti.

L’alto funzionario francese assoldato dai vescovi, durante una conferenza stampa degna dei migliori regimi totalitari, ha detto che “le conseguenze sono molto gravi. Circa il 60% degli uomini e delle donne che hanno subito abusi sessuali incontra grossi problemi nella vita sentimentale o sessuale”.

Il Presidente della Conferenza Episcopale Francese, Monsignor Eric Marie de Moulins d’Amieu de Beaufort, Arcivescovo metropolita di Reims, intervenendo sulla vicenda ha detto che i presuli d’Oltralpe sono allibiti e scossi dalle voci delle vittime il cui numero è alto e preoccupante. Ha assicurato ai giornalisti che la Conferenza Episcopale ha inoltrato alla Santa Sede una richiesta di cospicuo risarcimento danni per le vittime di abusi.

Sinceramente questo tipo di inchieste retroattive di 70 anni lasciano il tempo che trovano. Nella cronaca giudiziaria e processuale abbiamo visto spesso che non tutti quelli che denunciano abusi dicono il vero. Ci sono stati momenti in cui accusare i preti di pedofilia era diventato uno sport nazionale.

Conosco personalmente sacerdoti che hanno creato doppia sacrestia per non mettersi i paramenti nella stessa stanza in cui i chierichetti si mettono il camice per servire la Messa. Ci sono sacerdoti che, per paura di accuse non fondate, non tengono più ritiri spirituali per adolescenti se non in presenza di alcuni genitori che siano testimoni dei fatti.

La “caccia alle streghe” che la Chiesa Francese ha messo in piedi - secondo me - ha il solo scopo di delegittimare l’istituzione a favore di una sempre più laica e sinodale assise che dovrebbe prendere il posto della Chiesa Cattolica Romana.

Non è un mistero per nessuno che Francia e Germania sono le nazioni più laiche e laiciste d’Europa. Quando Benedetto XVI proferiva qualche parola cattolica e attinente alla Tradizione della Chiesa era sempre bersagliato dai vescovi e dai cardinali francesi che sono modernisti, progressisti e molto poco inclini alle norme secolari della Chiesa.

Perché la Conferenza Episcopale Francese non ha commissionato uno studio per vedere quanti preti francesi militano in movimenti di estrema sinistra, propongono la convivenza prima del matrimonio, giustificano l’aborto ed addirittura sostengono la libertà di praticare l’eutanasia?

La Francia ha un problema vero e tangibile che sta nei seminari vuoti, nelle parrocchie poco frequentate e in una promiscuità pericolosa fra cattolici progressisti e islamici.

Non dimentichiamo che la Francia è la nazione con il maggior numero di attentati terroristici per mano islamica e che solo qualche mese fa si è vista ammazzare Padre Olivier Maire, Religioso Monfortano, da un ruandese che era già sorvegliato per l’incendio della Cattedrale di Nantes.

I casi di pedofilia effettivamente condannati in ultimo grado di giudizio sono pochissimi. Parlare di centinaia di migliaia di casi perpetrati in una sola nazione mi pare, francamente, folle. Oltretutto – e dobbiamo chiedercelo – quanti preti presunti pedofili hanno potuto difendersi dalle accuse contenute nel dossier?

Per Diritto Canonico non si diventa sacerdoti prima dei 24 anni. Ammettiamo che, nel 1950, un sacerdote appena ordinato abbia molestato un ragazzino. Nel 2018, anno in cui si è insediata la commissione, il sacerdote avrebbe avuto 92 anni (sempre ammesso che fosse ancora vivo). La commissione come ha potuto dire se l’abuso sia stato compiuto o no? Il sacerdote ha potuto difendersi? Gli è stato dato il doveroso diritto di replica?

Oltretutto, cosa da non trascurare, bisogna dire che - dal 1989 in avanti – prima di accogliere una vocazione in seminario o in noviziato si manda il candidato dallo psicologo per valutarne le attitudini psico-sessuali-affettive. Qui le cose sono due: o la psicologia non è in grado di valutare i candidati o la maggior parte delle denunce per molestie sono false e tendenziose.

La questione va avanti da anni e non si concluderà certo con la commissione francese. Continueremo a seguire la vicenda e vedremo di tenervi informati.

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Articolo pubblicato il 07/10/2021