L’EDITORIALE DELLA DOMENICA DI CIVICO20NEWS - Francesco Rossa: Draghi non tenti di ridurre le libertà del cittadino, nascondendosi dietro alla tecnologia

Nella società post moderna a chi interessa difendere la libertà e la dignità dell’Uomo?

L’esordio dell’informatica nella quotidianità del cittadino comune, è stato accolto come elemento di facilità, di sicurezza e comodità. Poi con l’avvento dei social e con l’uso indiscriminato e totalitario dello smartphone, è emersa la dipendenza e si è affermata la figura dei leoni della tastiera, tanto supponenti quanto ignoranti in analogia e contemporaneità all”uno vale uno” che ha deteriorato le nostre Istituzioni. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.

Nel contempo, almeno i più accorti, turbati dalla memoria di Google che a fine mese riepiloga passi e percorsi di ognuno, hanno incominciato a ricordare e temere  l’attualità del” grande fratello” di Orwelliana memoria e agli entusiasmi, almeno nella parte più accorta ed intelligente del Paese, è subentrata la diffidenza.

Con il Covid è successo il peggio. Uffici ed organizzazioni pubbliche e private hanno obbligato l’utenza a servirsi di procedure informatiche  complicate per accedere a servizi indispensabili. Si è troncata ogni forma di dialogo, di interlocuzione, con l’emarginazione di coloro che non avevano dimestichezza con il web.

Il sistema inoltre non regge i carichi eccessivi e va regolarmente fuori uso, perché i nostri soloni si sono dimenticati di tenere presente che in Italia non siamo dotati di autostrade informatiche ed anche in questo campo, rimaniamo i fanalini di coda in Europa.

Non è quindi stata accolta con entusiasmo la notizia diffusa nei giorni scorsi, secondo la quale, il governo Draghi starebbe studiando una carta digitale per assumere  le funzioni attualmente svolte da carta d'identità, tessera sanitaria, carta di credito e Spid.

In pratica, un documento unico per identificare il cittadino nei confronti di tutte le pubbliche amministrazioni e del sistema sanitario, con la possibilità di utilizzarlo anche come carta di credito o borsellino elettronico. In previsione, forse, di una graduale restrizione all'utilizzo dei contanti come strumento decisivo nella lotta contro l'evasione fiscale, ma letale per la libertà di spesa del cittadino.

E’ un’ idea già caldeggiata e quindi, supinamente accettata da coloro che usano il telefonino anche per pagare il caffè al bar e  ritengono ogni estensione informatica, il mezzo efficace per la semplificazione del rapporto tra cittadini e Pubblica amministrazione

Ma costoro, nella loro miopia non leggono il  rovescio della medaglia. Perché la tecnologia, soprattutto quella digitale, è sì un’invenzione straordinaria, ma quando funziona.

Ogni tanto però, come sa chiunque utilizzi abitualmente un computer o un qualsiasi altro strumento informatico, fa le bizze.

Consegnarsi mani e piedi ad un unico strumento potrebbe creare non pochi problemi, come è successo, per esempio, a chi è stato regolarmente vaccinato ma, chissà per quale motivo, non ha ricevuto il certificato verde ed ha  dovuto penare non poco per ottenerlo.

Non si devono accettare ciecamente gli strumenti elettronici, senza le dovute cautele e precauzioni, vista la delicatezza dei compiti che dovranno svolgere.

Ma c'è di più. Abbiamo esempi eloquenti pe confrontarci e rimanere guardinghi sull’invasività del sistema.

In Cina strumenti di questo tipo sono già operativi da tempo e vengono utilizzati anche come micidiale strumento di controllo sociale. In alcune regioni è già in uso una sorta di patente di cittadinanza a punti che, grazie proprio a strumenti di questo tipo, premia i cittadini più virtuosi e penalizza quelli con comportamenti ritenuti scorretti dall'autorità politica, fino al punto da ridurre drasticamente i diritti di cittadinanza e arrivando alla privazione di servizi pubblici essenziali, blocco dei conti correnti, impossibilità di effettuare pagamenti elettronici, ecc.

E' vero che le democrazie occidentali non sono, al momento paragonabili al dirigismo cinese, ma di recente economisti e uomini politici,  partendo dalla lotta alla pandemia ed ai riflessi sull’economia, in più di un’occasione hanno elogiato  i paesi ove il dirigismo politico ed economico non deve far i conti con la democrazia.

Ma quando si comincia a sventolare bandiere come la lotta all'evasione, la difesa dell'ambiente, la sicurezza nazionale, l'inclusione, l’ecologia ecc. la giustificazione per la riduzione delle libertà individuali è dietro l'angolo.

Il pericolo quindi incombe e le nostre libertà, con un colpo di clic potrebbero venire sacrificate sull’altare di un discutibile bene supremo.

E non basta certo un fantomatico e teleguidato garante della privacy a rassicurarci. Anzi!

Ma il cittadino pensante, in questo caso, prima di invocare l’estensione indiscriminata dell’intelligenza artificiale o altri ritrovati informatici finalizzati a vincolare il rapporto  tra il cittadino e lo Stato, si pone il quesito sulla supremazia della Persona?

Noi rimaniamo ancorati ai principi inalienabili definiti da Severino Boezio e poi ripresi da san Tommaso e non ci pare di sbagliare.

 

Francesco Rossa - Condirettore Responsabile e Direttore Editoriale

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Articolo pubblicato il 10/10/2021