Poeti e contabili alla Corte di Masino (Torino)

Gli studenti del Liceo Classico "Carlo Botta" di Ivrea (TO) tra gli antichi libri e i documenti

“Venimmo al piè d’un nobil castello” è l’accattivante titolo della presentazione del lavoro degli studenti del Liceo Classico “Carlo Botta” che si è svolta lo scorso venerdì 1° Ottobre presso il Salone della Marchesa nel Palazzo delle Carrozze e si è conclusa con i medesimi studenti che hanno accompagnato un ristretto pubblico a visitare le sale e la Biblioteca dello Scalone.

L’attività che annualmente si svolge in collaborazione con il Castello di Masino del FAI ha visto i gruppi di studio realizzare una relazione finale che ha rivelato con efficacia lo studio di carattere umanistico e storico – letterario della cinquecentina conservata al castello di proprietà della famiglia aristocratica dei Valperga.

Si tratta della Divina Commedia curata da Francesco Sansovino e pubblicata a Venezia nel 1564, un “monstrum” che presenta contributi eterogenei come le annotazioni di Cristoforo Landino da un lato e di Alessandro Vellutello dall’altro.

Gli studenti hanno affrontato e analizzato il I canto dell’Inferno, una lettura del testo poco usuale, dal forte valore didattico. Lo stesso gruppo di studenti dopo la relazione ha accompagnato il pubblico a vedere l’opera oggi molto rara, esposta per l’occasione.

Il secondo gruppo di studenti ha lavorato invece sulle carte dei Valperga, documenti dell’amministrazione della corte forniti dalla bibliotecaria del castello, la dottoressa Laura Tos, curatrice con Lucetta Levi Momigliano del Catalogo della Biblioteca dello Scalone.

I documenti erano relativi ai conti, alle liste dei nomi, ai contratti, ai decreti, alle valute, ai mestieri e alle livree della numerosa servitù.

Gli studenti hanno raccolto e studiato i materiali da cui hanno ricavato interessanti risultati e sorprese: l’elevato stipendio dei giardinieri e degli scudieri rispetto ad altre figure della corte, oppure l’attenzione al protocollo quasi maniacale, simile a quello della corte reale sabauda che prescriveva e obbligava, tra l’altro, l’uso di livree anziché altre.

Tra le sorprese quella della corte valpergana di Masino come ascensore sociale in base al merito: i casi di umili borghesi a servizio del conte Carlo Francesco II di Valperga, come il Caligaris, detto “il biondino” che diviene factotum di altissima fiducia del conte e del Coccolo che diventa all’apice della sua carriera a corte, l’amministratore delegato generale del conte, colui che firma accordi e contratti per tutte le esigenze atte a garantire il buon funzionamento della “macchina” di corte.

Risultati cha hanno permesso agli studenti del Liceo “Carlo Botta” di confrontarsi con una riflessione sugli aspetti storico-culturali esistenti nei luoghi di elevato valore culturale come il Castello di Masino, con il privilegio di studiarne dal vivo i documenti e restituire pubblicamente l’esperienza.

 

Fonte: Ufficio stampa del Liceo "Carlo Botta" - C.so Re Umberto 37 - 10015 IVREA

tel. 0125 641168, www.liceobotta.it - e-mail: ufficiostampa@liceobotta.it, mobile 3476773249

dott. Fabrizio Dassano

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Articolo pubblicato il 11/10/2021