Il prezzo del greggio è in costante ascesa. Il Brent punta al massimo del 2018

Quando il tempo cambierà in peggio, i movimenti dei prezzi potrebbero accelerare. 87 dollari il prossimo target del petrolio europeo

Non si arresta l'ascesa del prezzo del petrolio. Il Brent sale dello 0,57% a 82,42 dollari al barile, dopo aver rotto al rialzo per un attimo la soglia psicologica di 83 dollari al barile, e il Wti avanza dell'1,5% a 79,46 dollari al barile, con entrambi i benchmark sulla buona strada per ottenere guadagni settimanali del 5% circa e chiudere la settima settimana di rialzo consecutivo.

I dati Api e Eia all'inizio della settimana hanno segnalato un aumento delle scorte di greggio negli Stati Uniti, ma il ribasso del prezzo del petrolio è stato interrotto ieri dal Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti (Doe) che ha puntualizzato di non aver intenzione di sfruttare la riserva strategica di petrolio né di pensare a un divieto delle esportazioni di petrolio.

In realtà una fonte del Doe ha detto all'agenzia Reuters che tutti "gli strumenti sono sempre sul tavolo" per affrontare le precarie condizioni di approvvigionamento energetico. “Con la potenziale apertura dei rubinetti della riserva strategica di petrolio Usa fuori dal tavolo, i rialzisti del petrolio potrebbero riportare l'attenzione sulla crisi energetica globale e sugli effetti positivi di cambio gas-petrolio per i prossimi mesi invernali", ha commentato Helge Andre Martinsen di Dnb Markets.

In effetti, l'impennata dei prezzi del gas ha incoraggiato il passaggio al petrolio per la produzione di energia e la scorsa settimana l'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio e degli alleati guidati dalla Russia (Opec+) si è limitata ad attenersi ai piani per aggiungere solo 400.000 barili al giorno di fornitura a novembre. “Il fatto che il rally sia già tornato in pista dopo che i prezzi del greggio erano scesi di oltre il 3% il giorno prima, quando Putin ci ha balenato la prospettiva di più gas, la dice lunga sull'umore dei mercati", ha affermato Craig Erlam, analista di mercato senior, Regno Unito ed Emea di Oanda, aggiungendo: "non siamo ancora entrati nei mesi freddi, una volta che il tempo cambierà in peggio, i movimenti dei prezzi potrebbero accelerare, in assenza di azioni significative".

Infatti, "la decisione dell'Opec+ di non aumentare gli obiettivi di produzione alla riunione di questa settimana è stato un importante vento di coda per il rally e non vediamo alcuna perdita di slancio in questa fase. Con la crisi energetica che contribuisce a 500.000 barili in più di domanda giornaliera di greggio, è difficile immaginare che i prezzi non raggiungano livelli più alti", ha concluso Erlam.

Dal punto di vista dell'analisi tecnica il rally dei giorni scorsi, ha creato le condizioni per un ulteriore allungo, anche se qualche eccesso di breve potrebbe avviare una fase correttiva. "Manteniamo una visione positiva in un'ottica di lungo periodo. Il Brent ha rotto l'area dei precedenti massimi dell'anno verso 78 dollari e sembra puntare all'ostacolo successivo in area 87 dollari, top del 2018", ha previsto Websim.

"Il Wti ha violato il primo importante ostacolo grafico verso 77 dollari, top di luglio. Fissiamo un target a 86 dollari per il Brent e un target a 83 dollari per il Wti.

In direzione opposta, si suggerisce di approfittare di correzioni verso 78 e 75 dollari, rispettivamente, per comprare sulla debolezza.

Inverno gelido?

 

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Articolo pubblicato il 11/10/2021