Mario Draghi e il G20 di Roma

La Cina detta l'agenda al Presidente del Consiglio Italiano. Draghi dice: "Signor sì".

Tra pochi giorni la capitale si tingerà di internazionale ed ospiterà il tanto acclamato G20 di Roma che avrà come temi principali il clima e l’ambiente.

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi si troverà, dunque, a fare gli onori di casa e – secondo indiscrezioni giornalistiche – avrebbe già incassato il placet della Cina che, per bocca del suo ambasciatore Li Junhua, avrebbe detto: “La Cina si aspetta che il vertice del G20 di Roma insista nel vero multilateralismo, esalti lo spirito di partenariato, lanci un segnale positivo sul miglioramento della governance globale e sulla promozione di uno sviluppo inclusivo e sostenibile, per guidare il mondo nel superamento quanto prima dell’epidemia e dare un contributo positivo alla ripresa economica mondiale”.

Innanzitutto va detto che è quantomeno singolare – per non dire anacronistico – che sia la Cina a dire all’Italia che bisogna “guidare il mondo nel superamento dell’epidemia” visto che tutto è partito da Wuhan e che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, potrebbe esser benissimo un virus uscito da un laboratorio.

Nei giorni scorsi, infatti, Tedros Adhanom Ghebreyesus, Presidente dell’Oms, ha detto al “Corriere della Sera” che le ipotesi sull’origine della pandemia da Covid-19devono continuare a essere esaminate, dall’ipotesi della trasmissione da animale a quella della fuoriuscita dal laboratorio, la quale non è ancora stata categoricamente esclusa”.

Ricordiamo bene tutti quando in Italia si iniziò a paventare questa ipotesi cosa successe. La sinistra nostrana non accettò queste teorie – a loro dire – “complottiste” e “razziste” ed infatti Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio, nel febbraio 2020 andò a Milano per prender parte all’iniziativa #Milanononsiferma.

In quell’occasione il PD milanese organizzò un aperitivo in un bar di Porta Ticinese ed una cena nel Comune di Bollate per far vedere che la pandemia non era così allarmante come veniva descritta. Tutta l’intellighenzia sinistroide faceva a gara nel frequentare locali cinesi, esibire involtini primavera sui social e negare i pericoli che giungevano a noi dalla Cina.

La cronaca ci insegna che poco tempo dopo Nicola Zingaretti era Covid-positivo.

Senza andare troppo lontano, una simile iniziativa venne messa in campo anche qua in Piemonte dove il Sindaco di Cuneo Federico Borgna prese parte ad un pranzo presso il ristorante cinese “Pechino” “per dire no alla psicosi e a reazioni fuori controllo e immotivate”.

La storia ci insegna che – se i numeri diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità sono veri – l’Italia conta 130.000 morti da Coronavirus. Tanto immotivate le reazioni non erano!

Dunque il G20 di Roma sul clima parte già con una serie di interrogativi non indifferenti.

Innanzitutto, perché dev’essere l’Italia a parlare di “sviluppo inclusivo e sostenibile” quando tutto il mondo sa che è la Cina la nazione con le acque più inquinate al mondo? Come mai non si dice in modo chiaro che più di 20 milioni di cinesi (il 30% della popolazione italiana) non ha accesso all’acqua potabile e il 70% delle acque della Cina è contaminato da sostanze tossiche? Anche questi dati forniti dal sito “Focus.it” sono forse complottisti e razzisti?

In queste settimane abbiamo dovuto sorbirci le sferzanti polemiche della bambina con le trecce conosciuta da tutti come Greta Thunberg che grida al surriscaldamento globale ma lo viene a fare in Lombardia sotto gli applausi demagogici di un Beppe Sala, Sindaco di Milano, che ormai va a tutte le manifestazioni pur di far vedere che è ancora vivo.

Come mai la solerte e sapiente Greta non va a gridare le stesse cose in Cina che – sempre citando “Focus.it” – è, dopo gli Stati Uniti d’America, il secondo produttore di CO2 al mondo?

Sull’ambiente è facile fare demagogia a buon mercato e, guarda caso, i fautori di questa “macchina della fuffa” appartengono tutti alla sinistra globalista, mondialista ed immigrazionista che, pur di non veder venir fuori il nulla fatto dai loro governi, si affidano ad una bambina svedese per offuscare lo sguardo dei giovani ed irretire il pensiero degli adulti.

Solo un paio di settimane fa, il nostro Draghi nazionale ha incontrato Greta Thunberg dopo che questa aveva accusato i politici mondiali di fare “bla bla bla” invece che azioni concrete.

Anziché redarguire la poco educata bambina “climatologa” per l’insolenza con cui si rivolge da mesi ai capi di stato Mario Draghi – a seguito dell’incontro – ha detto che “a volte il “bla bla bla” è solo un modo per nascondere la nostra incapacità di compiere azioni ma quando si portano avanti trasformazioni così grandi bisogna convincere le persone, spiegare che numeri come l’aumento di 1,5 gradi della temperatura non sono qualcosa di creato ad arte ma numeri della scienza, e le persone di questo vanno convinte. La mia idea è che i leader sono tutti assolutamente convinti che bisogna agire velocemente”.

Spero che queste parole non celino il solito velato diktat a cui ci ha abituati Draghi in questi mesi di governo perché se no, all’indomani del G20 di Roma, ci troveremo con qualche “Clima Pass” secondo il quale per inquinare meno dovremo respirare a polmoni alterni.

Ironia a parte, c’è da sperare sinceramente che i capi di stato inizino a valutare una transizione ecologica progressiva che permetta ad ogni singola nazione di ridurre l’inquinamento pur non peggiorando le condizioni economiche e di vita delle singole popolazioni.

Speriamo non si facciano i clamorosi sbagli che il Governo Italiano ha fatto e sta facendo con il Green Pass perché – lo dobbiamo dire con franchezza – non sappiamo per quanto ancora gli italiani saranno disposti a subire imposizioni e restrizioni in virtù di un fantomatico bene futuro.

L’argomento è delicato e i temi da trattare sono molti. Sicuramente continueremo ad analizzare in modo critico e puntuale la situazione perché il Popolo ha diritto di essere informato.

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Articolo pubblicato il 18/10/2021