Il Ddl Zan è stato affossato dal Senato

Gli italiani tirano un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo.

La giornata di ieri segna un importante traguardo di civiltà e democrazia da parte del nostro Paese. In Senato era fermo – da oltre due anni – il Disegno di Legge Zan che, a detta della Sinistra, aveva avuto il solo scopo di tutelare le persone LGBT da aggressioni verbali o fisiche.

Il problema è che in Italia esiste già una legge che tutela le vittime di violenza e discriminazione ed è la Legge Mancino che, dalla sua nascita ad oggi, ha portato migliaia di cittadini italiani a condanna definitiva.

Perché allora la Sinistra ha voluto incaponirsi a tutti i costi affinché entrasse in vigore una legge liberticida, discriminatoria dei Cristiani e lesiva della libertà educativa da parte dei genitori sui propri figli?

La risposta è chiara quanto lapidaria. L'obiettivo era mettere un bavaglio alle associazioni cattoliche, ai movimenti protestanti e a tutti quei genitori che non volevano che nelle classi dei propri figli entrassero gli LGBT, le drag queen e chissà chi altro, per fare indottrinamento omosessuale agli studenti delle scuole materne, elementari, medie e medie superiori.

Il Parlamento in questo periodo è disunito su tutto ma sul Ddl Zan si è trovata un'azione di buon senso trasversale. I Senatori della Repubblica hanno ritenuto necessario affossare un disegno di legge che non è utile al Paese ma è una vera e propria tagliola per chi non è allineato al pensiero politicamente corretto delle Lobby Gay.

Pochi minuti dopo la votazione a Palazzo Madama è uscita una nota di Jacopo Coghe, vicepresidente di Pro Vita & Famiglia, che sul suo canale Telegram ha scritto: “ Vittoria delle Famiglie Italiane che respingono l'assalto LGBT nelle scuole. La bocciatura del Ddl Zan in aula al Senato è una vittoria per la democrazia, la libertà di opinione e di coscienza e la libertà educativa delle famiglie italiane ”.

Il Senatore Lucio Malan, “ Fratelli d'Italia ” e noto esponente del mondo Cristiano Valdese, prendendo la parola nell'aula di Palazzo Madama, ha detto: “ questo testo è sbagliato. Non volendo modificare delle cose palesemente modificabili certo non si aiuta lo svolgimento di un dibattito sereno. Ricordo, tra l'altro, che in Commissione si stava facendo un lavoro molto interessante e le audizioni sono state di alto contenuto. Si è avuta la fretta di portare [il testo della legge] in aula. Il risultato di portarlo in aula è stato [quello]di prevenzione del lavoro in Commissione. Questo già in partenza – dal punto di vista procedurale – rende impossibile qualunque tipo di lavoro nel merito. In questo disegno di legge si sono volute mettere delle definizioni – sin dall'articolo 1 – totalmente ideologiche. Se si vuole fare un'operazione ideologica noi non ci stiamo e votiamo contro questo disegno di legge scritto male. No ad un provvedimento che limita la libertà di espressione di tutti. L'On. Zan ha detto: “ bisogna che la gente ci pensi due volte prima di parlare ”. La gente deve essere libera di esprimere le sue convinzioni ”.

Il Senatore Simone Pillon, “Lega”, ai microfoni dell’agenzia giornalistica “ANSA”, nella giornata di ieri, aveva detto: “Credo che si sia reso conto lo stesso Letta che il Ddl Zan non va bene così com’è e mi auguro che poi [quelli del PD] agiscano di conseguenza. Io continuo ad essere molto preoccupato perché vedo quello che succede nei Paesi stranieri dove sono in vigore leggi simili al Ddl Zan. Abbiamo un ex-Ministro della Finlandia che è sotto processo per aver citato un versetto della Bibbia. Abbiamo, in Gran Bretagna, un pastore protestante che ad aprile di quest’anno è stato arrestato perché stava leggendo la Genesi ad una fermata della metropolitana di Londra. Beh, la libertà di parola, la libertà di espressione, la libertà di dire anche che – per i Cristiani – la famiglia è [composta] da un maschio e una femmina con i bambini credo che sia da salvaguardare. La libertà di educazione dei nostri figli, senza pressioni gender, è un diritto costituzionalmente stabilito e non può essere cancellato da una legge ideologica”.

Sicuramente, come sappiamo tutti bene, le Lobby Gay torneranno alla carica e proporranno ben presto qualche altra legge per poter entrare nelle scuole, nelle biblioteche e nei luoghi della cultura per fare propaganda gender.

L’Italia, per mezzo dei suoi eletti, ha già detto il suo “no” una volta e lo rifarà ad oltranza. Cercare di indottrinare i bambini e i giovani per instillare nelle loro menti il tarlo della confusione sessuale non è corretto ma, soprattutto, è diabolico.

E’ vero che l’Italia – in quanto Stato – è un Paese laico ma è altrettanto vero che il Popolo Italiano è a maggioranza Cristiano e quindi soggetto alla Bibbia, al Magistero della Chiesa e a duemila anni di Tradizione che difendono la famiglia composta da uomo, donna e bambini.

Le coppie omosessuali, le coppie transessuali, e le altre realtà tanto care alle Lobby Gay possono vivere la loro vita come meglio credono ma non possono pretendere di creare unioni stravaganti ed equipararle all’unica vera famiglia che la nostra Costituzione, all’art. 29, norma così: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare”.

Sicuramente torneremo a parlare di questo tema tanto caro all’opinione pubblica ma, almeno per ora, ci rilassiamo e tiriamo un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo.

Sullo stesso tema potresti trovare interessante anche: " Lucio Malan e Jacopo Coghe: 'No all'indottrinamento LGBT nelle scuole' ".

Stampa solo il testo dell'articolo Stampa l'articolo con le immagini

Articolo pubblicato il 28/10/2021