Musica ed onori - Ricordo del maestro cav. Stefano Tempia

di Alessandro Mella

Negli anni in cui il Portogallo ebbe per regina consorte Maria Pia di Savoia, figlia del compianto Re Vittorio Emanuele II, l’attenzione di questo paese verso l’Italia crebbe notevolmente. Il matrimonio aveva, infatti, rinnovato i secolari legami tra l’Italia e quella magnifica terra affacciata sull’Oceano restituendo splendore alle glorie degli italiani in Lusitania.

Molti furono, quindi, gli artisti italici che vennero onorati da quella corona lontana ed in queste poche righe ne ricorderemo uno. Non un generale, non un diplomatico, non un ammiraglio bensì un musicista.

Stefano Tempia nacque a Racconigi (o Santo Stefano Belbo secondo altre fonti) il 5 dicembre 1832 quando sul trono del Regno di Sardegna si trovava Carlo Alberto succeduto a Carlo Felice scomparso l’anno prima. Fu grazie al padre, ufficiale dell’esercito e maestro di banda, che egli apprese i primi rudimenti dell’arte musicale avvicinandosi al violino ed al pianoforte mostrando un talento che poi perfezionò con le lezioni di Luigi Felice Rossi.

Era un ragazzo schivo, di temperamento introverso e riservato, ma di grandi capacità ed assai promettente. Tanto che prestò iniziò a percorrere una carriera prestigiosa e densa di soddisfazioni. In breve, divenne violinista assai stimato nelle più importanti orchestre torinesi ottenendo anche la direzione di teatri e strutture di primo piano.

Nel 1864 le istituzioni gli commissionarono una messa musicata per celebrare degnamente l’anniversario della morte del già citato Carlo Alberto. La meraviglia di cui fu capace impressionò il pubblico e le Autorità.

Al punto che tre anni dopo la Regina Maria Pia del Portogallo gli chiese di comporre una messa a quattro voci miste per la Reale Cappella di Lisbona. Nuovamente la sua arte venne apprezzata e stupì la prestigiosa committenza. Al punto che gli venne conferita un’importante onorificenza:

 

Attestato d'onore. Annunziamo con piacere come il nostro concittadino maestro Stefano Tempia sia stato insignito delle insegne dell'ordine di Cristo, in attestato di loro aggradimento per la composizione di una messa dai Reali di Portogallo commessagli. Tale onorificenza non potrà a meno che riuscire al chiaro maestro di stimolo a nuovi e maggiori lavori. (1)

Prestigiosa onorificenza, dunque, ancor oggi parte del patrimonio dinastico della Real Casa del Portogallo con gran maestro il Capo della Real Casa del Portogallo, Dom Pedro Duca di Braganza e di Loulè e come cancelliere Dom Nuno Cabral da Camara Pereira Marchese di Castel Rodrigo e Connestabile del Portogallo. È questo un ordine che molte volte ha ornato (ed orna) il petto di numerosi italiani. Tale concessione ha permesso di inserire ed aggiornare la genealogia del Tempia nell’ultima edizione dell’Annuario della Nobiltà Italiana diretto da Andrea Borella. (2)

Intanto, grazie al Vespro per la Grande Orchestra della Reale Cappella di Torino, egli si era meritato anche il titolo Maestro di Cappella onorario di Sua Maestà. A questo onore seguirono numerosissimi premi e riconoscimenti in tutta Italia da Milano a Firenze e non solo:

Onorificenze a Torinesi. Il R. Istituto musicale di Firenze con deliberazione accademica del 3 ottobre corrente aggiudicò al nostro concittadino maestro Tempia il premio dell'annuo concorso musicale. Dei due accessit l'uno fu conforto al sig. Luigi Antolisci, di Tolentino, e l'altro al sig. Epifanio Testa, pure, di Torino. Cosicché in questo concorso su tre premi due furono vinti da nostri Torinesi. (3)

 

Non mancò, poi, di dedicarsi all’insegnamento nelle scuole ottenendo la massima gratificazione da quello del canto corale. Ed ai giovani non fece mancare opere ed attenzioni:

 

Il Canzoniere delle scuole e delle famiglie è una raccolta di facili canzoni educative, poste in musica da quel valente che è il cavaliere maestro Stefano Tempia di Torino. È un prezioso album, uscito coi nitidissimi tipi della tipografia G. Candeletti in Torino; in esso sono racchiuse dodici canzoni, una più simpatica e graziosa dell’altra e musicato con moltissimo gusto: oltracciò sono anche facili, per cui è una melopea che presto si fissa nella memoria del fanciullo o della fanciulla, essendo per essi scritte. Sarebbe desiderabile che (anche pel tenue suo costo) sì preziosa raccolta si diffondesse, specialmente negli instituti di educazione, ove per vero dire, non si è sempre troppo felici nella scelta delle canzoncine che ai bimbi si fanno cantare. (4)

Nel 1875, con l’aiuto di Giuseppe Melano, Giuseppe Bertone, Benedetto Mazzarella e dal Conte Ippolito Verney della Valletta, fondò l’Accademia di Canto Corale la cui direzione artistica egli assunse e che oggi ne ha porta il nome per perpetuarne il ricordo.

Al tempo di questo importante avvenimento il nostro già mostrava i segni del suo prematuro ed inatteso male. Il cuore aveva preso a dare segni di affaticamento del tutto inconsueti per un quarantenne ma comprensibili alla luce della vita artistica e lavorativa assai intensa cui egli era avvezzo.

Nondimeno il maestro Tempia non pensò nemmeno per un attimo al riposo, al risparmiarsi, al ritagliarsi gli spazi ed i tempi utili a garantirsi quel ristoro che, forse, avrebbero contribuito a donargli una vita più lunga ed altre grandi gioie e ben meritate soddisfazioni.

In un giorno d’autunno del 1878 quel cuore stanco si spense per sempre:

 

Il maestro STEFANO TEMPIA. Riceviamo in questo punto una tristissima notizia. L'egregio maestro cav. Stefano Tempia, nostro Appendicista musicale, colpito da improvviso malore, cessò di vivere ieri mattina. La commozione che proviamo per così inaspettata perdita d'un Collega carissimo a tutti, per le sue rare doti di mente e di cuore, ci toglie per ora di aggiungere altre parole al già troppo doloroso annunzio. Diremo di lui più diffusamente in un prossimo numero.

Le esequie avranno luogo domattina alle ore 8 1/4 partendo dall'abitazione del defunto in via delle Rosine, n. 13. (5)

 

La stima e l’affezione che Stefano Tempia si era guadagnato in vita furono così smisurate che la principale pubblicazione dello stato volle condividere la notizia della sua prematura scomparsa con tutta la nazione:

 

Dal Risorgimento del 26 si annunzia la morte del maestro cav. Stefano Tempia, direttore dell’Accademia di canto corale di Torino, egregio critico musicale, professore di contrappunto e violinista di raro merito. Il maestro Tempia era nato a Santo Stefano Belbo. (6)

 

Di quest’uomo prodigioso, che seppe nobilitare se stesso con l’impegno artistico e culturale e con una vita irreprensibile, restano vive le opere e l’Accademia che ne porta il nome consegnandolo in dono ai posteri perché questi ultimi non lo dimentichino mai.

Alessandro Mella

 

NOTE

1) Gazzetta Piemontese, 296, Anno I, 3 dicembre 1867, p. 2.

2) Annuario della Nobiltà Italiana, Andrea Borella a cura di, Edizione XXXIII, Tomo II, Parte III, p. 2337.

3) Gazzetta Piemontese, 286, Anno IV, 14 ottobre 1870, p. 1.

4) Il Monferrato, 40, Anno III, 18 maggio 1873, p. 2.

5) Gazzetta Piemontese, 326, Anno XII, 26 novembre 1878, p. 5.

6) Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, 279, 27 novembre 1878, p. 4707.

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Articolo pubblicato il 29/11/2021