E se il vero vincitore del G20 fosse Macron?

E’ calato il sipario sul G20 di Roma “targato” Draghi

Ricordiamo che tra le motivazioni che avevano spinto al cambio di governo ad inizio anno c’era proprio la presidenza italiana del G20 e, si diceva, avere Draghi come capo del Governo avrebbe portato notevoli vantaggi in termini di credibilità internazionale e “peso” politico; c’è da ammettere, senza preconcetti, che per essere un tecnico estraneo alle beghe partitiche il Presidente del Consiglio ha sicuramente dimostrato di avere spessore politico da vendere, dal momento che tutti, non solo in Italia , lo hanno dipinto come il vero protagonista di questo G20.

Non dobbiamo cadere però nell’errore di ritenere perfetto il G20 solo perché la presidenza di turno era di Super Mario.

Si, perché al netto delle foto di rito, delle passeggiate dei venti tra le bellezze della città eterna e delle conclusioni, che comunque restano parole, importanti e messe nero su bianco dai grandi venti o dai loro delegato, al momento restano pur sempre parole.

Mentre molti osservavano, giustamente, l’assenza dei presidenti di Russia e Cina, sostituiti da alti funzionari, sul silenzio e sulla posizione quasi di secondo piano del presidente francese nel G20 romano al massimo si è ironizzato, roba da grandeur messa in secondo piano o giù di lì…. Magari ci sarà del vero ma forse il vero vincitore di questo G20 è proprio l’aspirante Napoleone Macron.

Infatti per molti versi l’incontro internazionale romano sul piano geopolitico ha sancito una sorta di conferma dello status quo; Russia incomprensibilmente trattata come soggetto nemico e quindi tanto vale per Putin starsene a casa, gli affari tanto li fa con la Germania in barba alle sanzioni UE; Germania che mantiene ben saldo il suo rapporto con il nord est italiano , suo indotto industriale; USA a cui interessano solo le basi militari in Italia, per il resto pacche sulle spalle e brindisi nei palazzi romani; Cina quasi disinteressata, ormai la presenza in Italia e gli scambi commerciali sono consolidati e destinati ad aumentare, i cinesi sanno essere pazienti e non impulsivi, passeranno all’incasso al momento giusto.

In tutto questa conferme di status quo zitto zitto Macron ha ottenuto un riconoscimento internazionale dai G20 del Trattato del Quirinale, iniziato con Gentiloni nel 2018, messo in stand by dal breve governo Lega 5 Stelle e portato a compimento dal secondo governo Conte marcato Sinistra – 5 Stelle.

Questo trattato, nel quadro di una giusta stabilizzazione dei rapporti franco italiani, stabilisce una sorta di precedenza francese su dossier importanti, energia, finanza e industria militare su tutti.

Basti pensare che negli ultimi anni le acquisizioni francesi in Italia sono state numerose, da grandi banche e gruppi finanziari, all’agroalimentare all’energia; alcuni parlano di vera e propria occupazione con mezzi diversi dai carri armati.

Oltre dieci anni fa, mentre dopo anni di trattative diplomatiche si era raggiunta un’intesa con la Libia ostile nei nostri confronti per motivi storici ben noti; queste intese, va detto, grazie all’impegno personale di Berlusconi, avevano garantito forniture energetiche di cui abbiamo bisogno come l’aria; ai francesi non andava bene e, insieme agli USA del Nobel per la Pace Obama, scatenarono una guerra i cui effetti di caos e distruzione non sono a ancora terminati. E gas e petrolio hanno preso la direzione di Parigi.

Mentre le autorità italiane hanno messo in discussione le relazioni con l’Egitto per il caso Regeni i francesi sono corsi a sostituirci come partner affidabile, malgrado il caso di Eric Lang, un Regeni francese a cui i transalpini non hanno dato tanta importanza.

Non dimentichiamo la nazionalizzazione fatta in fretta e furia dei cantieri navali Stx che la nostra Fincantieri stava per acquisire.

Gli esempi possono riempire intere pagine; ciò che conta è che ben nascosto dai brindidi e dai lanci delle monetine a Fontana di Trevi il presidente Macron ha ottenuto l’ok internazionale al Trattato del Quirinale che garantisce la precedenza francese su questi settori fondamentali, in particolare l’energia.

E alla luce dell’impennata dei costi energetici di questi mesi non c’è molto da stare tranquilli se per rifornirci di gas o petrolio dall’atra sponda del Mediterraneo dovremo chiedere il nulla osta a Parigi.

C’è davvero poco da stare tranquilli in particolare nel nostro Nord Ovest; sicuramente non se ne è parlato tra i grandi della terra ma alla TV nazionale francese Eric  Zemmour afferma serenamente e non smentito che il Nord Ovest della penisola dovrebbe appartenere da secoli alla Francia.

Oltre ai fasti e ad un giusto orgoglio per la buona riuscita del G20 romano sarebbe opportuno riflettere anche su questo.

Luigi Cabrino

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Articolo pubblicato il 02/11/2021