La Brigata Paracadutisti "Folgore" e la solidarietà internazionale

Riflessione sul ruolo dei militari nella Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate.

Anche quest’anno siamo giunti al 4 novembre, giorno in cui l’Italia celebra la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, nata nel 1919 per celebrare la vittoria italiana nella Prima Guerra Mondiale.

Presenziare alle cerimonie nelle piazze d’Italia è sicuramente un bel modo per dimostrare vicinanza e riconoscenza ai nostri militari ma la cosa che – a mio avviso – è più importante è ringraziare sempre chi serve la Nazione senza per forza aspettare il 4 novembre.

Qualche settimana fa, al di la dell’Adriatico, il contingente italiano impiegato nella Missione “Joint Enterprise” ha portato a compimento due progetti di Cooperazione Civile-Militare a favore del Popolo Kosovaro.

Questa pratica di solidarietà e cooperazione non è una novità ma è una prassi ormai consolidata che affonda le proprie radici nel progetto CI.MI.C., Civil Military Co-operation, attivo nella Missione KFOR con il fine di coordinare le forze militari con le organizzazioni civili che operano “gomito a gomito” nel Regional Command West del Kosovo ove le forze armate italiane operano.

Le azioni di solidarietà sono state realizzate dal Colonnello paracadutista Andrea Bertazzo, comandante del Comando Multinazionale della Missione KFOR, coadiuvato dai suoi Paracadutisti inquadrati nel 185 Reggimento Artiglieria Paracadutisti e nel Reggimento Logistico Folgore.

Il primo progetto di cooperazione realizzato è consistito nella consegna di una cucina professionale altamente performante ad una Scuola Professionale Agro-Alimentare del Comune di Prizren, in modo da permettere ai docenti dell’istituto di formare al meglio i loro allievi e prepararli in modo efficace al mondo del lavoro.

La consegna del nuovo laboratorio di cucina si è svolta alla presenza del Colonnello Bertazzo che, a nome di tutto l’Esercito Italiano, è stato ringraziato dalla dottoressa Myvedete Gavazaj, Dirigente Scolastico della scuola ricevente, e dalla dottoressa Xhemile Thaci Vezgishi, Assessore all’Istruzione del Comune di Prizren.

Il secondo progetto di cooperazione portato a compimento, invece, ha visto il contingente italiano impegnato nella conclusione dei lavori di ristrutturazione del tetto e dei canali di scolo dell’acqua della sala polivalente giovanile del villaggio di Velika Hoca. Inoltre, sulla stessa struttura, è stato posato e messo in funzione un impianto fotovoltaico in modo da rendere la sala polivalente efficiente ed autonoma energicamente.

All’inaugurazione della sala restaurata il signor Miroslav Lukic, capo del villaggio di Velika Hoca, ha ringraziato il contingente - facente parte la KFOR - per aver efficientato la sala polivalente che, d’ora innanzi, sarà punto di riferimento e ritrovo per tutti i giovani del villaggio.

In televisione, sui giornali e nei social network si leggono spesso opinioni contrarie alle missioni internazionali e si descrivono i militari impegnati nelle missioni ONU e NATO come “mercenari”, “guerrafondai”, “profanatori di terre”, … ma è proprio così?

Nel caso specifico del Kosovo, ad esempio, abbiamo visto che la Cooperazione fra Civili e Militari non è sporadica ma è una realtà che prosegue e va avanti sin dal 1999 quando il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, con risoluzione 1244, diede input alle Forze Armate di “garantire un ambiente sicuro e protetto per tutte le comunità che vivono in Kosovo”.

In questo 4 novembre proviamo dunque a prendere atto di quanto fanno per noi le Forze Armate e, se ci capita l’occasione di vedere un militare, un aviere, un marinaio o un carabiniere diciamogli un semplice “grazie”. Lui ne sarà sicuramente felice e noi potremo dimostrare che non tutti gli italiani sono contro i tutori dell’ordine e della sicurezza.

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Articolo pubblicato il 04/11/2021