L'odio della comunità gay contro l'autrice di Harry Potter

Volevano il Ddl Zan per essere tutelati ma poi minacciano di morte una scrittrice per le sue idee.

Qualche giorno fa vi scrissi che potevamo tirare un respiro di sollievo per il fatto che il Senato aveva affossato l’orrido Ddl Zan ma vi lasciai anche intendere che il momento di quiete sarebbe durato poco, molto poco.

Proprio in queste ore, infatti, diversi lettori di “Civico 20” mi hanno contattato per segnalarmi il putiferio che si sta scatenando nel mondo anglosassone e, di rimando, anche in terra nostrana sul film “Harry Potter e la Pietra Filosofale” tratto dal celebre romanzo di J.K. Rowling.

La maggior parte di noi questo film lo ha visto e rivisto negli anni dal momento che il maghetto più famoso di Hogwarts compie 20 anni dalla sua prima comparsa nelle librerie. Chi vi scrive lesse il primo capitolo della saga proprio nelle vacanze di Natale del 2001 e da allora non si perde un evento che riguardi le opere della Rowling.

Ebbene, il problema sollevato sulla riedizione del primo film della saga di Harry Potter sarebbe legato alle polemiche che la comunità LGBT solleva da anni sulla scrittrice. A loro dire, infatti, la Rowling sarebbe “transfobica” visto che ha avuto il coraggio di prendere le parti di Maya Forstater, licenziata in quanto non in accordo con le proposte di legge sull’identità di genere.

La Rowling sarebbe (il condizionale è d’obbligo) colpevole di aver dichiarato che non si può licenziare una persona “solo per aver detto che il sesso biologico è reale”. La comunità LGBT – la stessa comunità che dice di essere picchiata, insultata e discriminata – ha fatto pervenire alla Rowling insulti e minacce di morte tali da costringere la scrittrice a doversi difendere in diverse occasioni.

Alla fine del 2019, su Twitter, un attivista della comunità LGBT scrisse alla “mamma” di Harry Potter: “Ti auguro una pipe bomb nella cassetta delle lettere”. Questa è la libertà di pensiero che gli LGBT garantiscono a chi non la pensa come loro!

In questi giorni l’argomento è tornato in auge visto che dal 9 al 12 dicembre prossimi, nelle maggiori sale cinematografiche italiane, verrà nuovamente proiettato il film “Harry Potter e la Pietra Filosofale” a mo’ di celebrazione del ventesimo anniversario dall’inizio della strabiliante saga.

Le associazioni e i movimenti LGBT si sono subito dati un gran da fare per chiedere agli appassionati del romanzo di non prendere parte alla proiezione del film facendo così crollare gli incassi e danneggiando la Rowling. Ad oggi, infatti, secondo molte riviste economiche britanniche, J.K. Rowling sarebbe la seconda persona più ricca d’Inghilterra dopo la Regina Elisabetta.

Tra gli “haters” – odiatori seriali del web – girano messaggi tipo: “non voglio più supportare in alcun modo un’autrice che utilizza i suoi guadagni e il suo potere mediatico per sostenere cause transfobiche”, “andando al cinema farete guadagnare altri soldi a quella transfobica!”.

I toni della comunità LGBT sono esasperanti e incitanti all’odio verso una donna che ha solamente e democraticamente espresso la sua opinione. Non si può più pensare una cosa che sia invisa agli LGBT che si viene tacciati di omofobia, transfobia, lesbofobia, …

Ad oggi in Italia non esiste una legge che condanni per omofobia, lesbofobia o transfobia pertanto quando la comunità LGBT accusa pubblicamente qualcuno di essere omofobo può essere querelata per diffamazione e, se lo fa sui social, la querela può essere sporta per diffamazione aggravata a mezzo social.

L’aggressività con cui la comunità LGBT si rivolge a chi non la pensa come lei è indecente ed inaccettabile.

Nei giorni scorsi, all’indomani dell’affossamento del Ddl Zan, gli attivisti LGBT hanno urlato allo scandalo per gli applausi dell’aula del Senato e hanno accusato i senatori di essere omofobi e pro-violenza sulle persone LGBT. Accuse gravi e senza senso.

Non essere concordi con le ideologie della Lobby Gay non significa essere omofobi ma bensì persone che – in scienza e coscienza – non si sentono di avvallare comportamenti e pratiche che molte religioni definiscono “immorali” e “disordinate” rispetto all’ordine naturale delle cose.

Sicuramente torneremo ad occuparci della questione. Per il momento posso solo invitarvi ad andare al cinema per vedere lo splendido film della Rowling con buona pace della comunità LGBT che ha soltanto il “dente avvelenato” per aver visto rigettare una legge discriminatoria ed ideologica.

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Articolo pubblicato il 07/11/2021