Il Governo Draghi abbandona gli operai

Due grosse crisi aziendali metteranno "per strada" centinaia di operai. Il Governo che fa?

I telegiornali delle più grandi emittenti nazionali non fanno altro che incensare Mario Draghi e di presentarlo come l’uomo che la provvidenza ha mandato al momento giusto per salvarci dal declino economico inevitabile. Sarà proprio così?

A ben guardare il tessuto socio-economico-produttivo del nostro Paese direi proprio di no. E i casi stanno diventando molteplici.

Nei primi giorni di novembre la multinazionale Whirlpool ha inviato le prime lettere di licenziamento ai dipendenti dello stabilimento di Via Argine a Napoli. Questo atto formale fa seguito ad una lunga “tarantella” iniziata il 15 luglio scorso quando i vertici dell’azienda avevano annunciato l’intenzione di dar vita ad una procedura di licenziamento collettivo in vista di una futura delocalizzazione aziendale.

I sindacati, e tutte le parti sociali coinvolte nella questione, lamentano una scarsa attività di confronto e dialogo per trovare un punto d’incontro che permetta di salvare i posti di lavoro delle tante maestranze che operano all’interno dello stabilimento di Napoli.

Barbara Tibaldi e Rosario Rappa, rispettivamente Segretario Nazionale e Segretario Generale di Napoli delle FIOM-CGIL, in una nota congiunta fanno sapere che: “La tracotanza di Whirlpool non ha limiti. La multinazionale, contravvenendo agli impegni presi, ha inviato le prime lettere di licenziamento alle lavoratrici e ai lavoratori dello stabilimento partenopeo di via Argine.

Questo ennesimo atto di arroganza arriva proprio mentre aspettiamo la sentenza del Tribunale di Napoli che dovrà decidere sul ricorso presentato da FIM-CISL, FIOM-CGIL e UILM-UIL sulla condotta antisindacale della multinazionale americana. A dimostrazione del fatto che Whirlpool, oltre a fare carta straccia degli accordi sindacali siglati con il Governo, non rispetta neanche la magistratura italiana.

A giorni il Governo dovrà convocarci con i ministri al Lavoro e dello Sviluppo economico che dovranno assumersi la responsabilità di costruire un percorso per dare continuità occupazionale alle lavoratrici e ai lavoratori di Napoli. Un percorso che scongiuri i licenziamenti, che per noi sono inaccettabili”.

Bisogna prendere atto del fatto che la questione Whirlpool è “in ballo” da oltre un anno e che lavoratori e sindacati hanno più volte interessato gli organi politici, le istituzioni di governo e i membri della stampa.

La trasmissione “L’Aria che Tira” – in onda tutte le mattine su La7 – si è più volte occupata di questa questione. La conduttrice Myrta Merlino ha più volte incalzato i parlamentari presenti in studio ad occuparsi della questione. Tutti sapevano ma nessuno ha fatto nulla.

Ma non finisce qui.

Il 9 novembre scorso, pochi giorni dopo il caso Whirlpool, le lavoratrici ed i lavoratori della “Saga Coffee” di Gaggio Montano (Bologna) si sono schierati di fronte ai cancelli dell’azienda, sull’appennino bolognese, per protestare contro la volontà della Società che intende delocalizzare in Romania mettendo a rischio 222 posti di lavoro.

Lasciare a casa un così alto numero di lavoratori in un comune montano significa mettere in ginocchio l’economia e lo sviluppo di un'intera vallata!

L’azienda produce macchine da caffè professionali che servono bar e ristoranti. Fino a qualche anno fa era conosciuta come “Saeco Vending” poi, circa cinque anni fa, è stata venduta da Philips ed acquisita dall’azienda italiana “Evoca Group”.

Anche qui il Ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, “Lega”, conosce benissimo la questione da tempo e, tra le altre cose, conosce anche la realtà aziendale visto che la sede principale di “Evoca Group” è a Valbrembo nella bergamasca.

Come mai il “buon” Giorgetti non ha fatto nulla per impedire una simile tragedia ma ha trovato il tempo per battibeccare con Matteo Salvini per la guida del “Carroccio”?

La questione della “Saga Coffee” di Gaggio Montano è stata subito presa in carico da Stefano Bonaccini, Governatore della Regione Emilia-Romagna per il “Partito Democratico”, ma sappiamo tutti molto bene che – quando si parla di delocalizzazioni all’estero le regioni possono ben poco – è il Governo che si deve attivare in tempi celeri.

Questa azienda è un fiore all’occhiello per quel che concerne l’occupazione femminile nel nostro Paese dal momento che dei 222 dipendenti l’80% sono donne. Togliere il lavoro a così tante madri di famiglia – molte delle quali separate con figli a carico – significa condannare non solo delle famiglie ma un’intera comunità. Il ministro Giorgetti deve smettere di fare il “lacchè” di Mario Draghi e deve iniziare a fare ciò per cui gli italiani lo pagano: occuparsi dello sviluppo economico del Paese.

Ad oggi la posizione della “Evoca Group” è questa: “dopo un’approfondita analisi del mercato, che ha evidenziato la necessità di razionalizzare l’assetto del gruppo, a causa della sovraccapacità produttiva e l’impossibilità dello stabilimento di Gaggio Montano di raggiungere i necessari livelli di competitività” si chiude lo stabilimento.

Le associazioni sindacali, inferocite per il modus operandi dell’azienda, fanno sapere per mezzo di Marino Mazzini, Segretario Confederale CISL, che chiedono “l’attivazione immediata di Città metropolitana di Bologna e Regione per individuare soluzioni tese alla salvaguardia del sito. Un gruppo così importante, gestito da manager italiani, non può decidere del destino di tante famiglie, senza il coinvolgimento delle parti sociali”.

Inoltre – secondo Primo Sacchetti, Funzionario FIOM-CGIL – “mentre a Gaggio pensano di licenziare, a Bergamo cercano addirittura personale”.

La questione è spinosa e il prezzo da pagare è molto alto. Mettere “per strada” 222 dipendenti di un sito che è produttivo e con i bilanci in attivo per speculare sulla manodopera in paesi come la Romania è una vergogna che grida vendetta agli occhi di Dio.

Il Governo Italiano, anziché perdere tempo in scaramucce da asilo infantile, si preoccupi di dare risposte sia ai dipendenti della Whirlpool di Napoli che a quelli della “Saga Coffee” di Gaggio Montano perché la nostra Costituzione – a Draghi tanto invisa – recita che: “l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”.

Torneremo senz’altro ad occuparci del tema nella speranza che in Parlamento si perda meno tempo con Ddl Zan, Ius Soli e Reddito di Cittadinanza e si inizi a lavorare per tutelare l’occupazione e crearne di nuova. Non siamo il “Sussidistan” ma un Paese invidiato in mezzo mondo per l’alta professionalità dei lavoratori italiani.

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Articolo pubblicato il 10/11/2021