12 novembre: Giornata del ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni internazionali di pace

"Civico 20" onora i Caduti ed omaggia con il ricordo le Famiglie di quanti hanno dato la vita per il Tricolore.

Da tredici anni a questa parte l’Italia ha istituito la Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace che si celebra il 12 novembre all’Altare della Patria dove riposano le sacre spoglie del Milite Ignoto.

Chi vi scrive conosce bene il tema visto che da molti anni si occupa della memoria storica del Caporal Maggiore Capo Scelto Giorgio Langella, Alpino, Caduto in Afghanistan nel 2006.

In questa giornata il Ministro della Difesa, accompagnato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, e dai Comandanti delle quattro Forze Armate (Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri), sale lo scalone che collega Piazza Venezia al sacro repositorio del Milite Ignoto per rendere gli Onori ai Caduti e deporre la corona ai piedi del soldato senza nome che li rappresenta tutti.

Dopo questo primo momento di commemorazione civile ed istituzionale, il drappello militare e politico sale qualche altro gradino per entrare nella Basilica di “Santa Maria in Ara Coeli” dove l’Ordinario Militare celebra l’Eucarestia assieme ai tanti Cappellani Militari convenuti dalle diverse realtà militari d’Italia.

Alla Santa Messa prendono parte le famiglie di tutti i Caduti delle missioni internazionali per la pace con il loro dolore e la loro sofferenza. Molte di queste famiglie le ho conosciute e posso dire che – nonostante siano passati molti anni dalla perdita del loro caro – hanno ancora molto dolore nel cuore e le lacrime scendono copiose dinanzi ai militari schierati per gli onori.

Ogni familiare presente vede in questi soldati schierati il figlio, il fratello, il marito… la memoria del caro eroe Caduto nell’adempimento del dovere non sfuma. Il ricordo di chi ha effuso il sangue per il bene della Patria resta vivo nel cuore di chi è rimasto.

Al termine della celebrazione eucaristica le autorità tengono i loro discorsi di rito ricordando agli astanti per quale motivo è importante ricordare, non dimenticare ma, soprattutto, far conoscere la storia dei nostri Caduti e dei reparti nei quali essi operavano quali operatori di sicurezza e legalità.

Lorenzo Guerini, Ministro della Difesa, qualche tempo fa disse che “dal 1950, anno della prima missione militare internazionale in Eritrea, l’Italia ha avuto 186 Caduti impegnati nei diversi teatri in cui siamo stati chiamati ad operare. Fare memoria del loro sacrificio è un atto che non appartiene solo alle Forze Armate né alle sole istituzioni è un patrimonio condiviso dell’intera comunità internazionale. Per i familiari significa ricordare, figli, fratelli, mariti, padri. Non ho la presunzione di entrare in questi sentimenti, ma come uomo delle istituzioni mi preme e mi compete ricordare le loro storie di uomini in uniforme, il loro impegno, le loro virtù”.

Ad oggi le nostre Forze Armate hanno più di 5.000 uomini e donne impiegati in Contingenti Internazionali atti a garantire la sicurezza, la pace e lo svolgimento di una vita serena e democratica anche nelle nazioni più calde dal punto di vista del terrorismo e della legalità.

Onorare i Caduti non è solo un dovere, quindi, ma è soprattutto un atto di patriottismo che ci riunisce sotto l’unica bandiera, il Tricolore, per la quale “siam pronti alla morte” in quanto “l’Italia chiamò”.

Viva l’Italia, viva le Forze Armate, onori ai Caduti!

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Articolo pubblicato il 12/11/2021