Torino. I Ventilatori polmonari sui generis di Arcuri.

La replica puntuale della Regione Piemonte alle affermazioni dell’ex commissario

Ennesimo scandalo e sconcerto nell’opinione pubblica, con le inevitabili ricadute sullo spreco di denaro pubblico, conseguenti alla discussa presenza ed attività del Commissario Domenico Arcuri. Oltre ai banchi a rotelle inutilizzati, le mascherine fasulle si aggiungono i ben più onerosi  respiratori polmonari andati in dotazione alle Regioni.

Sarà l’ennesimo caso, l’ultimo di una serie ormai cospicua?

 

Quali sono le conclusioni? Dopo un investimento sostanzioso, i respiratori polmonari acquistati dall'ex commissario straordinario per l'emergenza Covid, Domenico Arcuri, e costati 10 mila euro ciascuno sono rimasti inutilizzati.


I nuovi macchinari, circa duemila, comprati per far fronte alla fase più delicata dell'emergenza sanitaria, infatti, secondo gli anestesisti sarebbero "poco performanti per i pazienti Covid" e quindi non sono mai stati adoperati per i malati con grave insufficienza respiratoria.


Emilio Paolo Manno, Direttore del dipartimento di malattie infettive del Piemonte, ha spiegato a "Fuori dal Coro" che: "L'impiego clinico ha mostrato subito delle lacune per i malati in terapia intensiva con polmonite causata da Covid", per questo motivo i ventilatori sono rimasti fermi nei magazzini da oltre un anno e mezzo”.

E’ giunta, seppur tardivamente la replica d parte dello staff dell’ex commissario Arcuri.

 

“I ventilatori italiani sono stati selezionati e inizialmente acquistati prima dalla Protezione Civile e poi dalla struttura del Commissario Straordinario, appurato che sono dotati di certificazione CE, iscritti nella banca dati dei dispositivi medici gestita dal Ministero della Salute e la loro qualità è stata certificata anche dal Comitato Tecnico Scientifico che ne ha approvato l’acquisto nella seduta del 7 marzo 2020», che prosegue: “Tutte le regioni italiane hanno utilizzato e continuano ad utilizzare identici ventilatori distribuiti dalla struttura commissariale. Nessuna regione ha lamentato problemi che potessero comportare “gravi ripercussioni cliniche sui pazienti” o ha ritenuto che fosse “improponibile l’utilizzo degli stessi per i pazienti con insufficienza respiratoria”.

 

Ma la Regione Piemonte non arretra e precisa di aver  segnalato alla struttura dell’ex commissario Arcuri le gravi criticità sull’idoneità dei ventilatori inviati poche settimane prima al nostro territorio con una lettera ufficiale del 10 dicembre 2020 (Prot. 4330/UC SAE).

 

Nella nota, la Regione chiedeva espressamente ad Arcuri un approfondimento tecnico sull’idoneità dei ventilatori in questione, chiedendo anche, qualora non fosse stata certificata, di sostituire le suddette apparecchiature con altre idonee all’impiego nelle terapie intensive.

 

Non si capisce, quindi, a che ritardo di comunicazione faccia riferimento l’ex commissario dal momento che l’unico ritardo certo è quello di risposta alla  richiesta  della regione Piemonte, di un approfondimento tecnico su questi ventilatori, che da parte di Arcuri e della sua struttura non è mai arrivata.

 

Quanto al fatto che, secondo l’ex commissario Arcuri, il Piemonte sarebbe stato l’unico a lamentare le criticità di queste apparecchiature usate invece in tutte le altre regioni, precisa la Regione” facciamo presente che in una recente riunione convocata dalla Struttura commissariale del generale Figliuolo lo scorso 4 ottobre 2021 (messa a verbale) varie altre Regioni hanno evidenziato un mancato utilizzo di questi ventilatori, considerati inadatti alle terapie intensive”. Ciò che ha evidenziato il Piemonte, quindi, è tutt’altro che un caso isolato.

 

Si fa presente anche che la Regione Piemonte ha investito 17 milioni di euro di proprie risorse per acquistare ventilatori di qualità e le apparecchiature necessarie a potenziare i posti di terapia intensiva del territorio e fornire ai propri cittadini, come sempre, la migliore assistenza sanitaria possibile.

 

Prima o poi almeno un giudice dovrà almeno chiedere conto ad Arcuri di non poche sospette coincidenze e di tanta disinvoltura tipica della sua gestione?

 
 

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Articolo pubblicato il 13/11/2021