Mario Draghi "specchietto per le allodole" per ingannare l'UE

Il balletto dei nomi per il prossimo Presidente della Repubblica è iniziato. Sarà Draghi il prossimo inquilino del Colle? Chi si occuperà del P.N.R.R.? Molte domande e tante perplessità.

Da mesi non si fa altro che parlare del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, universalmente conosciuto come P.N.R.R., che è uno dei motivi per cui ci ritroviamo Mario Draghi a Palazzo Chigi.

Secondo i media allineati con il Governo, infatti, senza Draghi l’Europa non ci avrebbe mai dato questi fondi perché – sempre a loro dire – in Italia non avremmo un uomo di alto profilo istituzionale che possa soddisfare le simpatie dell’Unione.

Il contesto in cui il P.N.R.R. ha trovato motivo di applicazione è quello della crisi pandemica da Covid-19. Il Consiglio Europeo - spinto e stimolato dai diversi Paesi membri dell’UE – il 21 luglio 2020 ha approvato un documento che affonda le sue radici nel Progetto “Next generation Eu” volto a redistribuire il debito comune elargendo fondi alle singole nazioni.

Il 30 aprile 2021 il Governo Italiano ha inviato il suo P.N.R.R. di 269 pagine al Consiglio Europeo. Il Consiglio Europeo, dopo aver chiesto di apportare alcune opportune correzioni, ha approvato il testo e ha garantito a Palazzo Chigi che i fondi arriveranno un poco alla volta sino a raggiungere la piena attuazione prevista per il 2026.

A inizio 2022, grazie al cielo, finirà il settennato di Sergio Mattarella al Quirinale e il Parlamento dovrà scegliere il nuovo Presidente della Repubblica.

Secondo fonti giornalistiche a Bruxelles sarebbero preoccupati per questo passaggio. Con l’elezione del Capo dello Stato, infatti, potranno essere sciolte le Camere e Mario Draghi potrebbe essere defenestrato da Palazzo Chigi. In parole povere, parafrasando uno spot televisivo, “No Draghi, no party”. Sarà proprio così?

Nell’emiciclo parlamentare molti deputati sono dell’idea di mandare Draghi al Colle in modo da avere sempre uno “specchietto per le allodole” da mostrare all’Unione Europea. Questa ipotesi fa rabbrividire.

In Italia abbiamo una sovranità ed un’indipendenza che non possono essere calpestate in questo modo da un organismo sovranazionale che, peraltro, gli italiani si sono visti imporre.

Oltretutto dobbiamo tener presente che entro il 2023 verranno ridefinite le norme sui conti pubblici all’interno dell’UE anche se il Documento di Economia e Finanza (D.E.F.), approvato da Draghi pochi mesi fa, dice che il nostro Paese non farà scendere il deficit sotto la soglia del 3% fino al 2025.

Quando parliamo di P.N.R.R. parliamo di circa 200 miliardi di euro che arriveranno in Italia nei prossimi cinque anni con una modalità di rate condizionate. Mi spiego meglio. Se spendiamo la prima rata come piace all’Europa ci arriverà la seconda altrimenti lo stanziamento fondi verrà interrotto immediatamente.

Per cui, per dirla semplice, se vogliamo avere tutti i 200 miliardi dobbiamo spendere ogni singolo euro come più piace all’UE. Ecco perché ci serve Draghi: abbiamo bisogno di un “servo” dei potentati europei.

Il Governo Italiano, dal canto suo, stanzierà 30 miliardi che suddividerà in sei progetti di interesse pubblico e collettivo: Digitalizzazione e Innovazione, Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica, Infrastrutture e Mobilità sostenibile, Istruzione, Ricerca e Inclusione Sociale, Salute.

Una cosa che fa riflettere è che dei sei progetti quello della salute è quello con la voce di spesa più bassa. Abbiamo gli ospedali con enormi carenze strutturali, le A.S.L. senza sedi e, non di rado, senza servizi di medicina specialistica… ma il Governo predilige l’inclusione sociale alla sanità. Mah!

Sicuramente a breve questa situazione si troverà ad un punto di svolta perché con l’elezione del Capo dello Stato molte cose cambieranno.

Secondo me sarà difficile che i Parlamentari sfiducino il Governo Draghi prima di settembre 2022 perché rischierebbero di perdere tanti bei quattrini. Altrettanto difficile è che Draghi rinunci facilmente alla poltrona del Quirinale che gli garantirebbe un settennato di glorie, sfarzi e potere.

Gli italiani sono nelle mani di un Parlamento incoerente che ha più amore per la poltrona che per la Nazione che dovrebbe rappresentare e servire. All’opposizione vi è solo “Fratelli d’Italia” ma non ha né i numeri né la forza per imporsi nell’elezione del nuovo Presidente della Repubblica.

La “Lega” al momento non ha espresso un nome per il Colle ma credo sarà spaccata al momento del voto vista la sudditanza che Giancarlo Giorgetti, Ministro per lo Sviluppo Economico, ha nei confronti di Mario Draghi.

Forza Italia” pare voglia portare al Quirinale il suo leader Silvio Berlusconi che però non piace né al “Partito Democratico” né al “Movimento 5 Stelle”.

Insomma, il ballo delle poltrone è ancora in alto mare ma gli italiani sono preoccupati perché le imposte aumentano, le risorse scarseggiano e arrivare alla fine del mese è sempre più difficile. Il metodo Draghi è piaciuto alle banche e agli industriali ma ad operai, giovani e pensionati ha creato solo disagi.

Sicuramente continueremo a seguire questa vicenda perché dal P.N.R.R. e dall’elezione del successore di Mattarella dipendono il nostro futuro e la nostra serenità economica.

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Articolo pubblicato il 22/11/2021