Perché il futuro della Terra prosegue verso un inarrestabile declino?
dalle taglienti illustrazioni del polacco Pawel Kucynski

Seconda puntata di una analisi logica e aritmetica sullo sviluppo insostenibile. Le emissioni di gas serra

Non ereditiamo la terra dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli (proverbio tribù Lakota).

Chiunque abbia a cuore il futuro della Terra non può ignorare che la Cop26 di Glasgow 2021, sull’emergenza climatica, si è chiusa con una fiera delle buone intenzioni dei 197 Stati negoziatori, indebolita dal blitz finale sul carbone da parte dell'India, benedetto dalla Cina, la cui furiosa crescita è basata proprio sul carbon fossile. Alcuni paradossi in una catena di limiti su cui si vuol fare luce per gradi, iniziando proprio delle emissioni dei gas responsabili dell'effetto serra.

In realtà, i piani per limitare l’aumento delle temperature globali a 1,5° ed azzerare le emissioni nette di CO2 entro il 2050, sono matematiche frottole. La  fuoriuscita dal carbone è una chimera, poiché anche petrolio e gas naturale sono destinati a bruciare ancora a lungo nelle centrali termoelettriche, ed è questo il punto: ogni tipo di combustione dà origine all’anidride carbonica e ognuno di noi ne produce parecchia.

La combustione è una reazione chimica che comporta l'ossidazione di un combustibile, dall'interazione con un comburente, che in genere è ossigeno. I processi di combustione danno origine a gas tossici quali: anidride carbonica, monossido di carbonio, idrogeno solforato, anidride solforosa e altri vapori acidi decisamente sconsigliati alla salute.

L'anidride carbonica quindi, è un gas che, indipendentemente da cosa si bruci, si forma in tutti i processi di combustione, dall'unione del carbonio contenuto nei combustibili con 2 atomi di ossigeno presenti nell'aria (la formula chimica è CO2). 

Quanto CO2 produce in media una combustione

Le emissioni di CO2 di un'auto a benzina sono di 2,34 Kg per litro consumato. Se per spostarci, ad esempio, consumiamo due litri di benzina, avremmo immesso nell'aria quasi 5 chili di anidride carbonica. Minori invece le emissioni CO2 di un'auto a Gpl, con 1,61 Kg per litro. ... Tenere una lampadina accesa per 4 ore produce 0,2 kg di CO2. Le emissioni da traffico aereo calcolate per passeggero-km, sono elevatissime, fino a 10 volte superiori a quella di un'auto o di un autobus e 50 rispetto a un treno.

Quanta anidride carbonica produce un essere umano?

Ogni organismo vive grazie a un’energia ricavata da una combustione cellulare che suddivide il cibo in composti chimici destinati a svolgere ogni tipo di lavoro. L’ossigeno inspirato fa parte del processo e alla fine del suo ruolo di ossidazione, quando  si espira, si restituisce CO2. Ogni essere umano, emette in media ogni anno 5.533 chili di anidride carbonica. Un adulto medio a riposo inala ed esala circa 7,5 litri di aria al minuto, 450 ogni ora.                       

L’aria è composta da circa il 78% di azoto, il 21% di ossigeno,l’1% di argon e per eventuali parti rimanenti, da vapore acqueo.

La riconversione è operata dalle piante che, mentre si nutrono, depurano l’anidride carbonica e l’arricchiscono di ossigeno. È stato calcolato che un ettaro di bosco è in grado di assorbire circa 22 tonnellate all'anno di CO2, la metà di un ettaro di mais. Ogni albero produce in media 30 litri di ossigeno al giorno, ma ogni uomo necessita in media 2300 litri di ossigeno al giorno per vivere sano, dunque è buona cosa rispettare le piante.

Quanta CO2 e quanti altri gas serra galleggiano nell’atmosfera

Le emissioni globali di CO2 nel 1990 erano 21,4 miliardi di tonnellate. Nel 2015 siamo saliti a quota 36 miliardi di tonnellate, dal 2019, causa Covid-19, si sono stabilizzate sui 33 miliardi di tonnellate. Il 43% rimane in atmosfera e il resto è assorbito dalle piante e dagli oceani.

Secondo dati dell'Organizzazione meteorologica mondiale, la concentrazione nell'atmosfera di anidride carbonica, ha raggiunto un nuovo record nel 2018: 407,8 parti per milione (ppm), contro le 405,5 parti per milione del 2017.

Le singole molecole di CO2 prodotte da cicli naturali, hanno un tempo di permanenza in atmosfera di 3 - 5 anni, ruotando e scambiandosi il posto con quelle prodotte dagli oceani, rimanendo quindi in quantità circa costante. La quantità extra di CO2, per metà è rimossa dall'atmosfera entro 30 anni, un terzo è presente nell'atmosfera dopo circa 100 anni e un quinto dopo 1000 anni.

Il vapore acqueo è per quantità il gas serra più presente in atmosfera. Gli altri gas serra già in atmosfera, ma i cui livelli sono aumentati in progressione, a causa dell'attività umana sono: l’anidride carbonica (CO2), il metano (CH4) il protossido di azoto (N2O).

Il metano altera il clima fino a 80 volte in più della CO2 per i primi 20 anni in cui è immesso in atmosfera. Questo significa che le emissioni di oggi continueranno a far sentire i loro effetti ancora per decenni. La quantità di metano rilasciata attualmente in atmosfera è di circa 380 milioni di tonnellate, proveniente prevalentemente dall'industria dei combustibili fossili, dalle discariche di rifiuti e dal settore agricolo.

Riflessioni che riportano agli obiettivi di contenimento delle emissioni di gas serra

Dunque fin qui, una breve passeggiata tra i come, dove e quanti sono gli elementi responsabili della cappa di gas presenti in atmosfera, definiti serra. Un cappotto trasparente che consente di essere attraversato dai raggi ultravioletti del Sole, trattenendo poi la radiazione infrarossa emessa dal pianeta riscaldato, impedendo al calore di disperdersi verso l’infinito, favorendo così l’aumento della temperatura, proprio come in una serra agricola.

La difficoltà di affrontare l’argomento sviluppo sostenibile risalta evidente in un convegno formato dai nazionalismi di singoli Stati racchiusi in confini politici che rappresentano solo il 29% della superficie del pianeta, riuniti a ragionare più di miliardi di dollari che gradi di temperatura. Non può essere altrimenti, la natura dell’uomo tende a coltivare il proprio orticello. La verità invece è che il riscaldamento globale interessa il 100% della Terra e il 100% della biodiversità, costruito nei circa 200 anni della rivoluzione industriale. Adesso non è tempo di banali contromisure.

L’obiettivo di una reale riduzione delle emissioni di gas serra può essere raggiunto con un consapevole, corale processo di sviluppo non soltanto sostenibile, ma di riconversione di ogni attività che è alla nascita del problema. Teoricamente è possibile, ma una tale riconversione culturale della razza umana, dovrebbe rapidamente diventare oggetto di una “contagiosa febbre ecologica”, sia pedagogica che operativa, dando origine a un’ipotetica era “NO TOX” di portata epocale.

Il pessimismo per il futuro di Gaia, il pianeta vivente, non è solo collegato alla natura umana e alla CO2. Una prossima analisi dei numeri e delle sinergie energetiche sulle quali si è portato avanti l’attuale modello di sviluppo insostenibile, proseguirà questa analisi, destinata a quei lettori che avranno la curiosità e l’interesse di valutare l’immensità del problema energetico racchiuso in esplicite cifre. L’obiettivo finale è quello di dimostrare che l’unica strada è un ripensamento globale.

 

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Articolo pubblicato il 25/11/2021