Conversando col pittore Claudio Guasti
Claudio Gasti con Daniela Bocchi

In mostra a Torino presso Lo Scarabocchio Saletta d’Arte di Ciro Spinapolice, in via Domodossola n. 44, in Borgata Parella

A Torino è in corso presso Lo Scarabocchio Saletta d’Arte di Ciro Spinapolice, in via Domodossola n. 44, in Borgata Parella, la Mostra dal titolo “Il cielo oltre i muri” dei pittori torinesi Claudio Guasti e Samantha Lo Presti, inaugurata il 13 novembre con la presentazione del dottor Ferruccio Capra Quarelli, cultore e appassionato di arte, alla presenza di un nutrito gruppo di artisti torinesi.

Propongo ai Lettori di Civico 20 News l’intervista che ho condotto a Claudio Guasti, la prima delle due realizzate con questi pittori partecipanti alla mostra che resterà aperta fino al 4 dicembre 2021 (m.j.).

 

Claudio Guasti, quale è stato il suo percorso formativo?

Sono nato a Torino nel 1970, dove vivo e lavoro. Mi sono diplomato presso l’Istituto Magistrale “Arti e Mestieri G.B. La Salle” e ho frequentato senza portare a termine la Facoltà di Lettere e Filosofia.

Mi sono formato alla pittura negli studi della pittrice Clotilde Magnani e del professor Antonio Bertone. Dal professore, allievo di Felice Casorati e definito “astrattista geometrico”, ho appreso l’impianto sabaudo dei miei quadri e il colore non aggressivo, tendente al “grigio”.  

Artisticamente ho attraversato periodi differenti tra loro per stili e contenuti, tanto da essere definito un pittore eclettico. Tali momenti sono però unificati dall’idea fondamentale di una ricerca simbologica che trova il suo compimento nella realizzazione di un mondo fantastico.

 

Lei ha elaborato il concetto di “Metasincronicità”. Ce ne vuole parlare?

Nei miei dipinti ho affronto per più di cinque anni il tema della sincronicità.

La sincronicità descrive quelle particolari connessioni tra eventi, siano essi di natura psichica oppure fisica, che avvengono allo stesso tempo e che non presentano una relazione di causa-effetto, ma hanno una comunanza di significato. La Metasincronicità è la naturale evoluzione del Surrealismo.

Con la Metasincronicità non si pensa più al prodotto artistico come ad un qualcosa derivato dall’immaginazione oppure costruito dal ricordo di un sogno, di una libera fantasia, con basi non reali, bensì come ad un’intuizione che la fine sensibilità dell’artista riesce a percepire, in un mondo delle “Idee” simile all’Iperuranio Platonico.

La sincronicità è il momento della percezione che avviene tra l’artista e l’Idea Prima e che comunemente viene definita come ispirazione.

“Meta” perché va “oltre” questo momento, superandolo ed accettandolo come reale. Facciamo parte di una “Coscienza universale” ed attingiamo al mondo delle “Idee perfette”.

Questa personale ricerca ha portato a una sua definizione di Arte?

Certamente, definisco l’Arte come “il prodotto dell’abilità umana e nasce da un’esigenza di comunicare ad altri, attraverso un linguaggio personale, delle emozioni universali…”.

Quali soggetti propone in questa Mostra “Il cielo oltre i muri”?

In questa mostra presento una carrellata di quadri, avente per soggetto i “Muri”.

Dalla facciata di una casa, dove incastonato tra le mura vi è un portone, alla finestra con persiane aperte, che riflette un paesaggio immaginario. I muri come delimitazione di uno spazio proprio, comunemente definito privato, che a volte diventa privazione per altri esseri.

Il dipinto con portone N°5, apre la serie dei nuovi quadri.

Le mura antiche dell’edificio ricorrono anche nel N° 8 e nel N° 7, così come nella finestra con persiane chiuse, chiaro omaggio al grande Tano Festa.

Una sola figura trattata in questa nuova serie: un clochard con i suoi amici animali e con gli unici averi che possiede, un violino ed una chitarra: un uomo libero, certamente, vittima o piuttosto un profeta?

Nel dipinto “Cupido a Venezia (Omaggio a Bansky)”, le mura raccontano eventi passati e mostrano come la superficie di una casa, possa registrare le tracce del tempo, meglio di qualsiasi altra cosa, diventando base su cui esternare le proprie emozioni attraverso un graffito.

La chitarra abbandonata all’interno dell’abitazione simboleggia la passione per la musica, unico mezzo per evadere dalle quattro mura.

Il gatto sul muretto che osserva dall’alto, ci ricorda che a volte basta provare a guardare oltre per avere una visione completa di una determinata situazione.

A seguire, ancora gatti che osservano il cielo. Sempre su un muretto, il grafito “Omaggio a Bansky”, “Bambina con palloncino rosso”, si anima e libera il palloncino a forma di cuore in un cielo stellato.

Il cielo azzurro, oppure blu scuro, diventano possibili vie di fuga ed allo stesso modo i due velieri nelle acque tempestose di un mare che si confonde con la volta celeste, aprono uno spiraglio di evasione, dettato dalle prospettive degli anfratti di un muro in primo piano.

Infine, la contemplazione alla divinità, rappresentata dal dipinto solare “Invocazione a RA”, mostra come lo spirito possa da sempre elevarsi verso l’ignoto, per liberarsi dal retaggio materiale di ogni costrizione.

Ogni dipinto ha ispirato un “Haiku”, composto da Daniela Bocchi.

In questa Mostra lei è affiancato alla pittrice Samantha Lo Presti. Come giudica questo abbinamento, in apparenza azzardato, visto che le rispettive produzioni artistiche possono apparire molto distanti fra loro?

Non conoscevo Samantha Lo Presti di persona, sono stato attratto dalle sue opere che in parte ricordano quelle della mia produzione definite “gestuali”, risalenti al 1995. Il legame si è poi consolidato quando ci siamo conosciuti, sono stato colpito dall’energia della sua persona che promana entusiasmo ed emozioni che, personalmente, ho in parte perso col tempo…

Nella sua presentazione, il dottor Ferruccio Capra Quarelli ha sottolineato come nelle nostre rispettive produzioni artistiche si possa riscontrare questo “dualismo conciliativo”, laddove il Caos si contrappone all’Ordine e alla Staticità.

 

Le opere di Claudio Guasti possono essere visionate nella Mostra “Il cielo oltre i muri”, curata da Ciro Spinapolice, responsabile dell’associazione ART-TO che gestisce Lo Scarabocchio Saletta d’arte. L’orario della Mostra, che resterà aperta fino al giorno 4 dicembre 2021, sarà da martedì a sabato, dalle ore 15:00 alle 19: 30.

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Articolo pubblicato il 26/11/2021