Biella – Il nuovo numero della Rivista Biellese

Interessanti servizi, ricerche, approfondimenti sul nuovo numero del periodico trimestrale

Argomenti che vanno dal ricordo del centenario della rivista curato  da Marcello Vaudano, che ripercorre la storia  della “Rivista Biellese”fondata nel 1921, e  nell’estate del medesimo anno veniva pubblicato il primo numero (Foto 1). Massimiliano Franco, affronta  un argomento che nell’Ottocento riguardavano un po’ tutte le grandi città non solo la città di Biella.  Sergio Marucchi, con il servizio “Dalla brenta agli sci”, narra la professione del commerciante del vino di una delle famiglie “biellesi” i Marciandi che originariamente era di Frassinetto un comune dell’Alto Canavese  che emigrarono a Torino per svolgere l’attività del brentatore (gli addetti che trasportavano il  vino dalle cantine sulle piazze, e il commerciante trattava con i clienti l’acquisto del vino.

Il vino si stimava in brenta  che era un recipiente con caratteristiche particolari –  l’autore descrive nei minimi particolari -  e corrispondeva ad un’unità di misura che  equivaleva a 49,29 litri. L’attività di questa famiglia non ebbe molto avvenire nel capoluogo subalpino e presto la famiglia, lasciò il capoluogo e  si trasferirono nel Biellese per cercare migliore fortuna. I  discendenti dei Marciandi si perfezionarono nell’attività sciistica, ottenendo successo sia a livello  nazionale che internazionale. Alberto Zola, nel suo saggio ci porta a conoscere una realtà molto interessante: il  sito palafitticolo di Viverone,  che da dieci anni l’Unesco lo ha riconosciuto  patrimonio dell’umanità.

Angelo Stefano Bessone, nel servizio  “Oropa tra due vescovi” , riporta alcune lettere inedite del 1917, Monsignor Natale Serafino, voleva affidare la guida spirituale del santuario di Oropa  ai Padri Redentoristi, ma il vescovo di Biella  di allora, Monsignor Giovanni Garigliano contrastò l’iniziativa, sostenendo le prerogative del clero biellese.

Mario Raviglione e Matteo Negro, propongono ai lettori  “Itinerari biellesi  di Felice Capra”. L’illustre entomologo vercellese  che svolse la sua attività lavorativa prevalentemente presso il Museo di Storia Naturale di Genova. Scrivono i due autori in un passaggio –“La nostra speranza è  che i giovani biellesi, percorrendo i sentieri e osservando le numerose specie che costituiscono la tanto ammirata biodiversità biellese, possano essere ispirati dalla vita e dai traguardi scientifici e umani dell’entomologo Felice Capra”.

Giovanni e Mina Vacchino tracciano un approfondito ricordo a vent’anni della scomparsa di Alfonso Sella. Si chiude la rivista con la tradizionale  rubrica in cucina a cura di  Mina Novello, che in questo numero, parla delle ricette dei piatti che le suore del monastero delle Romite Battistine al Brovarone di Trivero, preparano per le ricorrenze particolari. Questa comunità religiosa venne  fondata nella prima metà del  Settecento a Genova, e sono chiamate a continuare la missione di san Giovanni Battista, il precursore del Messia.

La fonte delle notizie riportate sono tratte dal numero 4 ottobre 2021 del periodico trimestrale della Rivista Biellese

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Articolo pubblicato il 27/11/2021