Violenza sessuale di gruppo: Ciro Grillo rinviato a giudizio insieme ai tre amici

I 4 sono accusati di aver stuprato una 19enne in Costa Smeralda nel 2019. Le dichiarazioni dell’'avvocata Bongiorno.

La gup di Tempio Pausania Caterina Interlandi ha rinviato a giudizio Ciro Grillo, figlio del fondatore del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo, e altri tre ragazzi, Edoardo CapittaVittorio Lauria e Francesco Corsiglia. I quattro amici sono accusati di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una 19enne norvegese, avvenuta nella villa di Grillo a Porto Cervo in Costa Smeralda, al termine di una serata in discoteca. Nell’abitazione era presente anche un’amica della ragazza. I quattro hanno sempre sostenuto si fosse trattato di rapporti consenzienti. “Il nostro impianto accusatorio ha retto”, ha affermato  il procuratore di Tempio Pausania, Gregorio Capasso, che rappresenterà l’accusa al processo. La prima udienza è fissata per il 16 marzo del 2022. 

I fatti risalgono al luglio del 2019 e sarebbero avvenuti nell'abitazione del fondatore del Movimento 5 Stelle in Sardegna. La ragazza allora aveva 19 anni ed era con un'amica: dopo una serata in discoteca, le due ragazze si unirono al gruppo di Ciro.

Da quanto risulta dai verbali della denuncia e dagli interrogatori, la giovane, ribattezzata Silvia (nome di fantasia, ndr) sostiene di essere stata costretta a un rapporto con uno dei giovani e di essere poi stata violentata fino al mattino dagli altri tre. Tutti hanno ammesso il sesso di gruppo, ma affermano che la giovane fosse consapevole e consenziente.

La notizia si era diffusa nel settembre 2019: la giovane, otto giorni dopo la notte della presunta violenza - a cavallo tra il 16 e 17 luglio - aveva presentato denuncia ai carabinieri di Milano che avevano fatto partire le indagini chiuse il 20 novembre 2020.

Nel frattempo, erano emersi video e dettagli sulla 'notte incriminata'. Nell'aprile scorso una nuova svolta: Beppe Grillo, padre di Ciro e fondatore del M5S, interviene nella vicenda diffondendo un video sui social ove si esibisce in un lungo sfogo che segue la diffusione a mezzo stampa di alcuni stralci dell'indagine: "Mio figlio è su tutti i giornali come stupratore seriale insieme ad altri 3 ragazzi... io voglio chiedere veramente perché un gruppo di stupratori seriali non sono stati arrestati, la legge dice che vanno presi e messi in galera e interrogati", dichiara Grillo: "Sono liberi da due anni, ce li avrei portati io in galera...".

Il video scatena reazioni e polemiche, con strascichi anche nei palazzi della politica, persino tra le fila del M5S. Ma soprattutto porta nuovamente la vicenda alla ribalta.

Si susseguono le interviste ai protagonisti diretti o marginali della storia, la vicenda crea tensioni politiche, ma anche all'interno della cerchia dei legali che difendono i giovani, tanto che il 29 aprile l'avvocato di Vittorio Lauria, Paolo Costa, rimette il mandato. La decisione ufficialmente arriva per "divergenze sulla condotta extraprocessuale" a causa di un'intervista non concordata sulla trasmissione di La7 “Non è l'arena”.

Un nuovo colpo di scena arriva il 3 maggio, quando la procura di Tempio Pausania riformula un capo d'imputazione, depositando un secondo avviso di conclusione delle indagini che comprende anche gli ulteriori interrogatori dei quattro ragazzi, resi su richiesta degli avvocati difensori.

Il capo d'imputazione è relativo al secondo episodio, ovvero quello della fotografia fatta da tre degli indagati con i genitali appoggiati sul volto dell'amica di Silvia, Roberta (altro nome di fantasia, ndr), addormentata sul divano.

Infine, il 4 giugno, la vicenda arriva a una tappa crucialedopo la diffusione della notizia dell'interrogatorio di Ciro Grillo, avvenuto nella caserma dei carabinieri di Genova, la procura di Tempio Pausania deposita la richiesta di rinvio a giudizio per i quattro indagati.

Inizialmente l'udienza viene fissata per il 25 giugno, poi posticipata al 9 luglio a causa di uno sciopero nazionale che ha coinvolto i legali. Un'udienza dedicata alle parti civili, entrambe accolte, e a prevalenza tecnica. La gup dopo aver ammesso la documentazione prodotta dall'avvocata della vittima rinvia al 5 novembre.

Nel frattempo lo scorso 21 ottobre, in modo del tutto inatteso, gli avvocati di Ciro Grillo e dei suoi amici comunicano di rinunciare al rito abbreviato e di voler affrontare il dibattimento. Sempre nel caso i loro assistiti vengano rinviati a giudizio. Realtà che si è concretizzata nella giornata di ieri.

“Oggi è il giorno dopo il 25 novembre e credo che anche questa giornata sia diventata importante". Lo ha detto l'avvocata Giulia Bongiorno, che difende la giovane che avrebbe subito lo stupro di gruppo, riferendosi alla giornata contro la violenza sulla donne. 

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Articolo pubblicato il 27/11/2021