Monsignor Aldo Giordano è tornato alla Casa del Padre

Ricordo di un suo concittadino che lo ha stimato e gli ha voluto bene.

Il popolo cattolico cuneese è in lutto per la prematura scomparsa del Nunzio Apostolico presso l’Unione Europea Aldo Giordano.

Nel pomeriggio del 2 dicembre, infatti, Monsignor Aldo Giordano è tornato alla Casa del Padre dopo aver lottato con l’infezione da Covid-19 che aveva contratto all’inizio del mese di ottobre. E’ stato lungamente ricoverato a Lovanio (Belgio) dove svolgeva il suo incarico affidatogli personalmente dalla Sede Apostolica.

Aldo Giordano è nato a Cuneo il 20 agosto 1954. Entra nel Seminario minore della Diocesi di Cuneo nel 1965 dove consegue la licenza elementare, la licenza media e la maturità classica. Successivamente è passato al Seminario maggiore dove ha conseguito il Baccellierato in Sacra Teologia. Studente dotato e brillante è stato inviato a Roma dal Vescovo di Cuneo per conseguire la Licenza in Filosofia presso la Pontificia Università Gregoriana dei padri Gesuiti. Presso la stessa facoltà ottiene, nel 1982, il Dottorato in Filosofia con una tesi sul pensiero di Nietzsche.

Rientrato in Diocesi il Vescovo di Cuneo gli assegna la cattedra di Storia della Filosofia presso il Liceo Classico del Seminario Minore e lo chiama sovente ad insegnare Etica presso la Scuola di Teologia per la formazione dei Laici.

Il suo ministero sacerdotale, primo dovere di un presbitero, lo ha svolto presso la Parrocchia “San Pio X” nella frazione Cerialdo di Cuneo. Lì è stato un vice-parroco molto amato ed apprezzato. Non si è mai tirato indietro e ha affrontato i problemi spirituali e sociali di una frazione fondata sulle case popolari e sulla casa circondariale.

Le sue doti organizzative, il suo pensiero filosofico e la sua preparazione teologica portano la Santa Sede – su segnalazione del Vescovo di Cuneo – a nominarlo Segretario Generale del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (C.C.E.E.) con sede a St. Gallen (Svizzera). Qui lavorerà senza sosta dal 1995 al 2008 anno in cui il Santo Padre lo ha nominato Osservatore Permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa di Strasburgo.

Anche qui monsignor Aldo si contraddistingue per abilità, capacità e perspicacia. Le sue doti di cuneese diretto e schietto lo fanno amare da tutti. In Vaticano il suo nome viene fatto più e più volte quando qualche diocesi deve trovare un nuovo vescovo.

Finalmente il 26 ottobre 2013 la Santa Sede lo nomina Nunzio Apostolico in Venezuela inviandolo a Caracas dopo averlo consacrato vescovo nel Palazzetto dello Sport di San Rocco Castagnaretta di Cuneo. Io c’ero.

Posso dire che lo conoscevo bene e ci scherzavo volentieri ogni volta che tornava in quel di Cuneo per qualche giorno di vacanza presso la famiglia residente nella Frazione San Benigno.

Il giorno della consacrazione episcopale ero lì e, nonostante la moltitudine di persone, sono riuscito ad avvicinarlo. Ricordo come fosse ieri che gli dissi: “Monsignor Aldo, dai che alla fine verrai a fare il vescovo qui a Cuneo”. Lui, con il suo sorriso straordinario, mi ha guardato e mi ha risposto con le parole di Roberto Vecchioni: “Sogna ragazzo, sogna”.

Evidentemente sapeva che il Signore aveva per lui altri disegni.

Lo presento a voi cari lettori di “Civico 20” con le parole che egli stesso scrisse nel suo libro “Un’altra Europa è possibile” che ho nella mia libreria con tanto di dedica e autografo. Nel prologo Mons. Aldo scriveva: “Della mia classe di seminario, in quattro siamo arrivati al sacerdozio, dopo tanti anni di vita insieme e amicizia fraterna. Un compagno con il mio stesso nome, Aldo, era stato ordinato prete alla fine del mese di giugno. La domenica prima della mia ordinazione aveva celebrato la messa per me e per il mio compagno di ordinazione per farci un regalo, perché per un disguido rischiavamo di perdere la messa domenicale. Salutandoci, ci aveva detto che il giorno dopo sarebbe andato in montagna con due giovani. E’ stata la sua ultima messa, perché il giorno seguente è precipitato in un dirupo ed è morto, solo dopo un mese di vita sacerdotale.

Il giovedì abbiamo celebrato i suoi funerali e il sabato della medesima settimana sono stato ordinato prete. In quei giorni, forse per la prima volta in modo così serio, mi sono posto la domanda sulla fede. Mi sono interrogato sull’esistenza di Dio, sulla Provvidenza, sul Paradiso, e mi sono detto che se non avessi avuto una risposta convinta a queste domande avrei ancora potuto, e forse dovuto, rinunciare a divenire sacerdote. Ho avuto la grazia di sentire in me come una voce che mi confermava: Dio esiste ed è amore, la risurrezione è vera, il Paradiso c’è ed essere sacerdote è soprattutto essere resi testimoni di questa grande e buona notizia. Così sono divenuto prete”.

Voglio ricordare così Monsignor Aldo Giordano, con la semplicità e la schiettezza cuneese che ha portato con sé in tutte le nazioni in cui ha rappresentato la Santa Sede.

Ciao Monsignor Aldo, guardaci da lassù e continua a sorridere come hai sempre fatto. Ad maiora semper”.

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Articolo pubblicato il 04/12/2021