Quel babbo Natale con il tutù che danza sulla piazza di Modena

Quando "la leggerezza" si esprime oltre il buon gusto, ignorando la fantasia dei bambini. Sconcerti e approvazioni

Se l’artista Lorenzo Lunati cercava popolarità, ebbene, con il suo Babbo Natale in tutù installato qualche giorno fa sulla piazza XX settembre, in quel di Modena, ha fatto centro.

Il simbolo del Natale adorato da tutti i bambini, così presentato in danzante versione “Gender”, con tanto di cuoricino, ha fatto il giro di tutte le più quotate testate italiane ed europee. Il Babbo… o forse dobbiamo definirla “Babba”? Così allestito rappresenta un’icona arcobaleno e non un riferimento ad antiche leggende ben lontane dal discutibile “inno alla leggerezza” e ironico richiamo a prendere le cose “un po’ meno sul serio”, attribuito dall’artista alla sua ibrida, barbuta ballerina.

Certe oggettività hanno un nome ben preciso, ma le cose stanno andando così: al popolo della “sessualità liquida”, tutto è concesso, inconsapevole e manipolato nucleo di una pilotata crociata atta a indebolire le tradizioni e prenderne man mano il posto. Un progetto occulto che merita di essere approfondito altrove. L’attacco al “buon Natale” di fresca data é un altro esempio.

Tornando alla “creatura” issata a Modena, è banale riportare che ha innescato una dialettica tra opposte ideologie etico-politiche. Qualcuno è indignato, qualcun altro la trova simpatica, innovativa e "divertente  per i bambini", laddove sarebbe culturalmente ragionevole preservare il sano richiamo a una millenaria tradizione mitologica di origine celtica & germanica, giunta fino a noi carica di significati. 

Far proseliti così, spacciando per ipotetica, leggiadra allegoria il babbo Natale in tutù, rischia di intaccare l'immaginazione di ogni bambino che ne ha ben presente il genere maschile. L’amministrazione che ha concesso di mettere in piazza un simbolo da sempre piuttosto virile, trasformandolo in un pupazzo effeminato, ha voluto probabilmente raccogliere il consenso di quel nucleo semi adulto e semi consapevole della popolazione, che apprezza queste cose. Senza nulla togliere ai diritti di tutti gli orientamenti di genere ad essere se stessi, forse però in casi come questo, occorrerebbe esprimersi con meditato equilibrio.

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Articolo pubblicato il 04/12/2021