La situazione della Cavallerizza Reale di Torino preoccupa Italia Nostra-Torino

Una petizione per bloccarne la vendita e una lettera aperta al Ministro per i Beni Culturali Franceschini

Roberto Gnavi, presidente di Italia Nostra-Torino, ha rivolto ai Soci e agli amici di Italia Nostra-Torino, questo invito ad aderire a una raccolta firma sul Web per bloccare la vendita della Cavallerizza Reale di Torino, Patrimonio dell'Umanità UNESCO.

Abbiamo una nuova amministrazione di Torino e Città Metropolitana, - scrive Gnavi - e noi faremo il possibile per fare presenti i nostri punti di vista sulla tutela dei beni culturali e del paesaggio, nonché sulla vivibilità.

Si parla molto di risorse finanziarie che finalmente affluirebbero dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma noi restiamo cauti nel festeggiarlo per quanto attiene ai beni che vogliamo siano protetti. Nel recente passato la cronica crisi economica dello Stato e dei Comuni, che ha prodotto i noti problemi e anche tragedie sociali, ha peraltro tenuto a bada la corsa a pesanti interventi per infrastrutture ambientalmente incongrue.

In particolare a Torino ha impedito che si crivellassero le sponde del Po con nuovi ponti e sottopassi, avvilendo pesantemente un insieme mirabile che agli occhi di molti è la dote più singolare della nostra città.

Speriamo che il passare degli anni abbia fatto maturare una maggiore sensibilità su cosa fare e come farlo, e su cosa sia bene non fare.

Per la Cavallerizza Reale abbiamo ancora speranze che risulti reversibile il processo di privatizzazione, e che lo Stato rientri in possesso di questo monumento della nostra storia, parte integrante del Palazzo Reale e tutelato dall'UNESCO.

Il PUR, Piano Urbano di Rigenerazione, che ha già visto l'aggiudicazione preliminare delle parti più significative alla Compagnia di San Paolo ed all'Università, non prevede usi privati violentemente stridenti come quelli previsti dalla precedente Variante Urbanistica del 2012, ma accanto alla disponibilità per attività culturali dei piani terra, ai piani superiori prevede impieghi pur sempre decisamente non opportuni, terziario/uffici, e nella porzione non ancora aggiudicata ricettività alberghiera.

La doverosità di restituire allo Stato la proprietà dell'intero complesso scaturisce dalla corretta interpretazione del Codice dei Beni Culturali del 2004, l'inalienabilità dei beni culturali primari, correlato evidente della Costituzione, ma in questo caso si aggiunge la grande gamma di possibilità che l'integrazione col complesso del Polo Reale offrirebbe.

Non solo la varietà di impieghi espositivi transitori o variamente culturali, spettacoli ecc. consentiti dagli ampi spazi al piano terra, oltre al maestoso Maneggio Grande di Benedetto Alfieri, per fortuna almeno quello già tornato di proprietà del Comune, ma le ampie cubature ai piani superiori potrebbero fornire sia ulteriore disponibilità espositiva per una quantità di reperti artistici e storici per ora protetti in depositi, sia prezioso spazio per l'adiacente Archivio di Stato, sia collocazione di servizi attinenti beni culturali, sia una doverosa sede museale per documentare la storia di cui questi spazi sono stati testimoni, prima come Accademia Reale di cui Vittorio Alfieri ci ha lasciato vivaci ritratti, e poi come Accademia Militare, fucina di protagonisti del nostro Risorgimento, Cavour e tanti altri.

È stata inviata al Ministro per i Beni Culturali Franceschini una lettera, che alleghiamo, che chiede che il Ministero eserciti la prelazione su questo bene culturale restituendolo allo Stato e con esso la piena possibilità di deciderne al meglio gli usi.

Questa lettera aperta ha come primi firmatari

Salvatore Settis, Professore Emerito Scuola Normale Superiore di Pisa, Accademico dei Lincei;

Alberto Barbera, Direttore Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia;

Alessandro Barbero, Professore Ordinario Università del Piemonte Orientale;

Marco Brunazzi, Presidente Istituto di Studi Storici Salvemini Torino;

Gastone Cottino, Professore Emerito Università di Torino, Accademico dei Lincei;

Giovanni Ferrero, Vice-Presidente Istituto di Studi Storici Salvemini Torino;

Roberto Gnavi, Presidente di Italia Nostra, Sezione di Torino;

Clara Palmas, ex Soprintendente per i Beni Ambientali del Piemonte, ex Ispettore del Ministero per i Beni Culturali;

Diana Toccafondi, Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici, Ministero della Cultura.

 

E' aperta una raccolta firme sul web cui invitiamo ad aderire chi concorda col nostro punto di vista

https://chng.it/wkRkTPFYSv

 

Roberto Gnavi

Presidente di Italia Nostra-Torino 

 

Civico 20 News ospita il comunicato che ci viene inviato da Roberto Gnavi, presidente di Italia Nostra-Torino (torino@italianostra.org), che ringrazia per la collaborazione, relativo all’evento «La situazione della Cavallerizza Reale di Torino preoccupa Italia Nostra-Torino».

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Articolo pubblicato il 08/12/2021