L’EDITORIALE della DOMENICA di CIVICO20NEWS – Enrico S. Laterza : Omicronimo (o omicronomo)

Sensazionalissimo! Ecco in esclusiva l’autografa letterina d’appello che l’avariata variante sudafricana dell'infame coronavirus di Wuhan ha indirizzato al natalizio popolino bovino (vaccinato e non)

Mentre il malessere omicronico o omicrania micragnosa acuta ci trapana le tempie in tempo teoricamente festivo, quando s’accavalla su di noi l’ennesima ondata pestifera pandemoniaca, invece di tediare con il previsto (e prevedibile) editoriale domenicale santostefanico i quattro o cinque nostri utenti internautici virtuali (e virtuosi), abbiam scelto di regalare lo spazio al testo dell’amminoacida letterina d’appello – acquisita in esclusiva da Civico20News con un sensazionale scoop giornalistico – che l’ultima, non ultima, avariata variante dell’infame coronavirus di Wuhan (grazietante, Cina!) ha vergato di proprio pugno – o, meglio, r-n-a-messaggero – ed indirizzato al popolino bovino, vaccinato o meno, del Belpaesello dello Stivaletto, nonché dell’intero orbe terracqueo. Eccola, parola-per-parola, qui di seguito.

 

 

“Stracarissimi babbioni natalizi,

adorati ospitanti passati, presenti e futuri prossimi,

inoculati o renitenti alla siringa (cui rivolgo uno speciale cenno di riconoscenza),

 

nel gioioso e gaudente periodo saturnale invernale infernale capodannato, vengo con questa mia ad invitarVi a contemplare cortesemente certe considerazioni e a voler gentilmente osservare comportamenti coerenti.

 

Per iniziare, spero abbiate la compiacenza di comprendere la delicata situazione di conflittuale convivenza in cui mi trovo a dibattermi non solo rispetto a Voi illustri membri della sedicente razza superiore scimmiesca, ma innanzitutto in seno all’ambiente degli organismi infettivi, a me similari, molti dei quali – in primis quelli dell’influenza e del confratello raffreddore rinofaringeo – mi accusano di averli severamente penalizzati, avendo io inopinatamente provocato l’adozione di misure igienico-sanitarie preventive, come amuchine, varechine e mascherine non carnevalesche, distanziamenti ed evitamenti, blocchi e segregazioni, che – lamentano – avrebbero ostacolato e limitato la loro abituale diffusione stagionale tra gli individui antropoidi: un disastro epocale!

 

Pensate poi che, del resto, io stesso ignoro la dantesca semenza (se non scemenza) e i nascimenti del mandarino albero-genealogico (illogico) di cui sarei l’avvelenato fruttino (sfruttato e spremuto dai profittatori), germogliato e sbocciato, maturato, caduto e raccolto nelle lontane lande sudafricane, figliastro naturale, allattato dalle cellule dei pipistrelli, ovvero artificiale prole di provetta, covata nel ventre oscuro d’un segreto laboratorio biochimico di scarsa sicurezza, e so che ben presto – a imitazione del trattamento che ho riservato a mammà Delta – mi soppianterà un nipotino mutante – denominato con una lettera dell’alfabeto ellenico (quasi esaurito ormai) –, forse assai più letale del sottoscritto. E qualcuno mette pure in dubbio tale esistenza breve, grama, precaria, tacciandomi d’essere un’invenzione infingarda nell’ambito di una dispotica macchinazione occulta, escogitata per controllare le masse, che, però, già adesso si lasciano tranquillamente, inavvertitamente, deliberatamente condizionare e pilotare, senza lagnarsi, dalle demenziali corbellerie irretenti del webetere socialmediale!...

 

Le richieste e raccomandazioni che desidero inoltrare agli umanoidi ad ogni latitudine ed angolo del piatto Pianeta globale sono intuibili:

 

1) Non date retta all’arcigno geco Dragrinch di Palazzo Chigi, al folletto Mattarello del Quirinale o allo smunto smorto ministrucolo della Disperazione! Dopo ripetuti tuffi nell’ungarettiano gomitolo di strade, per vasche, “stese” e spese compulsive nei gremiti, caotici centri cittadini e/o commerciali, durante gli orgiastici bagordi consumistici tardo-dicembrini, tra debordanti libagioni e luculliani ipercalorici megaglicemici cenoni di capponi, zamponi e panettoni, stipatevi in accalcati raduni familiari fra le mura domestiche, abbracciandovi e sbaciucchiandovi all’impazzata, all’ombra del vischio, din-don-dàn, din-don-dàn, dìndon-dìndon-daàn!...;

 

2) Fidatevi di qualunque bestiale bufala paurosamente pseudoscientifica di chicchessia (dagli autoproclamati guru dell’eroica disinformazione narcisistica ai premi-Nobel rincogl…, ehm, rincretiniti dalla vecchiaia o dall'oblio), che zampilli dallo schermo del Vostro intelligente telefonino, tablet o computer;

 

3) Non lasciatevi iniettare le tossiche pozioni distillate dalle avide stregone Astrazen, Modernia e Pfizerot, che mirano a riempirvi le vene a mo’ di zampogne e a svuotar le tasche ai tartassati contribuenti: credetemi, non v’è alcun rischio di contaminarvi ed esser catapultati soffocanti a pancia in giù nell’incomodo giaciglio dell’ossigeno-terapia di un triste nosocomio falsamente intasato;

 

4) Per gli onorevoli governanti-pubblicitari e i vanitosi eminenti medici-tivù ho poche critiche: bravi, continuate a diramare notizie contrastanti ed ambigue, cambiando di-minuto-in-minuto consigli, disposizioni e norme,  obblighi e divieti, così da disorientare e stremare la collettività, e, per carità, non mantenete l’implausibile impegno ad immunizzare col costoso siero anti-covid i miliardi dindifesi poveracci del miserrimo Terzo Mondo, che ovviamente costituiscono un’immensa, sterminata prateria in cui nuove ricombinazioni e mostruose metamorfosi molecolari possono emergere, pascolare e scorrazzare indisturbate!

 

5) Pace: non ammazzatemi, per favore!

 

Con l’occasione, porgo i migliori saluti e auguri,

 

O. Sars”

 

 

Sforzo sfiancante sfiatarsi su sfottò siffatti!

 

Sfinisce.

 

 

Enrico S. Laterza

 

 

 

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Articolo pubblicato il 26/12/2021