Lex et Libertas in Potestate Regis

Il volume del cav. Argenio Ferrari recensito da Alessandro Mella

Sono passati diversi anni da quando, al Museo Napoleonico di Roma, incontrai il cav. dott. Argenio Ferrari. Presentavo, allora, il mio libro sulle origini del Risorgimento in epoca napoleonica ed i collegamenti con la svolta liberale di Re Carlo Alberto. Provai, ovviamente, un moto di gratitudine ed umana simpatia quando mi fu raccontata, in poche parole, la sua lunga storia di medico e di appassionato uomo politico.

Una vita passata a servire, con ogni mezzo, il suo ideale monarchico in tempo di repubblica quando, cioè, proclamarsi tale diventa particolarmente scomodo e foriero di svantaggi considerevoli nella vita sociale e professionale.

Ma il dott. Ferrari non temette mai, come non teme, i facili giudizi ed i pregiudizi seguitando a professare una fede forte e coraggiosa in un’idea che ha segnato tutta la sua vita di professionista e patriota nel senso più elevato e nobile dell’espressione.

Uomo di pensiero come d’azione, egli non ha mai mancato di esprimere pensieri, idee e soprattutto proposte con ogni forma di comunicazione disponibile nei vari momenti della sua avventura umana e culturale. Duellando con direttori di giornali, con militanti della sua stessa fede ed anche con principi e politici blasonati quando necessario.

Nel suo volume Argenio Ferrari raccoglie un’ampia documentazione del suo pluridecennale impegno in difesa di un idealismo vissuto come missione. Non solo umana e personale ma come servizio ad una collettività che ha sempre desiderato far emancipare e crescere in un contesto caratterizzato dal più ampio allargamento di ogni forma di libertà.

Libero da cortigianerie, interessi particolari ed ipocrisie, Ferrari non esita a pubblicare anche incartamenti potenzialmente scomodi, memorie personali che potrebbero stridere con la memorialistica di parte, perfino passaggi nei quali si evidenzia una sua evoluzione di prospettive e speranze alla luce dell’evolversi dei fatti di fronte alla sua persona. Il coraggio di mutare visione quando l’oggettività dei fatti sfida l’emotività e pone l’uomo di fronte a scelte difficili.

Non nasconde le speranze perdute, le disillusioni, i sogni caduti, ma anche il desiderio crescente di rinnovamento, di ripresa della lotta, anche a costo di severe autocritiche che egli rivolge coraggiosamente al mondo ideale/politico ed al paesaggio umano cui appartiene orgogliosamente.

Scrive, ad esempio, in un noto passaggio: «Se non si riesce attraverso un movimento culturale di vasta portata a spiegare, con umiltà e competenza, senza trionfalismi e senza preconcetti, la portata, i risvolti, le implicazioni, il significato stesso della monarchia in un Paese come è l’Italia, noi avremo perduto una guerra, già largamente perduta in precedenti battaglie. (…) Noi dobbiamo chiedere a noi stessi dove sono andati a finire gli undici milioni di voti monarchici del 1946 (…)».

Ed Argenio Ferrari è un uomo che può permettersi il lusso di criticare, proporre e stendere analisi anche severe e scomode, alla luce soprattutto di una storia personale che gli permette di vedere i fatti, e leggerne la genesi, con rigore.

Nato nel 1945 e da sempre legato a Colleferro, medico specialista in Oncologia, con quasi cinquanta pubblicazioni a curriculum e numerose onorificenze, egli vanta anche una lunga serie di incarichi ed imprese politiche con cui ha sempre operato nell’ambito del monarchismo postbellico. Sempre a viso aperto, sempre pronto a esprimere idee, proposte ed opinioni anche scomode.

Un impegno che egli documenta con una raccolta di documenti inedita, pulsante, capace di mostrare vizi e virtù di un mondo che in questi ultimi anni sembra aver smarrito un poco l’orientamento e le risorse umane. Anche di questo Ferrari parla con una severità fondata sull’esperienza e sui fatti vissuti senza esitare a metterci la faccia.

Il volume è aperto dalla prefazione di Aldo Alessandro Mola, presidente della Consulta dei Senatori del Regno cui il Ferrari orgogliosamente appartiene, nella quale, tra l’altro, si legge: «Il volume di Argenio Ferrari è un cantiere aperto, denso di richiami esoterici proprio perché, a differenza di altre forme di Stato che si propongono come ‘contratto’ e si risolvono in una logorante contesa quotidiana tra istituzioni e cittadini, la Monarchia è un Simbolo meta – storico».

Un volume, questo, che non può mancare nelle biblioteche dei cultori di storia sabauda le cui vicende novecentesche l’autore esplora soffermandosi anche sulle difficoltà e le travagliate fasi che seguirono la morte in esilio di Umberto II.

Con questo libro Argenio Ferrari consegna un archivio prezioso agli storici ed agli appassionati.

           

ARGENIO FERRARI

LEX ET LIBERTAS IN POTESTATE REGIS

Prefazione di Aldo A. Mola

COLLANA: De Monàrchia

F.to 17x24, pp. 320, € 20,00

(Ed. 12/2021) Cod. ISBN 978-88-5501-131-0

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Articolo pubblicato il 07/01/2022