Ricordi sabaudi a Gressoney (Valle d’Aosta)

I busti dei Reali d'Italia (di Alessandro Mella)

Arrivando a Gressoney si viene subito rapiti dalle magnifiche vedute alpestri ove la natura ha creato un vero piccolo paradiso che, per fortuna, l’uomo ha solo parzialmente alterato grazie ad una sua presenza rispettosa, non eccessivamente invasiva ed armonica.

Non è, quindi, un caso il fatto che la regina Margherita amasse soggiornarvi in specie nella dimora che si fece edificare appositamente poco distante dal paese ed ove talvolta si ritirava seguita dal re Umberto I.

Lei perdendosi nella lettura o nel ricevere letterali e dotti, tra loro anche Carducci, lui nelle battute di caccia cui era dedito.

Molto si è detto di Castel Savoia ed esso merita assolutamente una visita ma anche il centro storico del paese ha delle piccole meraviglie da cogliere e dei ricordi che la frequentazione costante della Real Casa ha lasciato dopo aver segnato profondamente la coscienza collettiva della comunità montana.

La quale, del resto, dall’arrivo dei reali traeva occasioni di lavoro, di vitalità, risorse preziose per la sopravvivenza della popolazione e la sua evoluzione.

L’affabilità, l’amabilità, assai note, della regina contribuirono a renderla popolare anche qui sia nel pieno delle sue funzioni regie sia quando, vedova, incarnò a lungo il ruolo di regina madre.

Il primo esempio di devozione manifestato nei confronti della Casa di Savoia venne dopo il drammatico assassinio del sovrano Umberto I in Monza nel luglio del 1900. La mano del Bresci, con quel suo gesto violento ed insano, segnò profondamente le coscienze e l’animo di tutta Italia per molto tempo.

Gressoney, quindi, volle ricordare il re defunto con un busto bronzeo ove Umberto compare in divisa da generale con gli ordini dinastici ed il collare dell’Annunziata:

 

Un busto di bronzo ad Umberto I a Gressoney. Ci scrivono da Gressoney, 8: Ieri, domenica, è stato inaugurato, nella piazza inferiore di Gressoney Saint-Jean il busto in bronzo del defunto Re d'Italia.

Il busto riposa su uno zoccolo di finissimo granito, ed è dovuto alla munificenza dei fratelli Carlo ed Antonio De Peccoz. (1)

Se la prematura scomparsa del “re buono” aveva turbato molto la serenità della valle, maggior dolore lo procurò, molti anni dopo, la morte della stessa regina madre Margherita avvenuta nel gennaio del 1926.

La Valle d’Aosta perse una vera innamorata delle sue bellezze, un’amica preziosa, un’ammiratrice amabile e fedele.

Rapidamente, dunque, la benemerita famiglia De Peccoz si adoperò per realizzare un ricordo anche dell’augusta e compianta sovrana. (2) Una bella mattina di settembre del 1928, dunque, l’auto del principe di Piemonte Umberto percorse la valle salendo in una Gressoney imbandierata con centinaia di tricolori, con lo stemma sabaudo, dalla popolazione in festa.

La Marcia Reale, intonata dalla banda presente, pare non riuscisse a coprire le manifestazioni di giubilo della gente, delle valligiane nel costume tipico e delle autorità.

Seguì la santa messa officiata dal parroco che tante volte l’aveva detta per l’amata regina e, poco dopo, la cerimonia della scopertura del busto:

 

Un busto della Regina Margherita inaugurato a Gressoney Saint-Jean. (…) Domenica mattina, alla presenza di S A. R. il Principe di Piemonte, è stato inaugurato a Gressoney Saint-Jean, un busto in bronzo di S. M. Margherita di Savoia la prima Regina d'Italia.

Alla solenne cerimonia, aIla quale parteciparono tutti gli abitanti della Valle che la Sovrana prediligeva, intervennero pure personalità da Aosta e da Ivrea.

Lo scultore Musso ha effigiata la Prima Regina d'Italia mentre guarda sorridente il sagrato della chiesa parrocchiale.

Il monumento fu benedetto dal parroco Don Ballot; il quale celebrò una messa in memoria della defunta Sovrana, cui assistette ii Principe. Parlarono il barone Egon Peccoz, promotore del Comitato per l'erezione del busto a Margherita di Savoia, il Podestà di Gressoney Saint-Jean cav. Paolo Vincent e l’avv. Orazio Quaglia che rievocò la figura delia Sovrana, la sua predilezione per la Valle d'Aosta in generale e particolarmente per quella di Gressoney. (3)

Anche i giornali locali ed apparentemente più piccoli vollero ricordare l’importante evento:

A Sua Maestà la compianta Regina Madre, Margherita di Savoia, Gressoney e la Valle del Lys hanno innalzato un busto in bronzo che è stato elevato sulla piazza di quella chiesa parrocchiale dove l'Augusta Donna soleva fermarsi ad accarezzare i nostri bambini per poi entrare nel Tempio a ritemprare lo spirito alle verità eterne.

Alla cerimonia è intervenuto S. A. R. il Principe Umberto. (4)

Ancora oggi queste opere, dai tratti austeri ma incantevoli, sorgono la dove le genti del buon tempo antico vollero edificarli a memoria di un antico ma sempre saldo legame tra la casa regnante e la popolazione.

Il turista e l’avventore, reduci dalla visita del più celebre Castel Savoia, troveranno nello scendere in paese a visitarli un modo di completare il proprio cammino storico e culturale in questo luogo incantato. Ove una parte del tempo si fermò ai tempi in cui re, regine e principi vi venivano a villeggiare per la gioia comune.

Alessandro Mella

 

NOTE

1)         La Stampa – Gazzetta Piemontese, 188, Anno XXXV, 9 luglio 1901, p. 2.

2)         Relativamente ai baroni De Peccoz si veda: Annuario della Nobiltà Italiana, Andrea Borella a cura di, Edizione XXXIII, Parte II, Tomo I, p. 987.

3)         La Stampa, 62, Anno VI, 11 settembre 1928, p. 2.

4)         L’Alfiere, 37, Anno IX, 15 settembre 1928, p. 2.

Stampa solo il testo dell'articolo Stampa l'articolo con le immagini

Articolo pubblicato il 12/01/2022