Governo, il D Day dell’ipocrisia con l’obbligo vaccinale per gli over 50

Draghi travolto dai fallimenti e dalle bugie di Speranza

Ieri si è vissuta una delle giornate più convolse dall’inizio della pandemia e del governo Draghi. Incalzano, anche in modo impressionate ad una veloce lettura i dati dei positivi e dei ricoveri, ma i pareri dei virologi sulla letalità della variante Omicron, sono  ancora altalenanti.

Con le disposizioni di legge che da circa due mesi impongono il tampone per la maggior parte di coloro che debbono lavorare, aumenta anche il numero degli asintomatici e dei contagiati tra i vaccinati.

C’è pure un incremento dei letti occupati nelle terapie intensive, seppur sotto controllo, ma la campagna vaccinale governativa, ben supportata e sostenuta dalle regioni, dimentica di evidenziare gli stati di comorbilità, l’età avanzata dei ricoverati e il raffronto con l’anno precedente.

Si parte con la lettura sbagliata dei dati e si giunge ad una tensione convulsa, alimentata da pessime scelte informative perpetrate da circa due anni, che stanno coinvolgendo cittadini, istituzioni e predicatori occasionali.

Purtroppo l’arrampicarsi sui vetri di Speranza e l’ostentare sicurezza su una materia che non conosce, dopo aver messo per mesi, sulla bocca di Draghi dichiarazioni che or gli si ritorcono contro, ha di fatto causato e favorito le reazioni che hanno accolto il provvedimento odierno in Cdm con la Lega e parte del M5S contrari e Draghi che perso il suo aplomb è costretto a mediare.

Tra le voci che sin dalla tarda mattinata di ieri circolavano con insistenza, si prevedeva il vaccino obbligatorio per gli ultracinquantenni e l’obbligo del possesso del super green pass, ovvero della vaccinazione completa, anche per coloro che intendono accedere a  banche, uffici postali, enti pubblici, parrucchieri ed un elenco indefinito di luoghi pubblici e privati.

Che nei provvedimenti precedenti si sia inteso inibire la socialità ai non vaccinati era palese. Coloro che non hanno voluto vaccinarsi o che non hanno potuto per gravi problemi di salute, non riconosciuti dalla Asl, hanno subito tutte le conseguenze, dalla segregazione alla sospensione dal lavoro senza stipendio, scegliendo la vita, rispetto alla morte o ad invalidità permanente.

Ma vietare l’accesso a banche e uffici postali, significa privare il cittadino di potersi procurare il minimo vitale.

Senza calcolare che le famigerate tasse e balzelli vari, imposti da stato e comuni, possono essere corrisposti esclusivamente con l’acceso del cittadino a un conto corrente bancario e postale.

Quindi un lunare consiglio dei ministri ieri stava per approvare una norma che ingiungeva lo Stato a stringere  le mani al collo del cittadino. Oppure, lettura assai verosimile, ci troviamo dinanzi a ministri che nelle loro estrema ignoranza e supponenza, continuano a trascinare in una serie interminabili di errori anche il presidente del consiglio minandone la credibilità ed il prestigio.

Comunque cerchiamo di capire almeno nelle linee essenziali cosa ha infine deliberato il governo.

Appena il decreto sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, (al momento di scrivere le versioni sono ancora ufficiose) dovrebbe scattare l'obbligo del vaccino fino al 15 giugno per tutti coloro che hanno compiuto 50 anni o che li compiranno entro quella data, con l'esenzione solo per chi ha un certificato medico.

Chi è guarito, invece, dovrà vaccinarsi obbligatoriamente dopo 6 mesi. La bozza del decreto non prevede però sanzioni e dunque bisognerà capire come si farà ad imporre l'obbligo. Ma per i 50enni scatta anche un altro intervento: dal 15 febbraio si potrà andare al lavoro solo con il super green pass. Una misura che vale sia per il settore privato che pubblico, compreso chi lavora in ambito giudiziario e i magistrati.

La norma non si applica invece per gli avvocati difensori, i testimoni e le parti del processo. Contrariamente alle previsioni circolate, per andare in banca, dal parrucchiere o alle Poste basterà il pass base.

In sostanza, le nuove norme prevedono l'obbligo di green pass rafforzato (che si ottiene solo con il ciclo completo di vaccinazione o con la guarigione da Covid) per tutti i lavoratori over 50, mentre si introduce l'obbligo vaccinale per i 50enni che non lavorano.

Senza limiti di età, l’obbligo vaccinale è esteso al personale universitario così equiparato a quello scolastico.

L'obbligo di vaccinazione sarà valido fino al 15 giugno, l'obbligo di super green pass per i 50enni al lavoro scatterà dal 15 febbraio.

Fino al 31 marzo, (a decorrere dal 1 febbraio) per poter accedere negli uffici pubblici, in banca, nei centri commerciali e usufruire dei servizi alla persona, sarà sufficiente il green pass semplice (che si ottiene con vaccino o tampone).

Nel dettaglio, stando alla bozza del testo del decreto, i lavoratori e i clienti dei servizi commerciali, come ad esempio le banche, dovranno esibire il green pass dal 1 febbraio al 31 marzo; i lavoratori e i clienti dei centri commerciali dovranno esibire il passaporto verde sempre dal 1 febbraio al 31 marzo; idem i lavoratori e gli utenti di uffici pubblici, Comuni, Province, Regioni e i lavoratori e utenti di servizi pubblici come Poste, Inps, Inail.

Già circolano le previsioni di una caduta della curva dei contagi a decorrere da fine gennaio, quindi i decantati provvedimenti rivestiranno  un ruolo in gran parte simbolico.

Nessun cambiamento, invece, per i servizi essenziali, come negozi di alimentari e farmacie, dove continuerà a non essere obbligatorio esibire alcun green pass.

Novità anche sul fronte scuolaconfermata la linea fortemente voluta dal premier e condivisa dal governo del rientro in classe senza dilazioni dal 10 gennaio.

Ma cambiano le regole per la dad, differenziate per età: per i nidi e materne da 0-6 anni, nel caso di 1 positivo in classe scatterà la quarantena per tutta la classe; per le scuole elementari, nel caso di 2 positivi, scatta la quarantena di 7 giorni per l'intera classe, mentre se c'è un solo caso positivo si resta in presenza con testing di verifica.

Per le scuole secondarie di primo e secondo grado varranno diverse regole: con 1 solo caso è prevista la sorveglianza stretta; con 2 casi la classe resta in presenza con autosorveglianza e obbligo di mascherine Ffp2; con 3 casi solo i vaccinati resterebbero in presenza e monitorati, la dad scatta invece per i non vaccinati, infine dal quarto caso tutta la colasse andrà in dad.

Quanto alle sanzioni, "dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata" il datore di lavoro "può sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a dieci giorni lavorativi", rinnovabili fino al 31 marzo 2022, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del posto di lavoro per il lavoratore sospeso.

La Lega, rappresentata in cabina di regia da Massimiliano Garavaglia, non ci sta e mentre è ancora in corso la riunione consegna alle agenzie di stampa una nota al vetriolo. “Siamo responsabilmente al governo ma non acquiescenti a misure, come gli obblighi che incidono profondamente sulla libertà al lavoro che è tutelata dalla costituzione o a misure senza fondamento scientifico visto che la maggioranza assoluta dei ricoverati Covid ha ben più di 60 anni. Inoltre, manca l’assunzione esplicita di responsabilità dello Stato quando si introduce un obbligo vaccinale”, rimarcano i tre ministri Giorgetti, Garavaglia e Stefani, annunciando: “Formuleremo inoltre una proposta per consentire l’anticipo del tfr a chi è rimasto senza stipendio perché sospeso dal lavoro per permettere il sostegno delle famiglie altrimenti prive di reddito”.

Draghi ha sudato le proverbiali sette camicie a difesa di un provvedimento fortemente ideologico. Si sta rendendo conto che se continua ad assecondare i diktat di Speranza, sta perdendo il carisma di cui godeva e rischia di non essere più applaudito prima ancora di parlare.

Il clima che si è creato ieri al consiglio dei ministri, non potrà che avere ripercussioni sul voto del Quirinale e sul cammino futuro del governo.

Ma il premier sceglie l’ecumenismo: “ Vogliamo frenare la crescita della curva dei contagi e spingere gli italiani che ancora non si sono vaccinati a farlo. Interveniamo in particolare sulle classi di età che sono più a rischio di ospedalizzazione per ridurre la pressione sugli ospedali e salvare vite", ha detto il premier Mario Draghi aprendo il Cdm. "I provvedimenti di oggi vogliono preservare il buon funzionamento delle strutture ospedaliere e, allo stesso tempo, mantenere aperte le scuole e le attività economiche".  

Da una prima lettura del decreto, tante sono parse le discrepanze ad iniziare da date e decorrenze. Riteniamo che prima dell’inizio di febbraio, potranno intervenire modifiche significative ed interpretazioni maggiormente logiche e congruenti.

 

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Articolo pubblicato il 06/01/2022