Trieste - L’arte di Tullio Crali in un libro della Fondazione CRTrieste

Artista conosciuto in Italia e nel mondo per l’aeropittura, Crali soggiornò anche in Piemonte dal 1947 al 1950 nei pressi di Verrua Savoia

Portare a conoscenza valorizzare artisti, è sempre un contributo per il nostro immenso patrimonio artistico che abbiamo nel nostro meraviglioso Paese. Uno di queste sensibilizzazione la sta facendo l’istituto Fondazione Cassa  Risparmio di Trieste, che attraverso la collana d’arte della Fondazione CRTrieste  curata da Alessandro Del Puppo che da oltre vent’anni dedica una pubblicazione  che approfondisce i lavori eseguiti dai grandi artisti dell’area giuliana dell’Ottocento e Novecento – rende  omaggio a “Tullio Crali. Il futurismo giuliano e l’aeropittura”, curato dal professor Massimo De Sabbata (225 pp. ill. col e b/n – foto copertina ).

Scrive nell’introduzione Alessandro Del Puppo:” A che scopo  fare  oggi un libro su uno tra i più famosi e celebrati aerofuturisti? Questa monografia –  rilegata, con raffinate e curate immagini – prima di illustrare  l’arte di Tullio Crali  traccia la figura di questo grande artista futurista che negli anni  rimarrà sempre fedele al padre del futurismo: Tommaso Filippo Marinetti.

Tullio Crali ( era nato nel 1910 a Igalo di Castelnuovo del Cattaro(Hergec Novi, Montenegro), trascorse l’infanzia a Zara dove il padre Gilberto esercitava il mestiere di geometra. Il trasferimento della famiglia avvenne poco dopo l’entrata in vigore del trattato di Rapallo che stabiliva la nuova spartizione delle terre e  nella  zona adriatica tra l’Italia e il nuovo regno jugoslavo.

L’accordo stabiliva l’autonomia della città di Fiume, ma soprattutto sanciva l’apparteneva alla nazione italiana degli abitanti dei territori di Gorizia, Trieste, Istria, alcune isole dalmate e Zara. La famiglia del pittore,dunque, apparteneva alla nuova schiera degli italiani.  

Il volume- molto bello -   si sofferma nella prima fase creativa dell’artista tra la fine degli anni venti e l’inizio degli anni quaranta, durante la quale Crali maturò il suo personale linguaggio «aeropittorico», la conoscenza di  Marinetti, che lo ammette al Manifesto dei futuristi,  l’affermazione nazionale, il ruolo importante che la pittura aerea abbia avuto per la propaganda politica, industriale, il momento difficile del dopoguerra  che attraversa Crali con lo spostamento tra l’Italia la Francia  in Egitto.

Oltre cento pagine sono dedicate alle schede delle opere riportate, il volume si conclude poi con gli apparati che vanno dalla biografia dell’artista agli indici del nome.

Crali fu un grande uomo d’ingegno, come molti altri futuristi, non si limitò ad essere pittore, ma esercitò la sua creatività in vari ambiti disciplinari soprattutto negli anni iniziali, quando forse non gli era chiara la strada personale da percorrere:architettura,scultura, scenografia, grafica, moda.

Anche nella maturità continuò a sperimentare nuove possibilità creative, talvolta forzando le consuete partizioni disciplinari. Nel volume la dimensione sperimentale sarò affrontata nella sezione delle schede di approfondimento.

“Il futurismo era diventato uno stile e anche un mestiere, forse l’unico possibile forse l’unico possibile per cercare di restare moderni in un’Italia disposta troppo facilmente a scambiare lo sviluppo industriale con una improbabile classicità romana o imperiale”.

Anche per Crali arrivarono i momenti difficili nel 1946 il pittore partecipò attivamente alla mobilitazione per l’italianità di Gorizia ,nel dicembre dello stesso anno venne minacciato di persecuzione da parte di elementi slavi, allora    decise di trasferirsi  a Torino , pur continuando a mantenere contatti con la città di Gorizia.

La residenza  tra il 1947 e il 1950 fu  prevalentemente nei pressi di Verrua Savoia, a una quarantina di chilometri da Torino , nel verde delle colline  del Monferrato, da dove” cercò di riprendere le forze , misurarle , fare il punto e riprendere la via, cercando il sereno”. Immerso in tale ambiente dipinse molti quadri figurativi, cercando di trovare un accordo tra futurismo e natura, senza mai rinunciare il movimento delle cose.

In seguito si  trasferì  a Parigi che vi rimase dal 1950  per insegnare disegno e storia dell’arte al Liceo italiano Leonardo da Vinci. In questo frangente Crali orientò anche la sua pittura verso il post-cubismo. Alcune di queste opere giunsero in Italia attirando l’attenzione dei critici d’arte.

Dal 1961 al 1966  un’altra parentesi straniera in Egitto al Cairo dove anche lì insegno pittura presso la Scuola d’arte italiana Leonardo da Vinci al Cairo. Rientrato in Italia si stabilì a Milano dove visse fino alla sua morte avvenuta il 5 maggio 2000.

Autore:

Massimo De Sabbata, dottore di ricerca in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Udine, si occupa di scultura pittura e architettura italiana del Novecento . Le sue principali pubblicazioni ricordiamo:”Tra diplomazia e arte le Biennali di Antonio Maraini 1928-1942”(206), “Burri e l’Informale”(2008), e “Mostre d’arte a Milano negli Anni Venti. Dalle origini del Novecento alle prime sindacali 1920-1929”(2012).  Ha curato l’epistolario”Marcello Mascherini . Lettere 1930-1982”(2008), e contribuito ai cataloghi del Museo del Novecento di Milano(2010) e di “Casa Cavazzini - Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Udine”(2018).

Descrizioni immagini:

Foto copertina pubblicazione della Fondazione CRTrieste

Foto 1 Tullio Crali:”Autoritratto” 1935, Collezione privata-  Trieste

Foto 2Tullio Crali “Cucina istriana”1927 Olio su cartone cm 37,5x27, Porro & C s.r.i. Milano

Foto 3 Tullio Crali “Prima che si apra il paracadute”[Paracadutista], Olio su compensato, cm 141x151, Udine, Casa Cavazzini - Museo d’Arte Moderna e Contemporanea. Il dipinto nel 2014 venne scelto dal Guggenheim Museum di New York – tra i trecento e più importanti dipinti futuristi italiani presenti - come immagine per il manifesto e la copertina del catalogo della mostra, per la più grande rassegna internazionale mai realizzata sul Futurismo.

Foto 4 Tulio Crali  “Città futurista”, 1939  Olio su tela, cm 44,2x63,7Trieste Collezione Fondazione CRTrieste

Foto 5 Tullio Crali “Bozzetto per costume di scena [Abito scomponibile] 1932, Acquerello su carta cm83,6x49, Gorizia Musei provinciali

Foto 6 Sofronio Pocarini”1924-25circa“Composizione futurista”[Atmosfera azzurra], Olio su compensato, cm43x37, Gorizia Musei Provinciali

Le immagini sono state tratte dal volume:

“Tullio Crali”, curato da Massimo De Sabbata ( rilegato , riccamente illustrato pp.255) Fondazione CRTrieste, s.i.p.

 

Stampa solo il testo dell'articolo Stampa l'articolo con le immagini

Articolo pubblicato il 15/01/2022