Da oggi il green pass è obbligatorio anche per andare dal barbiere, dal parrucchiere e dall'estetista

Servirà quello base (anche con tampone), valido anche per le visite in carcere.

Prosegue il giro di vite per i non vaccinati. Da oggi, come ormai noto, si restringe la zona free. Diventa obbligatorio il green pass base, cioè la certificazione che si ottiene  dopo essere risultati negativi a un tampone per il coronavirus, per accedere ai servizi legati alla persona come parrucchieri, barbieri e centri estetici.

Le nuove restrizioni anti covid sono previste dal decreto governativo entrato in vigore lo scorso 8 gennaio. Si applicheranno anche per le visite e i colloqui con i detenuti che vivono negli istituti penitenziari, sia adulti che minori.

Il green pass rafforzato ( concesso esclusivamente ai vaccinati)  è obbligatorio  sin dal 10 gennaio scorso per accedere a molti servizi e attività: per utilizzare tutti i mezzi di trasporto pubblici, sia a breve che a lunga percorrenza, per accedere a musei, mostre, parchi tematici e di divertimento, per partecipare a feste e cerimonie, sagre, fiere e congressi, per entrare negli alberghi, per usufruire degli impianti sciistici e per frequentare centri culturali, sociali e ricreativi al chiuso (esclusi i centri educativi per l'infanzia).

In base al nuovo decreto, dal prossimo 1° febbraio il green pass base sarà necessario anche per accedere a uffici pubblici, poste e banche.

E sarà obbligatorio anche per entrare nella maggior parte dei negozi, con l'eccezione dei servizi essenziali come supermercati e farmacie.

Si prevede che, verrà firmato oggi o domani,  il Dpcm (decreto del presidente del Consiglio) legato all'ultimo decreto che ha introdotto, il 5 gennaio scorso, l'obbligo vaccinale per gli over 50.  Il nuovo DPCM, dovrebbe individuare i  negozi per i quali non sarà necessario il green pass: secondo quanto si apprende sarebbero in corso ultime limature al testo.

Tra le novità ci sarebbe anche l'ingresso pass free alle poste per il ritiro della pensione, mentre per gli altri servizi postali resterà necessario il green pass (base o rafforzato).

In generale l'accesso sarà libero nei supermercati e in farmacia, dall'ottico e per il riscaldamento. Lo stesso per le attività all'aperto come benzinai, mercati, edicole. Il pass servirà invece per comprare le sigarette dal tabaccaio.

Niente super pass per attraversare lo stretto di Messina, basterà un tampone negativo: Sicilia e Calabria sfidano il governo con un'ordinanza che viola il decreto in vigore dalla vigilia di Natale in base al quale può salire sui mezzi di trasporto, compresi "navi e traghetti adibiti a servizio di trasporto interregionale", solo chi è vaccinato o guarito dal Covid.

Una forzatura che arriva con le Regioni sempre più in pressing per modificare le regole anti Covid, a partire dai parametri di conteggio dei ricoveri in ospedale per evitare il passaggio nella zona con più restrizioni: Friuli Venezia Giulia, Piemonte e la stessa Sicilia hanno infatti già parametri da zona arancione mentre Abruzzo, Calabria, Lazio, Liguria, Marche, Toscana e provincia di Trento rischiano di sforarli entro venerdì.

Sembra invece rientrato l'allarme per la Valle d'Aosta, che ha chiesto comunque una deroga al governo per evitare di finire in zona rossa se dovessero risalire le terapie intensive.

Le ordinanza firmate dal governatore siciliano Nello Musumeci e da quello della Calabria Roberto Occhiuto stabiliscono che per passare dalla Sicilia alla Calabria basterà avere il green pass base e non quello rafforzato, anche se bisognerà restare nella propria auto o all'aperto e indossare la Ffp2. "Poniamo fine ad un'assurda ingiustizia ai danni dei siciliani - dice Musumeci - una norma discriminatoria del governo. Con l'ordinanza si garantisce e salvaguardia la continuità territoriale".

Nelle prossime ore si capirà se il governo impugnerà i due provvedimenti, come ha già fatto con quella della Campania che posticipava la riapertura delle scuole.

Un confronto tra tutti i governatori ci sarà nelle prossime ore: la Conferenza delle Regioni si riunirà per approvare il protocollo sullo sport che ha avuto il via libera dal Cts ma è chiaro che sul tavolo ci saranno le richieste avanzate in questi giorni: la cancellazione del sistema dei colori, una revisione del sistema con il quale vengono conteggiati i ricoveri in ospedale, distinguendo tra ricoverati per covid e pazienti che entrano per altri motivi e risultano positivi al virus (alcune regioni hanno già cominciato a farlo in autonomia, anche se non influisce sui dati riportati nel bollettino), la modifica delle regole della quarantena.

Su questo fronte l'ultima proposta è quella del presidente della Liguria Giovanni Toti: dopo 3 giorni senza sintomi si può terminare l'isolamento.

Tra le richieste delle Regioni ci sarebbe anche quella di far rimanere in servizio i sanitari positivi, un escamotage per ovviare alla mancanza di personale.

Richiesta rispedita al mittente dai medici. "E' una proposta irresponsabile" dice Filippo Anelli della Fnomceo e aggiunge: "se venisse attuata, tanto varrebbe abolire l'obbligo di vaccinazione".

Anche il maggior sindacato dei medici, l'Anaao Assomed la definisce "sciagurata": "Provocherebbe danni alla salute, trasformando i reparti ospedalieri in cluster di contagio, non possiamo proprio consentirlo".

Le proposte dovranno poi essere discusse con il governo, con il ministro della Salute Roberto Speranza che ha già aperto al confronto sulle modifiche anche se ha invitato tutti a rimanere con "i piedi per terra". In concreto significa che ci sono dei margini di intervento sia sulle regole per la quarantena sia sul metodo di conteggio dei casi negli ospedali ma non verrà cancellato il sistema delle fasce. E comunque il tutto non avverrà prima di fine mese.

Nelle prossime ore, invece, arriverà il Dpcm che individua quelle attività "necessarie al soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona" alle quali si potrà accedere senza il pass: i negozi che vendono generi alimentari, compresi i mercati e gli ambulanti, farmacie, parafarmacie, studi medici e veterinari, laboratori di analisi, negozi di ottica e per acquistare pellet o legna per il riscaldamento. Esclusi dal pass sarà anche tutto il settore dei carburanti, le edicole e i negozi di beni essenziali all'interno dei centri commerciali.

Resta invece l'obbligo del pass per le librerie e per i tabaccai. Una scelta criticata dalla Federazione italiana tabaccai. "Ogni giorno entrano in tabaccheria 13 milioni di persone - sottolinea il presidente Giovanni Risso - Tutti ricordano che siamo rimasti aperti anche durante il lockdown, perché servizi essenziali per i cittadini, anche per pagamenti. Imporre ora il green pass sarebbe una complicazione ulteriore per la vita dei cittadini e per gli stessi esercenti".

 

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Articolo pubblicato il 20/01/2022