450° Anniversario della casamatta del Pastiss della Cittadella di Torino

Il Pastiss. storia e prospettive

La costruzione del Pastiss fu voluta da Emanuele Filiberto e avviata nel 1572 come esteso progetto, poi non completato, di integrare la difesa dei tre bastioni della Cittadella più esposti alle offese rispetto a quelle lato Dora e Po. Il contratto per l’esecuzione della casamatta, progettata da Ferrante Vitelli dentro il fossato del bastione San Lazzaro, risale al 25 gennaio 1572. L’opera, conclusa nel 1574, risultò molto complessa, tanto da meritare la denominazione di “Pastiss” (pasticcio).

Il suo fronte esterno a profilo trilobato (immagine 1) era formato da una spessa muraglia nella cui fondazione era ricavata una galleria di contromina con funzione di dispersione dell’onda d’urto di una mina lungo i suoi 140 metri di sviluppo ed espulsione dei relativi prodotti gassosi attraverso 15 pozzi aperti nella volta. Presentava all’interno vari ambienti operativi, posti su due livelli e autonomamente difendibili, da cui eseguire le azioni di fuoco a 360°, con la stessa tecnica dei moderni capisaldi. Il fronte di gola era, inoltre, dotato di cannoniere per il tiro rovescio per la difesa vicina del fossato e delle muraglie del bastione San Lazzaro, col quale comunicava per mezzo di un’ampia galleria che integrava la difesa del fossato con apposite feritoie per fuoco di fucileria.

Dopo la demolizione della Cittadella nel secondo Ottocento, il Pastiss è stato utilizzato come discarica per i materiali di risulta dei cantieri edili dell’epoca. Fu riattivato nella parte più profonda durante la 2^ G.M. come rifugio di protezione antiaerea per gli isolati di corso Matteotti compresi fra corso Galileo Ferraris e via Amedeo Avogadro e nuovamente abbandonato nel dopoguerra.

Riscoperto nel marzo 1958 da Guido Amoretti e Cesarino Volante, dal 1976, dopo i primi interventi di recupero di alcune parti in maniera autonoma da parte dell’allora capitano Amoretti e i primi volontari del gruppo ricerche e scavi, a seguito di autorizzazione del Comune di Torino è oggetto di un cantiere permanente di scavo e recupero gestito dall’Associazione Amici del Museo Pietro Micca, coordinato per oltre 30 anni dallo storico Piergiuseppe Menietti e dalla Direzione del Museo Pietro Micca.

Nel 2014 i principali settori recuperati e ripuliti (Immagine 2) sono stati restaurati su progetto dello studio di architettura Sonia Bigando e Roberto Nivolo a merito di contributo ministeriale favorito dal Consiglio regionale del Piemonte. Una buona parte degli ambienti recuperati sono stati messi in sicurezza e dotati degli impianti adeguati alla visita.

Nel 2018 è stato realizzato un regolare ingresso (Immagine 3) sul marciapiede di via Papacino 1 al posto dell’originario tombino precedentemente utilizzato come ingresso di fortuna. Dotata di una scala a chiocciola a norma di sicurezza, contestualmente con altri complementari lavori di messa in sicurezza di un delimitato percorso interno dotato di pannelli didattici, la fortezza è oggi periodicamente aperta alla visita pubblica su diretta gestione dell’Associazione Amici del museo Pietro Micca su prenotazione presso il museo stesso ai recapiti info@museopietromicca.it e 011 01167580.

Attraverso un nuove contributo della Regione Piemonte in occasione del 450° anniversario di costruzione della cinquecentesca casamatta, è stato progettato un nuovo intervento di ricerca archeologica e di restauro funzionale che permetterà di valorizzare ulteriormente il percorso di visita sia inglobando un altro settore della galleria di contromina nella fondazione con uno dei pochi pozzi di aerazione ancora efficienti sia permettendo uno straordinario sguardo d’insieme delle gallerie di contromina del 1706 e, soprattutto, l’ingresso della camera di combattimento bassa dalla quale entrò per la prima volta nel marzo 1958 il generale Amoretti alla scoperta del Pastiss.

Un interessante e nuovo sguardo sul patrimonio archeologico sotterraneo di Torino e su una struttura unica al mondo nel suo genere, che merita di essere valorizzata e soprattutto di diventare area museale permanente rientrando a pieno titolo nel museo Pietro Micca e dell’assedio di Torino del 1706 assieme all’altra area archeologica del Rivellino degli Invalidi venuta alla luce nel 2015 durante i lavori del nuovo parcheggio sotterraneo di corso Galileo Ferraris e unica parte salvaguardata del patrimonio sacrificato alle esigenze della modernità.

Per dare evidenza alla significativa ricorrenza del 450° anniversario di costruzione del Pastiss, il generale Franco Cravarezza, direttore del museo Pietro Micca, è orgoglioso di annunciare che quest’anno il museo Pietro Micca proporrà un nutrito programma di eventi a partire dal 25 gennaio per celebrare l’anniversario e valorizzare il patrimonio sotterraneo della Città con eventi, conferenze, progetti di restauro e tecnologici e, si spera, anche significativi passi per la istituzionalizzazione museale del Pastiss.

Tra i progetti già programmati, di seguito due particolari.

Il primo a inizio febbraio sarà la realizzazione di una speciale visita virtuale del Pastis nell’ambito del progetto VADUS, collaborazione tra Comune di Torino (Torino City Lab), ESA, TIM, ENEA e Università La Sapienza di Roma.

Il secondo progetto, relativo al recupero archeologico e funzionale del pozzo di aerazione all’interno del percorso di visita, andrà in porto entro aprile pv.

La prima attività, il 25 gennaio 2022 (Immagine 4).

Dopo una breve inaugurazione dell’anniversario, dalle ore 11 alle 17,30 la cinquecentesca fortezza del Pastiss sarà aperta alle visite gratuite.

Obbligatoria prenotazione a eventi@museopietromicca.it e 011 01167580 e necessario green pass rafforzato e mascherina indossata. Non idoneo per portatori di disabilità motoria.

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Articolo pubblicato il 24/01/2022