Quirinale. Il gigante ed i bacherozzi

Berlusconi si ritira, ma sbarra la strada a Draghi

Piaccia o no, ma nell’inconcludente sciarada del Quirinale, Silvio Berlusconi è l’unico che da settimane ha continuato a tenere banco.

Enrico Letta e Giuseppì Conte, nei loro interminabili ed inconcludenti conciliabili, non sono stati in grado di proporre un candidato.

Hanno però avanzato il veto assoluto, non solo su Berlusconi, ma anche nei confronti di tutti i papabili candidati, anche lontanamente vicini al centro destra. Nel loro furore stalinista, hanno impallinato  figure istituzioni, quali la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e l’ex presidente Marcello Pera.

Hanno poi dato il largo ai soliti giornalisti di regime, ottenendo l’effetto opposto. Così altre boccate di ossigeno per Berlusconi sono venute dal contributo che gli hanno dato Travaglio e gli uomini di De Benedetti. Gli articoli di Travaglio, Giannini e compagni sono stati così maniacali da spingere parlamentari di buon senso a reagire di fronte a questo antiberlusconismo paranoico elargendo ulteriori voti per il Cavaliere.

Riflessione d’obbligo che travalica il voto per l’inquilino del Colle.

Può la sinistra che in oltre un secolo ha annoverato leader prestigiosi, farsi guidare e rappresentare da due smandrappati che neanche sono sicuri di esprimere, non solo il polso del Paese, ma anche la fiducia dei gruppi parlamentari?

Questa è la riflessione che ci fa comprendere  la lontananza siderale dalle problematiche del paese insita in alcuni  provvedimenti governativi assunti da Conte prima e da Draghi poi.

Quell’area politica non è purtroppo in grado di esprimere una squadra di governo all’altezza della situazione.

Gli esponenti stizzosi che ci sorbiamo ogni sera in tv, sarebbero i primi ad essere  impallinati tanto da Angelica Balabanoff, che da Palmiro Togliatti.

Con una tempistica ben calcolata, nella serata di ieri è arrivata la rinuncia di Berlusconi alla corsa Presidenziale.

La tanto attesa risposta di Berlusconi ha spiazzato Letta & C. che, oltre a calunnie e ostracismi, non sono in grado di assumere decisioni serene e per il bene del Paese e degli italiani. Quale quadro si presenta a notizia calda?

Per intanto occorre partire e ben pesare i punti salienti della nota diffusa dal Cavaliere: "Ho deciso di compiere un altro passo sulla strada della responsabilità nazionale, chiedendo a quanti lo hanno proposto di rinunciare a indicare il mio nome per la presidenza della Repubblica".

Per poi indicare il must del centrodestra: “Considero necessario che il governo Draghi completi la sua opera fino alla fine della legislatura per dare attuazione al Pnrr”.

Così anche Draghi che era forzatamente diventato l’idolo della sinistra ottiene lo sbarramento al Colle nel supremo interesse del Paese, privando Enrico Letta, del suo gingillo preferito.

Berlusconi rinuncia, ma rivendica il diritto del centrodestra ad indicare il percorso da seguire.

"Faremo una proposta condivisa del centrodestra all'altezza in grado di avere il massimo consenso possibile", fa sapere.

Tralasciamo le dichiarazioni di rito, con la sinistra che, oscenamente stappa le bottiglie, nell’incoscienza di non riflettere sui passaggi che dovrà concordare o subire nelle prossime ore per rendere l’elezione presidenziale difendibile e credibile.

Nel centro destra rimane anche spiazzata Giorgia Meloni che è rimasta l’unica a voler concludere  la legislatura, senza attendere il 2023.

Vedremo cosa si determinerà nelle prossime ore. Quel che è certo che non sarà sufficiente che il centro sinistra accetti o meno il nominativo autorevole che Salvini proporrà. Ben altri tasselli andranno affrontati e risolti.

Il candidato alla presidenza della repubblica dovrà garantire la durata naturale della legislatura ed i partiti del centrodestra dovranno ancor più dettare la linea di governo e ridisegnare la legge elettorale.

Troppe incongruenze e rinunce hanno annebbiato gli ultimi atti del governo Draghi.

Poi tutto potrà ancora capitare nel corso della seduta del Parlamento a camere riunite.

Tra le dichiarazioni, non evidenziate a sufficienza dagli organi di informazione, Berlusconi ha precisato” Dopo innumerevoli incontri con parlamentari e delegati regionali, anche e soprattutto appartenenti a schieramenti diversi della coalizione di centro-destra, ho verificato l’esistenza di numeri sufficienti per l’elezione. È un’indicazione che mi ha onorato e commosso: la Presidenza della Repubblica è la più Alta carica delle nostre istituzioni, rappresenta l’Unità della Nazione, del Paese che amo e al servizio del quale mi sono posto da trent’anni, con tutte le mie energie, le mie capacità, le mie competenze”.

Quindi?

Non perdiamoci in chiacchiere e supposizioni, attendiamo le  indicazioni che emergeranno dalle primissime votazioni, non dimenticando che i grillini e parte dei democratici sono allo sbando, con buona pace dei loro segretari pro tempore che da tempo non sono in grado di controllare le loro truppe.

Poi se ne potrà parlare con cognizione di causa.

 

 

Stampa solo il testo dell'articolo Stampa l'articolo con le immagini

Articolo pubblicato il 23/01/2022