Bologna – L’importanza e il ruolo dei capelli che avevano nel Medioevo raccontati nel libro dalla storica dell’arte Virtus Zallot edito dalla prestigiosa casa editrice il Mulino

I capelli come erano portati, indicavano individuavano le condizioni, il ruolo che la donna o l’uomo avevano nella società

Il ruolo e l’importanza che hanno sempre avuto  i capelli viene affrontato nell’interessante pubblicazione,”Sulle teste nel Medioevo. Storie e immagini di capelli”, curata dalla storica dell’arte Virtus Zallot , edito dalla prestigiosa casa editrice il Mulino( 253 pp. ill. col e b/n €26.00- foto copertina). 

Nella prefazione di Alessandro Vanoli: “Si, perché Virtus Zallot, parlandoci di capelli, questa parte del corpo così appartenente marginale, riesce a rilevarci moltissimo delle abitudini, dei gusti e delle convinzioni che si sono sedimentate nei secoli del Medioevo occidentale.

E tra le pagine si – continua  Vanoli - scoprirà alla fine che tanto di questa storia è ancora viva e ci attraversa. E che anche un semplice taglio di capelli rivela a guardarlo bene un passato secolare”.  Uomini e  donne con  chiome lunghissime o con teste crudelmente rasate; vecchi orgogliosi della canizie o che la nascondono con la tintura;capelli esibiti o ripudiati, aggrediti o celebrati, trascurati o splendidamente acconciati; usati per sollevare, trascinare, trattenere e persino per volare.

Al centro di gesti ordinari o straordinari, nel Medioevo i capelli indicavano la condizione sociale ed esistenziale, distinguendo il povero dal ricco, il buono dal cattivo, il vicino dallo straniero, il laico dal chierico, la donna onesta da quella  dissoluta, la vergine dalla maritata, il vanitoso dall’umile.

Il libro nei  sette capitoli, porta a conoscenza i vari trucchi dei capelli per tingerli, per farli ricrescere o per dissimularne la mancanza. L’autrice approfondisce poi quali erano le acconciature più diffuse nel Medioevo: la cura che veniva praticata ai capelli, in che modo i capelli erano  utilizzati per esprimere dolore, l’importa dei tagli dei capelli, tutto questo Virtus Zallot, lo accompagna riportando  molte storie importanti come alcune donne preferivano accorciarli. Il perché dovrà scoprirlo il lettore.  

Uomini che esibiscono i capelli  per affermare o negare il proprio ruolo nel mondo; di condannati a cui crudelmente asportati,  e di cadaveri a cui miracolosamente crescono; di ciocche donate quale pegno d’amore oppure venerate come preziosa reliquia.  

Il testo è documentato da immagini molto accurate, l’autrice che  è una storica dell’arte,  ha saputo come muoversi nel scegliere immagini  per dare al libro quella giusta importanza ma anche  tanta bellezza e soprattutto  incisività. Questo libro  riscopre come inaspettati protagonisti di storie reali o immaginarie, tramandate dall’arte e dalla letteratura, come un semplice taglio di capelli ha la sua importanza ancora tutt’oggi.

Solo sfogliando le pagine soffermandoci sulle numerose immagini che l’autrice ha scelto per documentare il testo  fanno apprezzare e invogliano alla lettura. Nella premessa l’autrice riporta una passo cosa scriveva sant’Ambrogio,« I capelli non sono altro che le parti superflue del corpo».

Ma come si vedrà, pagina dopo pagina hanno sempre avuto, e sempre avranno un ruolo importante nell’esistenza  della donna e dell’uomo .

Autrice:

Virtus Zallot, docente di Storia dell’arte medievale e di Pedagogia  e didattica dell’arte all’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia. Studiosa di  iconografia sacra, collabora con istituzioni culturali ed enti pubblici a progetti di ricerca e di valorizzazione del patrimonio artistico. Per la casa editrice il Mulino ha pubblicato nel 2018 il libro« Con i piedi nel medioevo. Gesti e calzature nell’arte e nell’immaginario»

Descrizione immagini:

Foto copertina libro

Foto 1 Metopa degli Antipodi ,XII secolo,Modena, Museo lapidario  del Duomo. La donna reca una lunghissima treccia ; l’uomo indossa la scuffia

Foto 2 ”Banchetto di Erode”(par.), 1200ca. Müstair(Svizzera), San Giovanni, Salomè prima danza,facendo penzolare i lunghi capelli, quindi porge la testa decapitata del Battista

Foto 3 Maestro della Maddalena,”Maria Maddalena e storie della sua vita, 1280ca.,Firenze Galleria dell’Accademia. Sia nella grande figura centrale, sia negli episodi di vita eremitica e della morte la santa è vestita dei lunghissimi capelli.

Foto 4 “Vergini sagge e vergini stolte(part.), 1200-1210ca., Appiano (Bolzano), cappella di Castel Appiano. Le vergini stolte esibiscono lunghissime trecce.

Foto 5 “Incontro dei tre vivi e dei tre morti e Trionfo della Morte(par.), XIV secolo, Subiaco, Sacro Speco. Chiesa inferiore . I tre visi sono accuratamente associati,nei tre morti il disfacimento, corporeo aggredisce anche i bei capelli e l’elegante pettinatura. Pur ridotta a scheletro,Morte esibisce una folta e svolazzante capigliatura.

Foto 6 “Morte del ricco Epulone”,XII secolo, Vézelay (Francia), Sainte –Marie - Madelaine.  Disperata la moglie che assiste la morte di Epulone e si strappa con  veemenza i capelli.

Foto 7 “Eldrado riceve l’abito monastico”, dalle Storie di sant’Eldrado, XI secolo, Novalesa (Torino), cappella di sant’ Eldrado. Il santo già tonsurato, viene accolto nel monastero di Novalesa.

Foto 8 Sandro Botticelli “La calunnia”(part.), 1497ca. Firenze,Galleria degli Uffizi . Calunnia trascina il calunniato afferrandolo per i capelli.

Le immagini che documentano il testo sono state tratte dal libro

“Sulle Teste del Medioevo. Storie e immagini di capelli”, di Virtus Zallot, pp. 253, 64 ill. col. e b/n, Società editrice il Mulino, Bologna 2021, €26.00

 

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Articolo pubblicato il 25/01/2022