Torino. La disinvolta e antidemocratica conduzione di Alberto Re, Presidente della quarta circoscrizione.

Mezzi e mezzucci per nasconder ed impedire la denuncia del malcostume e negare il diritto di parola al capogruppo della Lega Morando

Ormai è proverbiale la latitanza del sindaco Lo Russo dinanzi ai problemi che interessano i cittadini, a partire dall’ordine pubblico, il disagio palpabile nelle circoscrizioni periferiche, a piaga occupazionale. Ma non basta perché alla quarta circoscrizione, il presidente Alberto Re, è un suo piccolo emulo, seppur con maggior sfrontatezza. Ma veniamo ai fatti.

Il capogruppo della Lega Carlo Emanuele Morando, in data 23 dicembre, depositava una mozione consiglio circoscrizionale avente per oggetto “Revoca deleghe del coordinatore alla VI Commissione”.

Il personaggio in questione è Lorenzo Ciravegna che usando logo e attribuzione insite nel ruolo ricoperto si accordava con un negozio per incentivare l’acquisto di omaggistica, accompagnato dal messaggio “Buon Natale e felice anno nuovo, Lorenzo Ciravegna. Presentando questo coupon otterrai subito 2,50€ in buono spesa utilizzabile presso [negozio] di corso Regina Margherita 250”, il tutto corredato dal logo istituzionale della quarta Circoscrizione.

Il capogruppo della Lega, considerato disdicevole il comportamento di Ciravegna impegnava, con la mozione: ”Il Presidente a revocare le deleghe concesse al consigliere Lorenzo Ciravegna, estromettendolo dalla Giunta circoscrizionale, e attribuendo le stesse ad altro consigliere circoscrizionale.

Quel che è successo nella seduta dl Consiglio del 19 gennaio è raccapricciante ed esige una esposizione analitica.

Al termine dell’appello nominale per l’apertura del Consiglio circoscrizionale, il capogruppo Morando aveva richiesto di intervenire per comunicazioni, ai sensi dell’art. 26 comma 2 del regolamento interno per le funzioni del Consiglio.

Una volta palesata la richiesta del capogruppo Morando di inversione dell’ordine dei lavori, il Presidente, con l’intervento del Dirigente d’Area, garantiva la votazione richiesta subito dopo la votazione per l’inversione richiesta dal Presidente stesso. Anche questa seconda richiesta di votazione veniva ignorata e disattesa così come veniva ignorata la richiesta di intervento del consigliere Scavone.

Veniva quindi concessa la parola al consigliere Pongiluppi, prenotatosi per l’intervento per ultimo, il quale richiedeva la verifica del numero legale per la prosecuzione della seduta. Poi è successo l’impensabile

Verificata l’assenza del numero legale, al quale mancava all’appello anche il Presidente, lo stesso Presidente (assente) chiedeva ai capigruppo, compresi quelli di maggioranza dichiaratisi assenti, di aprire una conferenza dei capigruppo in coda al Consiglio.

Il fatto sopra citato ha scatenato le proteste di alcuni consiglieri ai quali è stato ripetutamente disattivato il microfono sfruttando caratteristiche esclusive delle sedute tenute in videoconferenza, non replicabili in presenza.

In questo modo si contravveniva all’articolo 107 del Regolamento 286, che stabilisce che, qualora un consigliere assuma comportamenti oltraggiosi, ovvero disturbi l’ordine della seduta o continui a parlare dopo che il Presidente gli ha tolto la parola, il Presidente lo richiama formalmente (comma 1). Gli altri 6 commi dell’art. 107 non prevedono mai l’intervento di segretari, tecnici o impiegati per togliere la parola ai consiglieri.

La condanna per i gravi fatti accaduti  lesivi del ruolo dei consiglieri circoscrizione e di ogni corretta linea di comportamento è stata stigmatizzata dai consiglieri di opposizione e imputa al presidente Re ogni responsabilità, con la sottoscrizione della mozione.

Oggi si terrà la successiva riunione del Consiglio di Circoscrizione. Come si comporterà il Presidente?

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Articolo pubblicato il 26/01/2022