Quirinalia: Avanti a luci spente. Non si tratta, ma si aspetta… Aggiornamento delle ore 23,50 del 27 gennaio

I Vescovi auspicano il Mattarella bis

Le menti inutilmente spaziose che avrebbero dovuto annunciarci, già nella prima mattina di ieri, la notizia di un’intesa, hanno miseramente fallito, lasciando spazio al disorientamento.

L’unico tocco tragicamente originale del voto di ieri si è manifestato con la scheda bianca imbucata dai grandi elettori del centro sinistra e l’astensione della scheda da parte del centro destra.

Con il passare delle ore emergeva che la candidatura Casini era accantonata, mentre si tornava, a chiacchiere, ai dati di partenze. Questo lo spoglio: I votanti sono 540, gli astenuti 441. Le schede bianche 261, i voti dispersi 20. Le schede nulle sono 5. Ottengono voti: Sergio Mattarella 166 (ieri ne aveva ricevuti 125), Nino Di Matteo 56 (candidato di Alternativa, che fino a ieri aveva votato per Paolo Maddalena con 61 voti), Luigi Manconi 8, Marta Cartabia 6, Mario Draghi 5, Giuliano Amato 4, Pier Ferdinando Casini 3 e Elisabetta Belloni 2.

L’unico dato incontrovertibile è lo zoccolo duro a favore di Mattarella, ma è ancora troppo debole per imporsi. Dinanzi ad un parlamento parco buoi, emergono le fragilità dei leader che da agosto parlano in Parlamento ed in ogni occasione, ma nulla riescono a concludere.

In che mani! Il terremoto è intrinseco al Palazzo e ciò è gravissimo.

I giochi d’ingegneria non danno consistenza a proposte che non scaldano il Paese e, se non ben calibrate, si ritorceranno sui proponenti. Oggi si riprende, ma su quali basi?

Prevarrà la stanchezza? Viene fatto notare, da più parti, il peso dell’assenza di Berlusconi che se presente sulla scena, avrebbe certamente accelerato e nobilitato la scelta.

Ritorna uno dei motivi reali di tanta confusione creata ad arte tra la scelta delle due cariche, Capo dello Stato e presidente del Consiglio, in caso del trasloco di Draghi al Colle. I partiti vogliono fiondarsi sui miliardi in arrivo da Bruxelles, aumentare il fumo, incassare e basta, perché la presenza di Draghi e dei ministri tecnici, sta diventando indigesta. Alla casta le opportune considerazioni sulla presenza dei tecnici e il ruolo de politici, poco importa.

Scendiamo sempre più nella bassa cucina, neppur nobilitata da figure di prestigio. Cosa è emerso nella serata di ieri? Una girandola di nomi, dall’attuale responsabile dei servizi segreti Belloni, da catapultare sul Quirinale in stile Putin. D’altronde con il Covid la tecnologia sta già indagando sulle nostre vite e gli italiani subiscono.

Spunta anche l’ipotesi Franco Frattini attuale presidente del Consiglio di Stato ed ex ministro, uscita dal vertice del centrodestra, ma subito impallinata da Letta con il codazzo dei grillini e di grandi elettori di FdI.

Poi, viene diffusa una nota  sibillina della Conferenza episcopale italiana che ribadisce “l'auspicio per una soluzione di unità nella votazione per il Quirinale e definisce ancora una volta Sergio Mattarella un punto di riferimento“. Da qui l’auspicio dei presuli che il Parlamento in seduta comune sappia cogliere il desiderio di unità espresso dal Paese. “L’esempio di Sergio Mattarella, come uomo e statista, è un punto di riferimento nelle scelte che devono essere compiute alla luce della Costituzione", si legge nel documento.

Prende corpo la parata degli ottuagenari; Mattarella, Cassese e Amato che a prescindere dalle loro peculiarità, attraggono i politicanti in quanto si ritiene che non riuscirebbero a completare il settennato e la spartizione sarebbe solamente posticipata.

Ma non c’è neppur tempo di approfondire le note che lo scenario cambia. I vertici e gli abboccamenti tra i partiti ed all’interno delle coalizione, sono rinviati o annullati.

Ormai è una girandola di nomi, di situazioni che non sono credibili, con l’esclusione dei politici, peraltro impresentabili a favore dei tecnici. Una rosa di nomi scaccia l’altra, mettendo alla berlina anche persone per bene che non meriterebbero. In serata viene fatto il nome di Consolo, ex direttore Generale del Ministero degli Esteri, che svanisce poco dopo.

La democrazia è ormai svilita, ma un branco di nominati senza storia e competenza, sta dimostrando ancor di più la vera crisi etica e politica del Paese. Siamo nauseati a leggere e poi apprendere che tutto è destinato al fumo, perché è il risultato di improvvisazione.

Ci rifiutiamo di continuare.

Quel che ieri notte pareva una pista percorribile, frana immediatamente. Stamane alle 11 si riprende e forse sarà possibile una seconda chiamata alle 17.

A chi giova perpetrare questo teatrino? Si sono già manifestate, nelle votazioni dei giorni scorsi le avvisaglie delle indicazioni dei leader gabellate dai grandi elettori. Ci avviciniamo al rompete le righe e tutto potrà essere possibile.

Il Palazzo sta crollando sotto giochini ed incongruenze. Occorre aria pulita. Questo è il punto!

 

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Articolo pubblicato il 28/01/2022