Quirinalia. La danza tragica di Maria Elisabetta Casellati. Aggiornamento delle ore 23,45 del 28 gennaio

Fumata nera anche al sesto scrutinio. Pomeriggio e serata di confronti inconcludenti. La ”svolta di Berlusconi”

Ieri la Chiesa Cattolica ha festeggiato san Tommaso D’Aquino, sommo teologo, filosofo insigne e homo sapiens.

Purtroppo il suo acume non ha minimamente sfiorato i miserabili di Montecitorio che non hanno voluto e saputo disegnare un’intesa credibile. Anzi.

L’altrettanto tragico giovedì si era concluso con il lancio di nominativi subito impallinati dalla sinistra e in parte dallo schieramento del centro destra, sino a far circolare nominativi sconosciuti ai più e buttati a caso, quasi come sfogliare la margherita, che avrebbero ancora più svilito la suprema carica dello Stato. In anticipo sulla seduta di ieri alle 11 dal centrodestra veniva lanciato il nominativo della presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, quale prova di forza.

Nome impegnativo, perché la Casellati ricopre la seconda carica dello Stato e se gli ozi elettorali proseguiranno anche all’inizio della settimana, sarà lei a dover sostituire Mattarella il 3 di febbraio, giorno del termine del settennato. La sinistra ovviamente stigmatizzava anche l’indicazione della Presidente del Senato e depositava l’ormai eterna scheda bianca. Alcuni grillini, pare l’avrebbero pure votata, ma sono stati impediti dai loro stessi compagni.

Il risultato del primo scrutinio è eloquente.

Elisabetta Casellati non supera il quorum (pari a 505 voti) e si ferma a 382 preferenze, ben al di sotto dei numeri dei grandi elettori del centrodestra e comunque meno di 400, la soglia fissata dalla coalizione per riproporla nella seconda votazione del pomeriggio. Gli astenuti sono stati pari a 406. Sergio Mattarella ottiene 46 voti, 38 vanno a Di Matteo, 8 a Berlusconi, 7 a Tajani e altrettanti a Cartabia. Casini incassa 6 voti mentre Draghi ne ottiene 3, Belloni 2. Le schede bianche sono state 11, le nulle 9. In tutto i votanti 530, i presenti 936.

Sabbie mobili con gli irriducibili Mattarelliani che continuano imperterriti a distinguersi.

Ulteriore operazione fallimentare, con la caccia aperta ai franchi tiratori del centrodestra e la canditura Casellati bruciata. Poco dopo le 17 ricomincia il teatrino del voto.

Pd-M5S-Leu hanno anticipato che  avrebbero votato scheda bianca. Il centrodestra ha dato indicazione ai grandi elettori di non ritirare la scheda. Si invoca l’intervento di Berlusconi, questa volta non come candidato, ma per trovare un’intesa con il centro sinistra, ma a quali condizioni?

Anche il sesto scrutinio va a vuoto. I voti per Sergio Mattarella sono 336, oltre il doppio di quelli ottenuti ieri, in tutto 166, in occasione del quarto scrutinio. Hanno ottenuto voti anche: Nino Di Matteo (candidato di Alternativa) 41; Pier Ferdinando Casini 9, Luigi Manconi 8, Marta Cartabia 5, Mario Draghi 5 e Elisabetta Belloni 4.

Il caos è totale.

Nell’attesa dei risultati inconcludenti della sesta votazione, giungevano le dichiarazioni di Salvini e Conte, sull’imminente intesa sulla scelta di una candidatura femminile, mal esposta, quasi si trattasse di pagare un pegno. Immediata la conseguente presa di posizione piccata delle donne del palazzo. Dalle parti del PD si riproponeva la solita filastrocca Draghi, Mattarella, Casini e anche di Belloni e Cartabia"

Poi l’uovo di colombo focalizzava un nominativo già emerso, ossia l’ambasciatrice Elisabetta Belloni attuale capo dei sevizi segreti.

Già ieri avevamo espresso il nostro disagio per questa scelta sospettosa e fotocopia di prassi in regimi dittatoriali. Dopo uno scambio di opinioni la candidatura veniva bollata come inopportuna da Matteo Renzi e altri autorevoli grandi elettori.

Aspettiamo sempre più sfiduciati che emerga un’ipotesi di confronto serio, ma il tempo passa e la sfiducia nella nostra classe politica trova livelli difficilmente raggiunti in passato. L’impennata dei costi energetici, la situazione geopolitica e le prossime ineludibili scadenze che dovrà affrontare il Paese, non scalfiscono minimamente i nostri negoziatori.

A prescindere da candidature già date per morte, dubitiamo che la notte sia costruttiva. Ritorna l’indiscrezione di un ritorno in capo di Berlusconi negoziatore.

Lo si potrà verificare nell’ennesima elezione convocata per stamane alle 9,30.

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Articolo pubblicato il 29/01/2022