Il presente? ╚ accaduto 15 secondi fa

Una ricerca dimostra come il cervello ci faccia vivere nel passato

Lo studio condotto su parecchi volontari ha dimostrato come il cervello processa le informazioni visive. In virtù della notevole mole di stimoli provenienti dall'esterno, per evitare un costante sovradosaggio ed evitare di andare in tilt, il nostro cervello si “prende un po' di tempo” per processare le informazioni ricevute. La nostra percezione è fluida.
Tuttavia la realtà dei fatti diversa.

Il cervello seleziona le immagini e le riordina in modo tale da farci credere nella fluidità della percezione. Grazie a questo stratagemma tutto risulta essere stabile. Questo tipo di funzione è una funzione di difesa. Se il cervello seguisse ogni foto visivogramma, facendocelo percepire, si rischierebbe di vivere come sotto allucinogeni costantemente.

Per stabilire tale affermazione, un numeroso gruppo di volontari si è sottoposto ad un esperimento. Essi dovevano guardare volti di persone in un filmato di 30 secondi. Gli stessi volti, ogni secondo, invecchiavano. Alla richiesta di definire l'età della persona in questione, tutti dicevano l'età percepita 15 secondi prima.

I neuoroscienziati già sapevano dell'esistenza di un ritardo nel processare le informazioni provenienti dall'esterno. Tale ritardo era quantificato in 300 millisecondi.

Questo studio recente, invece, dimostra come, in base a numerosi stimoli ricevuti in poco tempo, il cervello ci faccia vivere nel passato di 15 secondi.   

Rallentare gli stimoli. Vivere più slow o lentamente, aumenta la capacità di vivere sempre più nel presente. Ecco perché l'invito del vivere “qui e ora” necessita di una presenza e coscienza situazionale assoluta.

Così facendo si blocca l'istantanea del momento e il cervello la processa in soli 300 millisecondi. Non sarà l'assoluto presente, e aldilà di tutto, sicuramente è molto meglio del vivere 15 secondi nel passato.

Se volete provare l’esperimento ecco il link del video postato a cura del ricercatore Dott. Mauro Manassi, per sperimentare il vivere la propria percezione 15 secondi più tardi.

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Articolo pubblicato il 08/02/2022